Il Consulente per la Protezione Sociale dell’INPS: mansioni, inquadramento e requisiti per il nuovo concorso

Pubblicato il 12 Novembre 2020 14:18

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Il Consulente per la Protezione Sociale dell’INPS: mansioni, inquadramento e requisiti per il nuovo concorso

Il nuovo (imminente) Concorso INPS prevede l’assunzione di 1858 Consulenti della Protezione Sociale. Quali sono le mansioni di questa figura? Quanto guadagna? Quali sono i requisiti per partecipare al concorso? Tutte le informazioni in questa guida pratica.

Figura istituita dall’accordo sindacale del 21 marzo 2018, all’epoca della presidenza INPS di Tito Boeri, con il Consulente per la protezione sociale (CPS) dell’INPS si voleva far fronte all’esigenza di adeguamento della macchina amministrativa dell’Istituto, nella duplice ottica di un suo svecchiamento e, forse più importante ancora, della creazione di una precisa rispondenza fra servizi erogati ai cittadini e imprese ed effettivi bisogni di entrambe le categorie.

Tale esigenza è stata palesata all’indomani della chiusura del primo concorso indetto per il reclutamento di 967 Consulenti (il bando era stato pubblicato in Gazzetta ufficiale del 27 aprile 2018 e la graduatoria finale approvata l’11 giugno 2019; dopo vari scorrimenti di graduatoria furono assunti oltre 3500 unità) dalle affermazioni dell’allora ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico.

Nuove energie che accompagnano il welfare degli italiani”: queste le parole della Bongiorno nel salutare i primi Consulenti assunti. Dall’altra parte, Tridico che, nel definire l’INPS come il “braccio armato” dell’art. 3 della Costituzione, ha precisato che l’istituto, occupandosi non solo di previdenza, ma anche, appunto, di protezione sociale, si prefigge quali scopi la garanzia dell’uguaglianza e l’implementazione della coesione sociale.

L’introduzione della figura del Consulente per la Protezione Sociale ha in sostanza fatto fronte alla necessità di garantire una forma, appunto, di protezione ancora più efficiente per i cittadini, necessità sorta in ragione dell’ampliamento delle prestazioni che oggi offre l’INPS: si tratta, in ultima analisi, di prestazioni volte all’eliminazione di qualsiasi forma di pericolo o rischio in ambito previdenziale ed assistenziale.

Chi è il Consulente per la protezione sociale? E quali sono i suoi compiti?

A queste domande risulta facile rispondere tramite attenta lettura dell’accordo che ha istituito la figura (qui il testo integrale).

Quest’ultimo afferma che il Consulente, inserito a livello strutturale nei processi produttivi dell’ente, deve essere in grado di gestire, e soprattutto risolvere, problematiche di particolare complessità: in tal senso, in un’ottica di problem solving, il Consulente svolge funzioni di produzione e di consulenza.

Nella pratica, ciò si traduce nella gestione dello sportello, nella gestione delle pratiche per il cittadino e, nello specifico, nella gestione delle procedure e di tutto ciò che attorno ad esse gravita, per l’assistenza sociale e previdenziale. Questo il motivo per cui la figura deve essere dotata, oltre che di specifiche competenze culturali (come si avrà modo di vedere, più che attestate), di una buona dialettica e di adeguate conoscenze informatiche.

I titoli di studio richiesti e i punteggi aggiuntivi per altri titoli

L’accesso alla figura di Consulente per la protezione sociale ha visto l’utilizzo di un criterio diverso: non più e non tanto una selezione basata sull’esperienza, quanto invece improntata alle competenze di pertinenza dei candidati, competenze certificate dal possesso di lauree magistrali, nelle materie d’interesse delle attività dell’istituto; dunque giurisprudenza, economia ed ingegneria gestionale. Ciò non toglie che la rosa delle lauree che consentono di accedere alla selezione sia ben più ampia.

L’accordo istitutivo del profilo, il bando di concorso del 2018 e il verbale del Consiglio di Amministrazione che autorizza il concorso 2020  hanno incluso, nell’ambito dei titoli accademici in questione, le lauree magistrali o il diploma di laurea di vecchio ordinamento corrispondente alle medesime.

I titoli per il nuovo concorso sono indicati nell’art. 2 della delibera del CdA del 28 ottobre; utili informazioni (per quanto riguarda i titoli di studio e altri titoli che danno diritto a punteggi aggiuntivi, in particolare quelli di inglese e di informatica), possono essere ricavate anche da questo documento di precisazione pubblicato dall’INPS per il precedente concorso.

Oltre ai suddetti titoli accademici, per l’accesso alle procedure di selezione è previsto il possesso dei requisiti di carattere generale, propri d’ogni bando di concorso, ossia il possesso della cittadinanza italiana o di un Paese membro dell’Unione europea, la posizione regolare rispetto agli obblighi di leva e rispetto all’impiego in sé presso una Pubblica Amministrazione (e dunque non essere stati destituiti, dispensati, licenziati, decaduti o interdetti dall’impiego presso la medesima), il godimento dei diritti civili e politici ed infine l’idoneità fisica.

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Inquadramento e retribuzione: qual è lo stipendio di un Consulente per la Protezione Sociale INPS?

Il profilo di Consulente per la Protezione Sociale in concreto equivale a quello di Funzionario Amministrativo, ragion per cui i candidati assunti sono inquadrati nell’area C, posizione economica C1, nei ruoli del personale dell’INPS.

L’assunzione avviene mediante contratto a tempo pieno e indeterminato; tuttavia il definitivo inserimento è subordinato al superamento di un periodo di prova della durata di 4 mesi, così come stabilito dall’art. 14 CCNL Comparto Funzioni centrali, firmato il 12 febbraio 2018.

Lo stipendio, così come risulta dai minimi tabellari allegati al CCNL (e periodicamente aggiornati), si assesta sulla cifra di 1859,54 euro lordi mensili, con corresponsione della tredicesima mensilità.

Ovviamente si tratta dell’importo iniziale che in seguito potrà essere incrementato attraverso corresponsione di vari incentivi (in particolare il TEP, Trattamento economico di professionalità) oppure attraverso passaggi a profili diversi attraverso processi di riqualificazione interni.

Consulente Protezione Sociale INPS: in cosa consiste il nuovo concorso per 1858 posti

La normativa prevede che per accedere alla posizione sia necessario superare una selezione pubblica; come precisato dall’accordo del 2018 (art. 3) è prevista anche una modalità di accesso dall’interno, a parità di inquadramento economico, tramite la procedura selettiva per la mobilità orizzontale (art. 4 Accordo in materia di mobilità orizzontale tra i profili previsti nel vigente sistema organizzativo, sottoscritto il 26 luglio 2017).

Per quel che concerne, invece, l’accesso dall’esterno, la procedura è prevista dai relativi bandi e si articola tramite il susseguirsi delle normali fasi concorsuali.

Ove si renda necessaria, si procede inizialmente con l’espletamento di una prova preselettiva, consistente nella risoluzione di quiz con domande di carattere psicoattidudinale, logica, lingua inglese, competenze informatiche e cultura generale.

Per il superamento della prova preselettiva, si consiglia lo studio del Manuale di teoria e test per la preparazione alla prova preselettiva del concorso per 1.858 Consulenti Protezione Sociale presso l’INPS.

In omaggio con il volume un software di simulazione per esercitarsi online nonché un video-corso di logica.
Con una sezione dedicata alla risoluzione e ai commenti dei quesiti ufficiali del concorso per 967 CPS del 2018. Un’ulteriore sezione (disponibile online) è dedicata alla risoluzione e ai commenti dei quesiti ufficiali del concorso per 365 Analisti di processo nell’INPS del 2017.

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Nel precedente concorso tutti i candidati furono convocati presso la Fiera di Roma. È probabile che con le nuove norme in materia di concorsi pubblici (vedi qui un approfondimento) queste saranno svolte in modalità decentrata sul territorio nazionale

Alla preselezione seguono le due prove scritte, che nel precedente concorso per 967 posti si sono svolte in continuità: in ciascun turno di convocazione i candidati sostennero consecutivamente la prima e la seconda prova scritta. Anche in questo caso tutti furono convocati presso la Fiera di Roma, ma le cose potrebbero essere diverse per questo concorso.

Sono ammessi alle prove scritte un numero di candidati pari a 10 volte i posti a concorso. Tenuto conto degli ex-aequo e degli esonerati dallo svolgimento della prova preselettiva, saranno circa 20.000 candidati.

La prima prova scritta è volta alla soluzione di quesiti a risposta multipla sulle seguenti materie: bilancio e contabilità pubblica; pianificazione, programmazione e controllo, organizzazione e gestione aziendale; diritto amministrativo e costituzionale; diritto del lavoro e legislazione sociale.

La seconda prova scritta consiste, invece, nella risoluzione di quesiti a risposta multipla vertenti su: scienza delle finanze; economia del lavoro; principi di economia; diritto civile; elementi di diritto penale.

Per lo studio sia della prova scritta che della prova orale, si consiglia il Manuale per la preparazione alle prove scritte e alla prova orale del Concorso INPS 2020 per l’assunzione di 1.858 Consulenti della Protezione Sociale.

In omaggio con il testo un software di simulazione per esercitarsi online con domande separate per la prima e la seconda prova scritta.

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Infine, la prova orale consiste nella verifica della conoscenza delle materie oggetto delle prove scritte e della padronanza della lingua inglese e dell’informatica.

Tutti i volumi per la preparazione al Concorso INPS per 1858 Consulenti della Protezione Sociale sono disponibili nel nostro catalogo.

Si tratta di una procedura concorsuale improntata alla massima trasparenza.

Si ricorda infatti che, ancor prima dell’espletamento dell’eventuale prova preselettiva, l’amministrazione stila una graduatoria in base ai titoli in possesso al momento della presentazione della domanda (un’altra laurea, conseguimento di master di II livello o di dottorati di ricerca, certificazione di conoscenza della lingua inglese e dell’informatica), cui viene attribuito un punteggio fissato a priori dal bando medesimo.

Il punteggio così ottenuto va poi a sommarsi a quello raggiunto al termine dell’espletamento della procedura concorsuale formando così la graduatoria definitiva.

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