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Indicazioni Nazionali 2025 – I principi ispiratori per la progettazione del curricolo

Il Decreto Ministeriale 221/2025 e i principi ispiratori delle nuove Indicazioni Nazionali

Il Decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 9 dicembre 2025, n. 221 ha adottato le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

A decorrere dall’anno scolastico 2026/2027, le scuole dell’infanzia e le scuole del primo ciclo di istruzione adottano le nuove Indicazioni nazionali per realizzare il loro curricolo, a partire dalle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.

I principi ispiratori delle nuove Indicazioni Nazionali fungeranno da stimolo per la progettazione delle scuole. Per tale motivo, è importante soffermarsi su tali principi e analizzarli in modo critico e consapevole, affinché il lavoro delle scuole possa essere realmente ispirato ed efficace.

Alcuni dei principi ispiratori delle Indicazioni Nazionali, sui quali è opportuno soffermarsi maggiormente, si potrebbero riassumere nei seguenti punti:

  • La centralità della persona;
  • Il talento e la piena realizzazione della persona;
  • La libertà e il rispetto;
  • Il governo della tecnologia e l’approccio alla complessità.

Il Volume Guida alle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo 2025 presenta nel dettaglio questi principi ispiratori dalle Indicazioni Nazionali e si sofferma sulle novità che sono introdotte dal documento, fornendo spunti e considerazioni utili per la progettazione dei nuovi curricoli.

La centralità della persona

Nelle nuove Indicazioni Nazionali si sottolinea l’importanza del docente (da notare che il termine importanza non va confuso con centralità). In particolare, si afferma che “l’insegnante è magis (da cui magister) ʻdi piùʼ, e che può essere volano del desiderio di apprendere di un allievo”.

In altre parole, l’insegnante:

  • Può stimolare il desiderio di apprendere dello studente;
  • Può diventare un punto di riferimento essenziale del percorso di formazione dello studente;
  • Può assumere la funzione di guida dello studente orientandolo verso le esperienze e i contenuti del curricolo.

Questa prospettiva potrebbe destare perplessità e critiche se la si valuta in modo superficiale; in particolare le nuove indicazioni sembrerebbero abbandonare la prospettiva puerocentrica e generare un elemento di rottura con le precedenti indicazioni, riportando la scuola ad un modello magistrocentrico e nozionistico.

Tuttavia, occorre sottolineare che, nell’ambito dell’attivismo pedagogico, l’insegnante continua a svolgere un ruolo di:

  • Osservatore, in grado di decodificarebisogni, interessi e stili di apprendimento degli alunni per personalizzare le attività didattiche.
  • Costruttore di senso, poiché aiuta a collegare le esperienze spontanee del bambino o dell’allievo con i saperi culturali e scientifici previsti dal curricolo.
  • Facilitatore, stimolando la curiosità dell’allievo, favorendo la sua esplorazione del mondo circostante e promuovendo la sua abilità di problem solving.
  • Guida, in quanto sostiene lo sviluppo dell’autonomia dell’allievo, evitando sia atteggiamenti autoritari, sia eccessi di permissivismo.

Tali caratteristiche sono sovrapponibili a quelle del modello di insegnante presentato nelle Indicazioni Nazionali e riportato nella precedente figura.

Pertanto, l’alunno è chiaramente ancora al centro del processo di insegnamento-apprendimento, ma al suo fianco, con pari dignità vi è l’insegnante. Quindi, come implicitamente affermano le nuove Indicazioni Nazionali, è più corretto parlare di centralità della persona (non solo del puer), riconoscendo sia il ruolo attivo dell’alunno, sia la responsabilità formativa e culturale dell’insegnante.

Il talento e la piena realizzazione della persona

Nelle Indicazioni Nazionali si afferma che la “finalità principale della scuola è l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base (di ambito umanistico, scientifico e tecnologico) nella prospettiva dello sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti”. Questo processo è rappresentato nella figura seguente e riprende il concetto di uguaglianza sostanziale dell’art. 3 della Costituzione. Lo sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti rimandano al pieno sviluppo della persona umana.

Tuttavia, il talento può essere anche visto come il risultato dinamico dell’interazione tra le potenzialità individuali e l’ambiente educativo. Il talento si manifesta quando la persona riesce a mobilitare le proprie risorse cognitive, emotive e creative in risposta alle opportunità che l’ambiente educativo le offre. Nasce quindi il concetto di scuola come contesto capacitante, ossia come luogo che permette al talento dello studente di emergere anche in situazioni di fragilità o svantaggio. Pertanto, il talento non è un privilegio riservato a pochi, ma una possibilità di autorealizzazione e crescita personale riservata a ciascuno e resa possibile da una scuola che non mira solo alla performance, ma all’emancipazione e alla piena realizzazione degli studenti.

La libertà e il rispetto

Nelle Indicazioni Nazionali, un altro passaggio denso di significato è il seguente: “Il contenuto originario della libertà si connota, dal punto di vista della formazione scolastica, come possibilità di autodeterminarsi nei diritti e nei doveri”. In questo caso, si apre una prospettiva educativa più ampia, determinata, ancora una volta, dal soffermarsi e riflettere sul concetto di libertà.

Si presti attenzione all’asserto autodeterminarsi nei diritti e nei doveri. Esso non vuol dire autodeterminare i propri diritti e i propri doveri, che determinerebbe una società priva di regole e di garanzie. Al contrario, autodeterminarsi nei diritti e nei doveri vuol dire agire all’interno di un sistema di diritti e di doveri. In altre parole, vuol dire:

  • Riconoscere che diritti e doveri valgono per tutti;
  • Comprendere il significato e l’utilità dei diritti e dei doveri e la loro irrinunciabilità;
  • Agire in modo consapevole, rispettando i doveri e osservando i propri diritti (sfera dell’identità personale);
  • Essere responsabili, nel rispetto dei diritti degli altri (sfera delle relazioni con gli altri).

Questo concetto viene ribadito e ampliato in un altro asserto significativo “l’educazione alla libertà, infatti, non è sviluppo dello studente nella libertà, ma è sviluppo della libertà nello studente”.

In altre parole, lo studente non deve svilupparsi nella libertà, ma deve sviluppare interiormente il concetto di libertà.

Non occorre inserire lo studente in un contesto libero e privo di regole, perché questo significherebbe “crescere nella libertà”, senza alcun vincolo. L’educazione alla libertà serve invece a far “crescere la libertà interiore dello studente”, ossia la sua capacità di autogovernarsi, di porsi limiti, di riconoscere l’autorità e di agire in modo responsabile.

Il governo della tecnologia e l’approccio alla complessità

Nel paragrafo “Cura del pianeta e governo della tecnica” si afferma che governare le tecnologie è un obiettivo cruciale per le generazioni future, in quanto le tecnologie stanno facendo mutare rapidamente ogni settore lavorativo.

La trattazione delle nuove tecnologie e del pensiero complesso continua nel paragrafo “Scuola che integra le tecnologie digitali con prudenza e senso critico”. Qui si afferma che “la scuola dovrebbe formare un pensiero complesso, capace di valutare attentamente le nuove tecnologie facendone cogliere presupposti ed orientandone l’uso alla luce di chiari principi etici e pedagogici”.

Guida alle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo 2025

I temi trattati in questo articolo si possono approfondire con il volume Guida alle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo 2025. Si tratta di un’analisi sistematica delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola Infanzia e del primo ciclo d’istruzione, adottate con il decreto n. 221/2025 e in vigore a partire dall’a.s. 2026/27. Attraverso una lettura organica del testo, l’opera ne mette in luce le caratteristiche generali e gli elementi di maggiore innovazione.