Lavorare al Ministero della Giustizia: struttura organizzativa e mansioni degli uffici

Pubblicato il 07 Giugno 2019 11:44

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Lavorare al Ministero della Giustizia: struttura organizzativa e mansioni degli uffici

Sogni di lavorare al Ministero della Giustizia? In questa guida pratica troverai la struttura organizzativa del Ministero, l’organizzazione centrale e periferica, informazioni sui concorsi in atto e contenuti gratuiti da scaricare.
Il Ministero della Giustizia è l’apparato organizzativo statale al quale fa capo l’amministrazione giudiziaria. Gli sono attribuiti, ferme restando le competenze del Consiglio superiore della magistratura, le funzioni e i compiti di pertinenza dello Stato in materia di politica giudiziaria e organizzazione degli uffici giudiziari ordinari (gli uffici dei giudici speciali, infatti, dipendono da altre amministrazioni e altri Ministeri), sia nel campo della giurisdizione penale che in quello della giurisdizione civile, nonché nel campo della giurisdizione penale minorile.
In particolare, il Ministero della Giustizia sovraintende all’organizzazione e al funzionamento dei servizi relativi alla giustizia e a quella dei penitenziari statali. Gli spettano, peraltro, la gestione degli archivi notarili, la vigilanza sugli ordini e sui collegi professionali, l’amministrazione del casellario giudiziale, la cooperazione internazionale e l’istruttoria delle domande di grazia da proporre al Presidente della Repubblica.
Inoltre, il Ministero della Giustizia elabora proposte normative, attraverso il proprio ufficio legislativo, cura la pubblicazione di tutti gli atti normativi sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana, sovrintende alle modifiche dei codici civile, penale, di procedura civile e procedura penale.
Il Ministro della Giustizia, l’unico a essere citato direttamente nella Costituzione, ha il titolo di Guardasigilli, in quanto custode del sigillo dello Stato. In tale veste, egli controfirma le leggi e i decreti al fine della loro pubblicazione. La Costituzione gli attribuisce anche la titolarità dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati (art. 107).

L’articolazione del Ministero della Giustizia nella riorganizzazione del 2015

Con decreto n. 84 del Presidente del Consiglio dei Ministri, emanato il 15 giugno 2015, è stato approvato il Regolamento di riorganizzazione del Ministero della Giustizia, in risposta alle generali esigenze di ammodernamento e decongestionamento della struttura centrale dello Stato e di contenimento delle spese di gestione degli apparati, nel più ampio quadro delle politiche di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica.
Al tempo stesso si è decisamente puntato all’innalzamento dei livelli di efficienza ed efficacia, non senza favorire l’integrazione operativa fra le diverse articolazioni a livello centrale e periferico.
Sono state «valorizzate» le esperienze tecnico-professionali precedentemente maturate in alcuni ambiti come in quello dell’esecuzione penale esterna. Si è anche valorizzato il ruolo della Conferenza dei Capi di Dipartimento, al fine di assicurare l’assunzione di decisioni strategiche comuni.
Costituisce novità di assoluto rilievo l’ampliamento delle competenze del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, quale struttura di controllo della cosiddetta «messa alla prova», in capo al quale si concentra l’esecuzione delle misure alternative alla detenzione in carcere, nonché delle sanzioni sostitutive, secondo i modelli europei più progrediti.

La nuova organizzazione centrale e periferica del Ministero della Giustizia

Si riporta, qui di seguito, lo schema della nuova organizzazione centrale e periferica del Ministero della Giustizia.

L’organizzazione centrale

Il livello centrale si struttura nei seguenti uffici di gestione amministrativa:

  • Dipartimento per gli affari di giustizia;
  • Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi;
  • Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria;
  • Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

L’organizzazione periferica

Il livello periferico si struttura in organi di livello dirigenziale generale e organi di livello dirigenziale non generale. Costituiscono organi di livello dirigenziale generale le Direzioni regionali e i Provveditorati regionali. Sono d’altro canto organi periferici di livello dirigenziale non generale i Centri per la giustizia minorile.
Per tutti i dettagli sulla struttura organizzativa del Ministero della Giustizia e sulle mansioni delle diverse figure di funzionari che operano all’interno del Ministero scarica le nostre guide gratuite (inserisci il tuo indirizzo mail in questo box ⇓)

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Lavorare al Ministero della Giustizia: i concorsi in atto

Al momento sono in atto concorsi per l’assunzione di personale presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
In particolare, sono in corso di svolgimento le procedure per l’assunzione di 35 Funzionari contabili e 15 Funzionari tecnici, fra Ingegneri e architetti (Gazzetta Ufficiale, serie concorsi, del 2 gennaio 2018, n. 1). Per i 35 Funzionari contabili il 30% dei posti è riservato al personale interno del Dipartimento e un’ulteriore quota è riservata ai disabili.
Due concorsi interni sono stati indetti dalla Direzione generale del Personale e delle Risorse:

  • per la nomina di 80 Vicecommissari del ruolo ad esaurimento del Corpo di polizia penitenziaria (decreto del 19 novembre 2018). Il concorso è soltanto per titoli. Il 20% dei posti è riservato al personale in possesso della qualifica di sostituto commissario;
  • per la copertura di 5 posti da Funzionario contabile – terza area – fascia retributiva F1 (decreto del 14 febbraio 2019). La procedura selettiva, per titoli ed esami, è riservata ai dipendenti dell’amministrazione penitenziaria appartenenti alla 2a area funzionale e in possesso di laurea in economia e commercio o equipollenti, conseguita nel vecchio ordinamento, o di laurea magistrale o specialistica in scienze dell’economia o scienze economico-aziendali, o di laurea triennale in scienze economiche o scienze dell’economia e della gestione aziendale.

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