Diventare insegnante oggi in Italia richiede il rispetto di una serie di requisiti specifici, il superamento di percorsi abilitanti e concorsi, oltre all’inserimento in graduatorie per l’accesso agli incarichi di supplenza.
La normativa in materia è in continua evoluzione, ma vedremo insieme come attualmente si articola il percorso nei suoi passaggi principali (la guida completa è disponibile qui).
Gli argomenti dell'articolo
Requisiti per diventare insegnante
Titolo di studio: per accedere all’insegnamento è necessario possedere un titolo di studio coerente con la classe di concorso che si intende insegnare:
- scuola dell’infanzia e primaria: laurea in Scienze della Formazione Primaria (quinquennale a ciclo unico);
- scuola secondaria di I e II grado: laurea magistrale (o titolo equipollente) coerente con la classe di concorso prevista dal MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito).
La corrispondenza tra titolo e classi di concorso è regolata dal D.M. 259/2017 e successivi aggiornamenti.
Casi particolari:
- scuola dell’infanzia e primaria: il diploma magistrale conseguito entro l’anno 2001/2002 è abilitante e permette di iscriversi alle graduatorie di supplenza e di accedere ai concorsi per il ruolo;
- scuola secondaria: gli insegnanti tecnico-pratici (ITP), cioè docenti che lavorano soprattutto nei laboratori degli istituti tecnici e professionali, a supporto delle materie pratiche (elettronica, cucina, meccanica, informatica..) fino all’anno scolastico 2024/2025 possono insegnare col solo diploma tecnico o professionale abilitante (di perito elettronico, alberghiero, odontotecnico..), dal 2025/2026 la riforma introdotta con il DL 36/2022 (riforma del reclutamento insegnanti), sarà necessaria una laurea triennale.
Percorsi abilitanti
Il MIM ha pubblicato i decreti 148 e 156 del 24 febbraio 2025 riguardanti i percorsi abilitanti docenti, previsti dal DPCM 4 agosto 2023 (attuativo della legge 79/2022).
L’offerta formativa dei percorsi abilitanti docenti erogata dalle università è articolata come segue:
- Percorso universitario e accademico abilitante di formazione iniziale corrispondente a non meno di 60 CFU di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59 (allegato 1 del D.P.C.M.), accessibile a chi è in possesso del titolo di studio idoneo per la classe di concorso, che include tirocinio diretto (12 CFU) e indiretto (3 CFU), didattica disciplinare, contenuti di natura psico-pedagogica, metodologica e didattica e che si conclude con una prova finale;
- Percorso preordinato all’acquisizione dei 30 CFU, di cui all’articolo 2-ter, comma 4 bis, del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59 (allegato 2 del D.P.C.M.) accessibile a chi ha già svolto tre anni di servizio nella scuola statale o paritaria (anche non continuativi) e ai vincitori di concorso che completano la formazione in itinere.
Nel decreto 156 si afferma che per l’anno accademico 2024/2025 i percorsi abilitanti docenti possono essere svolti, a esclusione delle attività di tirocinio e di laboratorio, con modalità telematiche, comunque sincrone in misura non superiore al 50% del totale delle ore.
Per l’accesso alla prova finale è necessaria una percentuale minima di presenza alle attività formative pari al 70 per cento per ogni attività formativa.
Anche per l’anno scolastico 2024/2025 è confermata la riserva dei posti pari al 45% per i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, di cui uno specifico sulla classe di concorso per la quale si richiede l’abilitazione.
Procedure concorsuali e loro preparazione con Edises
Concorsi ordinari: banditi dal MIM, attualmente riservati a chi è in possesso di abilitazione e, fino al 31 dicembre 2024, anche a chi ha almeno 30 CFU del nuovo percorso abilitante.
Al fine di accelerare lo svolgimento delle procedure, con decreto legge 75/2023 sono state previste nuove e semplificate modalitĂ di selezione degli aspiranti docenti.
Fino al 2026, data di completamento delle riforme legate al PNRR, il concorso a cattedra (sia per la scuola dell’infanzia e primaria, sia per le secondarie) consiste in:
- scritto con quiz a risposta multipla sulle competenze disciplinari, pedagogiche e didattiche;
- orale con lezione simulata ed estrazione di una domanda di natura disciplinare o relativa alle stesse competenze verificate nello scritto.
Il vincitore di concorso viene assegnato all’organico di un determinato istituto e dovrà :
- prestare servizio in prova per almeno centottanta giorni, dei quali almeno centoventi in attivitĂ didattiche, svolgendo le attivitĂ formative previste dal decreto ministeriale n. 226 del 16 agosto 2022;
- al termine dell’anno di prova, sostenere il colloquio con il Comitato per la valutazione dei docenti, volto a verificare le competenze didattiche pratiche e le conoscenze teoriche disciplinari e metodologiche del docente;
- ricevere una valutazione positiva da parte del dirigente scolastico, sentito il parere del Comitato.
In caso di valutazione negativa del periodo di prova in servizio, l’aspirante al ruolo è sottoposto ad un secondo periodo annuale di prova in servizio, non ulteriormente rinnovabile.
Concorsi straordinari (fasi transitorie): attivati dal MIM per stabilizzare docenti con esperienza pluriennale. Per costoro è possibile partecipare al concorso senza aver prima concluso la formazione iniziale. Se vincitori, saranno comunque tenuti a partecipare al percorso universitario o accademico di formazione iniziale, per l’acquisizione di 30 CFU, dopo la sottoscrizione di un contratto annuale di supplenza e prima di essere sottoposti al periodo annuale di prova.

Per il superamento dei concorsi relativi alla scuola secondaria Edises mette a disposizione diverse tipologie di materiale formativo, esemplato e costruito sulla base dei programmi previsti dai decreti ministeriali e delle prove degli anni precedenti: una combinazione di manuali e corsi di formazione arricchita da risorse digitali aggiuntive progettate per offrire quante più opportunità possibili all’aspirante docente. Nei kit di formazione sono presenti: un corso composto di 20 ore di video-lezioni su argomenti psico-pedagogici, normativi e con esempi pratici e simulazioni di UDA, il manuale delle competenze psico-pedagogiche e della legislazione scolastica, oltre 500 quesiti risolti e commentati, il software di simulazione online, il video corso di lingua inglese e di informatica, i podcast sulle competenze psico-pedagogiche, il manuale per la progettazione di UDA relativo a tutte le classi di concorso e il kit prova orale per ogni classe di concorso bandita (composto da un manuale per il ripasso delle competenze disciplinari e uno contenente modelli di lezioni simulate da poter proporre).
Graduatorie provinciali di supplenza e graduatorie d’istituto
- GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze): finalizzate ad assegnare incarichi annuali, sono sottoposte ad aggiornamento periodico (di norma ogni due anni) e suddivise in prima fascia (per docenti abilitati) e seconda fascia (per non abilitati ma con titolo di accesso);
- GI (Graduatorie di Istituto): sono derivate dalle GPS, sono utilizzate per le supplenze brevi e temporanee; ogni docente può scegliere fino a 20 scuole nella provincia in cui è inserito.
Ruolo e opportunitĂ di carriera
Una volta superato il concorso e completato l’anno di prova, si accede al ruolo a tempo indeterminato, con assegnazione ad una sede di insegnamento (che può anche non essere la scuola dove si svolgono la totalità delle ore della propria cattedra).
La carriera dell’insegnante può proseguire attraverso:
- la mobilitĂ territoriale e professionale,
- la partecipazione a selezioni interne alle singole istituzioni per figure di staff (funzioni strumentali, tutor..),
- l’accesso a ruoli dirigenziali (tramite concorso per dirigenti scolastici).
L’insegnante di religione (IRC)
Per poter diventare insegnante di religione occorre possedere uno dei seguenti titoli riconosciuti dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) in quanto rilasciati da un’istituzione accademica approvata dalla Santa Sede:
- per la scuola dell’infanzia e primaria: laurea magistrale in Scienze Religiose o in Teologia (con indirizzo pedagogico-pastorale), baccalaureato in Teologia rilasciato da una facoltà riconosciuta o diploma in Scienze Religiose (vecchio ordinamento, almeno quadriennale);
- per la scuola secondaria di I e II grado: laurea magistrale in Teologia, baccalaureato in Teologia e licenza (biennio successivo) o laurea magistrale in Scienze Religiose
Il titolo è tuttavia requisito necessario ma non sufficiente: l’insegnante dovrĂ ottenere l’idoneitĂ all’insegnamento della religione cattolica dalla Diocesi competente (di solito, quella del territorio dove vuole lavorare): l’idoneitĂ viene rilasciata dall’Ordinario Diocesano (il Vescovo) su richiesta del candidato, dopo valutazione del percorso di studi e della coerenza personale con i valori cristiani.
Una volta ottenuta l’idoneità , la Diocesi può proporre il candidato al MIM, che lo assume con un contratto a tempo determinato o indeterminato, a seconda delle disponibilità .
La nomina può avvenire su proposta diretta del Vescovo, in base all’art. 3 del Concordato del 1984 (Intesa CEI–Stato).
Il Decreto Legge 126/2019 ha previsto l’avvio di concorsi riservati e ordinari per l’assunzione a tempo indeterminato:
- concorso straordinario per chi ha almeno 36 mesi di servizio,
- concorso ordinario: per chi possiede il titolo e l’idoneità .
Conclusioni
La ratio del sistema attuale mira a garantire per l’insegnante una formazione iniziale strutturata, centrata su competenze didattiche, metodologiche digitali e inclusive. Il percorso per accedere al ruolo di docente nel nostro paese resta tuttavia un quadro complesso, nel quale intervengono continuamente numerose riforme e percorsi differenziati per chi è già in servizio e per i nuovi aspiranti.


