L’Intelligenza Artificiale (IA) è quell’area dell’informatica che crea sistemi capaci di svolgere compiti tipicamente umani. Un particolare tipo di intelligenza artificiale è quella generativa, in grado di produrre nuovi contenuti simili a quelli umani, come testi, immagini, musica, videoclip. Tra i modelli di Intelligenza Artificiale Generativa, riconosciamo il Large Language Model (LLM) progettato per comprendere, produrre e trasformare testo.
L’intelligenza artificiale, in tutte le sue declinazioni, sta invadendo la nostra vita quotidiana e sta rivoluzionando il nostro modo di lavorare e di interagire con la conoscenza.
Gli argomenti dell'articolo
L’Intelligenza Artificiale nella pratica educativa: alcune preoccupazioni sull’IA
Come ogni novità che promette di sovvertire l’organizzazione della nostra vita e del nostro modo di essere, l’Intelligenza Artificiale è vista anche con preoccupazione e con sospetto. Alcuni dicono che ci disabituerà a pensare, che i lavori di tipo intellettuale, creativo o artistico sono minacciati e si estingueranno. Altri affermano che in futuro non sapremo svolgere più compiti che oggi svolgiamo quotidianamente, perché l’intelligenza artificiale li svolgerà per noi e questo è da considerarsi una minaccia rilevante.
Anche il mondo scolastico non è esente da tali allarmi e preoccupazioni e in parte sembra approcciarsi a questo nuovo strumento in modo ansiogeno. Si tratta della stessa ansia che pervase la scuola e l’università quando, verso la fine degli anni Settanta del secolo scorso, le calcolatrici scientifiche fecero il loro ingresso nelle aule. Inizialmente, si riteneva che gli studenti non sarebbero stati in grado di preservare le loro conoscenze dell’aritmetica semplice, se avessero imparato ad usare una calcolatrice, prima di aver compreso appieno i concetti matematici di base. D’altro canto, tali paure erano bilanciate dalla possibilità di porre maggiore enfasi sulle tecniche e le procedure risolutive di problemi reali più complessi, che facessero comprendere l’utilità della matematica agli studenti, relegando alla calcolatrice il mero ruolo di strumento che supporta lo studente nel calcolo. Oggi sappiamo bene quale strada è stata intrapresa.
Forse dovremmo chiederci cosa rappresenti un tipo di evoluzione o, più semplicemente, di cambiamento. Cambiamento può voler dire smettere di occuparsi principalmente della maturazione di una competenza per soffermarsi sulla necessità di far nascere e progredire una nuova competenza che, senza i più recenti strumenti della tecnologia, faticherebbe ad emergere.
Applicazioni dell’Intelligenza Artificiale in classe
Pensiamo a quante possibilità ci fornisce l’intelligenza artificiale nell’ambito dell’istruzione e della formazione. Iniziamo dalla realizzazione di materiali didattici, per i quali, il capitolo 6 del volume Intelligenza Artificiale in classe fornisce numerosi esempi. I docenti potrebbero generare una versione di latino con un contenuto insolito (un astronauta che atterra sulla Luna) destando curiosità e coinvolgimento negli studenti, potrebbero generare poesie secondo stili letterari, chiedendo agli alunni di individuare e commentare gli stili utilizzati, potrebbero creare riassunti di capitoli di opere letterarie introducendo in essi delle incongruenze o degli errori, che gli studenti potrebbero individuare solo dopo un’attenta lettura del testo originale. In alternativa, si potrebbero dare in pasto ad un Large Language Model, i quadri di riferimento e le griglie di valutazione per la redazione e lo svolgimento delle prove scritte dell’esame di Stato, per generare una simulazione di una prova d’esame realistica e verosimile.
Le possibilità non si limitano solo alla generazione di materiali didattici: si possono produrre intere unità di apprendimento, piano didattici personalizzati e comunicazioni da inviare ai genitori degli studenti. Gli usi sono pressoché sterminati e numerosi esempi sono illustrati nel Capitolo 7 del volume Intelligenza Artificiale in classe. In questo capitolo si sottolinea come l’Intelligenza Artificiale potrebbe essere anche uno strumento di tutoraggio per il docente stesso. Difatti, un sistema di Large Language Model può trattare ed analizzare numerosi testi in tempi brevi, creando collegamenti, notando relazioni e punti di contatto sui quali magari non ci siamo mai soffermati, individuando, ad esempio, un elemento in comune tra una lirica di Leopardi ed un componimento di D’Annunzio. In alternativa, si potrebbero individuare collegamenti interdisciplinari tra la cantica del Paradiso di Dante e i teoremi della Geometria Euclidea. Sono tutti spunti che il docente può utilizzare per rendere più efficaci, suggestive e pertinenti le attività didattiche che progetta.
Un Large Language Model potrebbe anche fungere da tutor e da trainer per lo studente, come espresso nei Capitoli 8 e 9 del volume edito EdiSES, guidandolo nel processo di apprendimento, fornendogli stimoli per comprendere i contenuti proposti dal docente. Tutto sta nell’utilizzo che si vuole fare di questo strumento.
Facciamo l’esempio più banale, relativo ad un esercizio di matematica. Possiamo chiedere all’intelligenza artificiale di risolverlo e questo è un approccio piuttosto inconcludente e nocivo. Viceversa, possiamo svolgere il primo passaggio risolutivo e chiederle all’IA di verificarlo e proseguire con questa strategia, passaggio dopo passaggio. In questo secondo caso, anche lo studente che non può essere seguito il pomeriggio dai genitori o da un tutor, può fare affidamento su uno strumento metacognitivo.
Che fine faranno i docenti? Saranno, dunque, sostituiti da macchine o robot che, guidati da sistemi di intelligenza artificiale, baderanno autonomamente alla formazione delle nuove generazioni?
Per rispondere, è il caso di fermarci e riflettere. Ciò che produce l’intelligenza artificiale è sempre un “semilavorato” che ha bisogno di essere rivisto, migliorato e, qualche volta, anche corretto, poiché è nella natura stessa dello strumento, non deterministico e di carattere essenzialmente statistico, che è insita l’incertezza delle risposte e la possibilità di produrre le cosiddette “allucinazioni” (asserti e contenuti che non hanno alcun fondamento o riscontro oggettivo).
Pertanto, la necessità che i docenti accompagnino il percorso formativo dello studente, anche in presenza di strumenti di IA, non è messa in discussione. È possibile che la figura del docente si evolva, ma è difficile pensare che scompaia. Del resto, la figura del docente ha già subito varie evoluzioni nel corso degli ultimi due secoli, ma non per questo è scomparsa. Inoltre, l’aspetto empatico e relazionale che il docente può riversare nel percorso formativo dello studente è insostituibile.
Giova ricordare che il legislatore non è insensibile a questa problematica. L’art. 13 della recente L. 132/2025 sulla IA afferma che “L’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto all’attività professionale e con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione d’opera”.
Se ne deduce che quello che sapevamo fare resta importante perché ci qualifica come professionisti, ma quello che gli strumenti di intelligenza artificiale riescono a fare, nel supportare la nostra professione, può darci uno slancio di produttività e farci godere in modo pieno e concreto la parte realmente “intellettuale” della nostra professione.
Tutti gli aspetti normativi di carattere nazionale e sovranazionale sono illustrati in dettaglio nei Capitoli 2 e 3 del volume Intelligenza Artificiale in classe.
Infine, una riflessione importante da sottoporre ai docenti. Il vero punto di svolta di questa nuova tecnologia è rappresentato dalla personalizzazione dell’apprendimento che si può realizzare con i molteplici strumenti di intelligenza artificiale generativa. È stata sempre una caratteristica dei docenti cercare di personalizzare l’esperienza di apprendimento, con tutte le difficoltà del caso, dovute alla necessità di produrre materiali didattici di vario genere che si adattassero alle esigenze di ciascun alunno, in tempi relativamente brevi. Con i diversi software di intelligenza artificiale generativa a disposizione degli utenti, questa prerogativa è oggi possibile. Supponiamo di dover proporre agli alunni lo studio della campagna di Gallia, guidata da Giulio Cesare, ed ipotizziamo di avere a disposizione un testo in formato digitale che può essere l’ideale per alunni con stile di apprendimento lettura/scrittura (testuale forte). Partendo da tale testo, diversi software di Intelligenza Artificiale (IA) possono aiutarci a creare, rapidamente e comunque in un tempo ragionevole, input per altre tipologie di apprendenti, partendo dal testo che abbiamo a disposizione. Innanzitutto, la IA può semplificare il testo per gli alunni che hanno maggiore difficoltà nella lettura o creare mappe concettuali per gli apprendenti visivi (testuali deboli). Con altri software di IA è possibile creare anche filmati e presentazioni multimediali (con immagini, sonoro e testi) per apprendenti multimodali.
Sono tutti aspetti trattati in modo approfondito nel Capitolo 10 del volume Intelligenza Artificiale in classe.
All’interno del nuovo volume EdiSES
In sintesi il volume Intelligenza Artificiale in classe rappresenta uno strumento essenziale, il più aggiornato al momento, che permette di comprendere tutte le prospettive che coinvolgono l’uso dell’intelligenza artificiale. In particolare:
- Tutti i termini e i concetti tecnici sono spiegati con parole semplici e comprensibili o con esempi a portata di mano di docenti e studenti;
- Dodici testi normativi (i più recenti), di carattere nazionale e sovranazionale, sono illustrati in dettaglio, dall’AI Act dell’Unione Europea alle Linee Guida del MIM, dalla Legge italiana sulla IA al DigComp 2.2.
- Venticinque software di intelligenza artificiale generativa sono presentati mediante esempi pratici e direttamente fruibili;
- Undici unità di apprendimento per scuole di ogni ordine e grado sono proposte tra i contenuti aggiuntivi, fruibili online;
- Molteplici strategie di utilizzo dell’intelligenza artificiale sono proposte e illustrate nel dettaglio (IA per verificare l’attendibilità delle fonti, IA come tutor del docente, IA come trainer dello studente, IA come tutor dello studente, IA come generatore di contenuti e metodologie didattiche, IA come strumento di personalizzazione dell’apprendimento);
- Sono presentati anche strumenti che permettono di individuare elaborati generati mediante la IA.
Insomma, il volume Intelligenza Artificiale in classe rappresenta lo strumento più completo e aggiornato presente sul mercato, frutto di un lavoro lungo e certosino, realizzato da tredici curatori, tutti con grande esperienza nel campo della IA.



