Concorso Insegnanti all'Estero MAECI

Selezione MAECI docenti all’estero 2026: requisiti, codici funzione e domande entro il 31 agosto

Pubblicato il D.D. n. 4100/116 del 22 luglio 2026: la procedura forma nuove graduatorie per i codici funzione e le aree linguistiche in cui quelle vigenti risultano esaurite o in via di esaurimento. Non assegna, in questa fase, un numero predeterminato di sedi o cattedre.

PubblicazioneGazzetta Ufficiale, IV Serie speciale, n. 58 del 31 luglio 2026
DomandeDalle ore 9.00 del 1° agosto alle ore 23.59 del 31 agosto 2026
DestinatariDocenti a tempo indeterminato in possesso dei requisiti di servizio, linguistici e formativi
ProceduraColloquio in presenza a Roma (60 punti) e successiva valutazione dei titoli (40 punti)

C’è una geografia della scuola italiana che non coincide con i confini nazionali. Attraversa le scuole statali e paritarie all’estero, le sezioni italiane inserite nei sistemi stranieri, le iniziative per la lingua e la cultura e le Scuole europee. In questi contesti il docente non trasferisce semplicemente una disciplina: rappresenta un’istituzione, media tra codici culturali differenti e rende riconoscibile, nella pratica educativa quotidiana, una parte della presenza italiana nel mondo.

È in questa cornice che si colloca la prima tornata 2026 della selezione MAECI per il personale docente da destinare all’estero. L’Avviso pubblico, adottato con Decreto direttoriale n. 4100/116 del 22 luglio 2026, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 58 del 31 luglio. La procedura riguarda esclusivamente le tipologie di istituzioni, i codici funzione e le aree linguistiche elencati nell’Allegato 1.

Concorso Insegnanti all’Estero MAECI: selezione per formare graduatorie, non un’assegnazione immediata di posti

Il primo elemento da mettere a fuoco riguarda la natura dellaprocedura. Il bando non quantifica un contingente di posti da assegnare immediatamente e non associa i candidati a sedi già individuate. L’articolo 2 stabilisce che i posti da ricoprire saranno pubblicati annualmente sul sito del MAECI e potranno essere aggiornati nel corso dell’anno in relazione a esigenze sopravvenute.

La selezione nasce perché alcune graduatorie vigenti risultano esaurite o in via di esaurimento. Le nuove graduatorie saranno utilizzate soltanto dopo l’esaurimento di quelle preesistenti, che conservano la precedenza. L’inserimento in graduatoria, pertanto, non coincide con la destinazione all’estero: costituisce il titolo per essere successivamente individuati, secondo l’ordine di merito e in presenza di posti disponibili per il codice funzione e l’area linguistica di riferimento (artt. 9 e 10).

Bando e contingente non sono lo stesso provvedimento Il D.D. n. 4100/116 disciplina la selezione. Il decreto interministeriale MAECI-MIM-MEF sul contingente 2026/2027, richiamato nelle premesse dell’Avviso, è il distinto atto che determina il quadro dei posti. Il bando è stato emanato nelle more della sua adozione.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda i docenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato che, alla data di scadenza dell’Avviso, abbiano superato l’anno di formazione e prova e maturato almeno tre anni scolastici di servizio effettivo in territorio metropolitano dopo la nomina in ruolo. Per la scuola secondaria, il servizio deve essere stato prestato nel ruolo e nella classe di concorso di attuale titolarità; per la scuola dell’infanzia e primaria, nel ruolo e nel posto di attuale titolarità. L’anno scolastico in corso alla data di pubblicazione non è valutato (art. 3).

La titolarità non è un dettaglio formale. Il codice funzione MAECI corrisponde infatti alla classe di concorso, per la secondaria, o al posto di attuale appartenenza, per infanzia e primaria. Non basta, quindi, possedere un’abilitazione o un titolo astrattamente compatibile: occorre rientrare esattamente nelle combinazioni indicate dall’Allegato 1.

Sono esclusi, tra gli altri, coloro che abbiano già svolto più di un mandato all’estero, chi abbia svolto un mandato novennale o comunque superiore a sei anni e chi non possa assicurare una permanenza all’estero per sei anni scolastici consecutivi a decorrere dal 2026/2027. Sul piano professionale, devono inoltre essere rispettate le ulteriori condizioni dell’articolo 4, comma 2, relative alla restituzione ai ruoli metropolitani e ai provvedimenti disciplinari.

Requisiti linguistici e formazione interculturale

Per ciascuna area linguistica richiesta è necessario possedere una certificazione non inferiore al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento, rilasciata da uno degli enti certificatori riconosciuti dal MIM. La certificazione deve esplicitare i risultati conseguiti nelle quattro abilità: lettura, ascolto, conversazione e scrittura (art. 4, comma 1, lettera A1). Il bando disciplina in modo puntuale anche l’equivalenza al livello C1 di determinati titoli universitari: laurea quadriennale del vecchio ordinamento nella relativa lingua straniera oppure laurea specialistica o magistrale con almeno 36 CFU nella lingua per cui si partecipa. Tale corrispondenza non è valutabile come certificazione quando la medesima laurea costituisce il titolo di accesso alla procedura. È dunque opportuno evitare generalizzazioni: non ogni laurea in lingue equivale automaticamente al requisito richiesto.

È inoltre obbligatoria la partecipazione ad almeno un’attività formativa di durata non inferiore a 25 ore, organizzata da un soggetto accreditato, su tematiche afferenti all’intercultura o all’internazionalizzazione. Certificazione linguistica e attestato formativo sono requisiti di accesso, non meri titoli aggiuntivi, e devono essere allegati alla domanda secondo le modalità indicate dall’Avviso.

Profili, codici funzione e aree linguistiche della prima tornata

La denominazione “prima tornata” non estende la selezione a tutte le classi di concorso. Per questa procedura sono ammesse soltanto le combinazioni riportate nell’Allegato 1. Le aree linguistiche sono indicate con le sigle I (inglese), F (francese), S (spagnolo) e T (tedesco).

TipoPosto / insegnamentoClasse di concorsoCodiceArea
SCIScuola dell’infanzia//001S – T
SCIScuola primaria//002F – T
SCIDiscipline letterarie nella secondaria di I grado; lingue e culture straniere nella secondaria di I grado; Italiano L2 nella secondaria di I grado; italiano (seconda lingua), storia, educazione civica e geografia nella scuola secondaria di I grado con lingua di insegnamento tedescaA-12 (ex A-22); A-22 (ex A-25); A-23; A-78003*T
SCIDiscipline letterarie nell’istruzione secondaria di I gradoA-12 (ex A-22)003F
SCIMatematica e scienze nella scuola secondaria di I gradoA-28006T
SCIDiscipline letterarie nell’istruzione secondaria di II gradoA-12 (ex A-12)020T
SCIDiscipline letterarie e latinoA-11021T
SCIScienze naturali, chimiche e biologicheA-50025I – F – S
SCIScienze tecnologiche e informaticheA-41038I
SEUStrumento musicale nell’istruzione secondaria di II grado – pianoforteA-J55044EI
SEUStrumento musicale nell’istruzione secondaria di II grado – cantoA-O55045EI

* Il codice 003 è utilizzabile anche per le iniziative scolastiche di cui all’articolo 10 del D.Lgs. n. 64/2017. SCI indica scuole e iniziative scolastiche; SEU indica Scuole europee.

Domanda: termini, portale e documentazione

La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso il portale SPSE del MAECI, autenticandosi con SPID o CIE. Le istanze possono essere inoltrate dalle ore 9.00 del 1° agosto 2026. Il trentesimo giorno dalla pubblicazione cade domenica 30 agosto: in applicazione della clausola prevista dall’articolo 5, il termine è prorogato al primo giorno successivo non festivo, quindi alle ore 23.59 di lunedì 31 agosto 2026.

Il docente può indicare in un’unica domanda una o entrambe le tipologie di istituzioni, SCI e SEU. Deve invece presentare una domanda distinta per ogni area linguistica per la quale intenda partecipare. Tutti i requisiti devono essere posseduti entro la scadenza.

Tra gli allegati essenziali rientrano il certificato relativo alla formazione in intercultura o internazionalizzazione, la certificazione linguistica oppure, nei casi espressamente previsti dall’Avviso, la dichiarazione sostitutiva di cui all’Allegato 4. Per i candidati ai quali si applicano gli specifici requisiti previsti dall’articolo 5 del D.I. n. 634/2018 deve essere allegata anche la dichiarazione sostitutiva predisposta dal MAECI nell’Allegato 3, secondo quanto stabilito dall’articolo 4 dell’Avviso. Devono inoltre essere prodotti i documenti relativi all’equivalenza o all’equipollenza dei titoli conseguiti all’estero oppure, quando il procedimento di riconoscimento non sia ancora concluso, copia della relativa istanza.

Controllo preliminare consigliato Prima dell’invio è opportuno verificare, nell’ordine: corrispondenza tra titolarità e codice funzione; area linguistica ammessa; validità della certificazione; presenza delle quattro abilità QCER; attestato formativo di almeno 25 ore; completezza degli allegati e correttezza della PEC.

Come si svolge la selezione

La procedura è definita dall’articolo 6 come una selezione per titoli alla quale si accede soltanto dopo il superamento di un colloquio obbligatorio, comprensivo dell’accertamento linguistico. Il colloquio si svolgerà in presenza presso la sede del MAECI a Roma.

La Commissione attribuirà fino a 60 punti, ripartiti in tre aree di valutazione:

1. Sistema e normativa: conoscenza del Sistema della Formazione Italiana nel Mondo, comprese le Scuole europee, e delle disposizioni sul servizio all’estero; massimo 20 punti.

2. Competenza linguistica: abilità linguistico-comunicative nella lingua o nelle lingue dichiarate; massimo 20 punti.

3. Profilo professionale e interculturale: idoneità relazionale, competenze trasversali e non cognitive, competenze interculturali e conoscenza degli strumenti di promozione culturale; massimo 20 punti.

Il colloquio è superato con almeno 36/60. Chi partecipa per più aree linguistiche sostiene un unico colloquio, ma riceve un punteggio distinto per ciascuna area. Soltanto i candidati che superano la prova accedono alla valutazione dei titoli.

Titoli e graduatorie: come si forma il punteggio finale

La valutazione dei titoli vale fino a 40 punti: 16 per i titoli culturali, 16 per i titoli di servizio e 8 per i titoli professionali. Non è valutabile il titolo di studio utilizzato per l’accesso al posto attualmente ricoperto, né un titolo di grado inferiore. Possono invece essere valutati, nei limiti dell’Allegato 2, ulteriori lauree, dottorati, titoli per l’insegnamento dell’Italiano L2, ulteriori certificazioni linguistiche e specifiche esperienze di servizio.

Il punteggio complessivo è espresso in centesimi e deriva dalla somma del colloquio e dei titoli. Le graduatorie definitive hanno validità di nove anni scolastici. La loro durata, tuttavia, non attenua l’obbligo di mantenere nel tempo i requisiti richiesti: l’Amministrazione può disporre l’esclusione quando ne accerti il difetto, e il candidato che non possa più garantire i successivi sei anni di permanenza è progressivamente depennato.

Il colloquio non è una prova soltanto normativa

Il disegno della prova restituisce una concezione esigente della professionalità docente. Conoscere il D.Lgs. n. 64/2017, il contingente, le modalità di nomina o la struttura delle Scuole europee è indispensabile, ma non esaurisce ciò che il MAECI intende accertare. Accanto alla norma compaiono la competenza linguistica, la qualità della relazione, l’adattabilità, la capacità di leggere contesti plurilingui e la consapevolezza degli strumenti con cui l’Italia esercita la propria diplomazia culturale.

Insegnare all’estero significa, dunque, collocare il proprio sapere disciplinare entro un orizzonte istituzionale più ampio. Il docente è chiamato a riconoscere le differenze senza irrigidirle, a rendere comunicabile la cultura italiana senza ridurla a repertorio, a costruire alleanze educative in sistemi che possono avere curricoli, pratiche valutative e consuetudini professionali differenti. È questo intreccio tra rigore, mediazione e responsabilità pubblica a rendere la selezione diversa da una comune verifica nozionistica.

Prima di candidarsi: leggere il bando, poi costruire la preparazione

La compilazione della domanda deve partire dal testo ufficiale. Allegato 1 e Allegato 2 non sono appendici accessorie: definiscono, rispettivamente, l’ammissibilità del profilo e il sistema di attribuzione dei punteggi. Una lettura selettiva o affidata a sintesi non ufficiali può produrre errori difficilmente sanabili dopo la scadenza.

Preparati con il Manuale EdiSES per insegnanti MAECI 2026

Per inquadrare il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo e preparare il colloquio, il manuale EdiSES Insegnare all’estero: guida alle selezioni MAECI, a cura di Raffaella Marchese e Angelo Del Russo, propone un percorso organico sulle istituzioni scolastiche all’estero, sulla normativa, sulla selezione e sulla nomina, oltre a più di 600 domande con risposta. Per requisiti, termini e adempimenti della procedura in corso resta sempre prevalente l’Avviso ufficiale.

La domanda apre l’accesso alla procedura; la preparazione consente di affrontarla con cognizione. In una selezione che tiene insieme diritto, lingua, pedagogia interculturale e rappresentanza istituzionale, conoscere le regole è il primo passo. Comprendere la funzione educativa del servizio all’estero è quello decisivo.

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