Come diventare un pilota di moto professionista, guida pratica

Tecniche di guida in pista, preparazione atletica, dieta e approccio alla gara con il mental coaching

La moto rappresenta, per te, non solo un mezzo di trasporto ma una filosofia di vita? Sogni un giorno di sfrecciare al Mugello su una Yamaha YZR-M1 o di percorrere la Route 66 in sella ad una Harley-Davidson Sportster 883?
Ecco tutto quello che devi sapere per diventare un vero pilota di moto professionista.

Motociclismo: un po’ di storia

Da quando, nel 1949, si disputò la prima gara del campionato mondiale della motocicletta, nella britannica isola di Man, dove tra le marche più importanti in competizione spiccavano le italiane MondialBenelliMoto Guzzi e Gilera, sono cambiate tante cose, ma di questo meraviglioso sport restano immutate la passione e l’adrenalina impresse sui volti di tutti i suoi appassionati.

Vincendo il titolo, in sella a una Gilera, nel 1950 e replicando nel 1952, Umberto Masetti diventò di diritto la prima “stella” del motociclismo italiano, aprendo la strada a quelle che oggi definiamo vere e proprie leggende di questo sport. Da Leslie Graham a Valentino Rossi, passando per Mike Hailwood, Walter Villa, Wayne Rainey, Massimiliano Biaggi, Daniel Pedrosa, Giacomo Agostini, Marc Márquez sono solo alcuni dei grandi campioni che con le loro moto hanno segnato i circuiti di tutto il mondo e fatto sognare intere generazioni, ispirando bikers e piccoli campioni in erba che ogni anno si avvicinano alle piste motociclistiche per sognare un giorno di entrare nell’olimpo del motomondiale.

Eppure questi piloti sembrano irraggiungibili, che su quelle moto ci siano nati e che non costi loro alcuna fatica sfrecciare ad oltre 300 kmh tra curve e rettilinei. La realtà invece, come spesso accade, è un’altra. I piloti del moto gp sono banalmente umani e arrivare lì, dove sono adesso, è costato loro fatica, impegno e tante rinunce.

Il Motomondiale oggi

Il Motomondiale (campionato del mondo di velocità) è la manifestazione di corse motociclistiche più importante del mondo, è suddiviso nei vari Gran Premi che si disputano in diversi circuiti sparsi nel globo ed attualmente è diviso in tre categorie, che distinguono le moto in base alla cilindrata e al tipo di motore:

  • Moto3: fino a 250 cm³ con motore a quattro tempi monocilindrico, disputata dal 2012.
  • Moto2: fino a 600 cm³ con motore a quattro tempi fornito a tutte le squadre dalla Honda, disputata dal 2010.
  • MotoGP: fino a 1000 cm³ con motore obbligatoriamente a quattro tempi, disputata dal 2002(nel periodo 2002 – 2006 fino a 990 cm³ con motore a quattro tempi o fino 500 cm³ con motore a 2 T; dal 2007 fino 800 cm³; dal 2012 fino 1000 cm³).

Dopo questo breve excursus storico analizziamo, nel dettaglio, tutto ciò che c’è da sapere per diventare piloti di moto professionisti.
Che sia la moto3, la moto2 o il moto gp, cosa occorre davvero per diventare piloti professionisti? Esiste un percorso formativo ad hoc ed è necessaria una preparazione atletica specifica?

Scuola di motociclismo o preparazione da autodidatta

Nel corso degli anni si è assistito a un progressivo miglioramento nel campo della formazione e oggigiorno un pilota può godere di vari supporti formativi che vengono messi a disposizione dei praticanti nelle diverse specialità di gare in moto (velocità, cross, enduro e trial). Purtroppo, nonostante le conoscenze relative alla formazione specifica del pilota si siano evolute tantissimo, esiste ancora una carenza nella divulgazione dell’informazione.

Difficile capire quale sia il modo migliore per muovere i primi passi in un mondo estremamente competitivo come quello del motociclismo professionale, in Italia ci sono varie scuole che promettono di preparare i futuri campioni del motomondiale, ma si può anche intraprendere un percorso da autodidatta se si ha una giusta…guida! (in tutti i sensi).

In questo breve elenco sono riportate le principali scuole di motociclismo presenti sul nostro territorio, ognuna con le sue caratteristiche e specifici percorsi a seconda del tipo di moto/stile di guida che si vuole approfondire:

Volendo invece intraprendere un percorso da autodidatta allora è bene informarsi per non correre il rischio di commettere errori e mettere a rischio la propria salute. Affidarsi al consiglio degli addetti ai lavori, in questi casi, è fondamentale.

Preparazione fisica e allenamento funzionale

La preparazione fisica è fondamentale per un pilota.
Quando si esegue una performance sportiva viene spesa energia in modo differente a seconda del lavoro svolto (resistenza, forza, velocità, tecnica, agilità, mentale, ecc.).

Per poter sostenere e continuare l’attività sportiva e mentale, l’energia deve essere prontamente risintetizzata attraverso l’ossidazione diversificata dei tre macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine), quindi l’organismo trasforma e utilizza gli alimenti per garantire la performance, l’adattamento e il recupero fisico. La scelta di come e quanta energia viene consumata e dalla sua risintesi spetta al metabolismo utilizzato.
Pertanto è necessario conoscere quali metabolismi intervengono durante la performance per poi condizionarli nel modo appropriato e associare ad essi il macronutriente che utilizzano in modo prediletto. Così facendo si potranno convergere tutte le energie nella direzione scelta.

Il WTA Functional Training® nella preparazione fisica del pilota

Ogni sport è caratterizzato da movimenti funzionali che lo rendono specifico nel suo genere. In base alla disciplina svolta il gesto atletico deve essere applicato con abilità e precisione mentre esprime giusta forza, velocità, resistenza, mobilità e coordinazione. Tutti i sistemi e gli apparati organici devono quindi collaborare, lavorando come un’unica entità, al fine di raggiungere l’obiettivo desiderato. Tramite il WTA Functional Training® si ottengono gli automatismi utili a gestire le varie situazioni di gara che si presentano nel motociclismo.

Nutrizione del pilota

Per garantire potenza elevata e guidabilità una moto necessita di attenzioni particolari rivolte sia alle componenti meccaniche sia a quelle elettroniche. Allo stesso modo, per ottenere la massima performance dalla complessa macchina umana, in continua evoluzione, bisogna curarne ogni aspetto. Le analogie tra la moto e il pilota sono molte e ci permettono di introdurre questo capitolo dedicato alla nutrizione.
Come per la moto la benzina è l’elemento necessario per far funzionare il motore, così per il pilota gli alimenti rappresentano l’energia utile al movimento.
Un’alimentazione sana permette di raggiungere elevate performance fisiche e mentali. Alimentarsi vuol dire scegliere i cibi in base alle necessità dell’atleta con la consapevolezza che il corpo e la mente sono parte del medesimo sistema.

Guida in pista

La guida in pista è qualcosa di molto personale contornata da tantissime variabili. Non esiste un modo ideale per guidare la moto durante le competizioni, ogni pilota applica il proprio stile per esprimere tutto il talento di cui dispone. Questo non vuol dire che la moto deve essere guidata come capita sotto il controllo di una scarica di adrenalina.
Esistono infatti delle basi tecniche imprescindibili che, seppur in continua evoluzione, fungono da cardine nella storia del motociclismo agonistico. Pertanto lo stile del pilota, esclusa qualche eccezione, fa capo a uno studio tecnico scrupoloso in cui viene curato anche il più piccolo particolare.

Approccio alla gara con il mental coaching

Una delle parole più usate nello sport contemporaneo è “coaching”, quindi è importante partire proprio dal significato che questo termine ha assunto, nelle sue varie accezioni, nell’immaginario collettivo e, più specificamente, in ambito sportivo.

Wikipedia alla ricerca “coaching” scrive:
“Il coaching è una relazione processuale che vuole offrire al cliente strumenti che gli permettano di elaborare e identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Presupposto di partenza è che ogni persona abbia delle potenzialità latenti, l’obiettivo del coach è quello di scoprirle e insegnare al cliente come utilizzarle”.

A tal proposito viene utile un aforisma di Seneca:

“Non c’è vento favorevole per il navigatore che non conosce la sua meta”

Il filosofo romano, in queste sue parole, sottolinea l’importanza di una strategia fondata sulla meta e non sulle modalità per raggiungerla.
In altre parole, noi siamo abituati a spendere molto tempo a ragionare su come ottenere qualcosa, ma pochissimo tempo per identificare precisamente che cosa vogliamo ottenere e come sapremo di averlo ottenuto.
La strategia risulta essere una naturale conseguenza della meta chiarita e ben formulata.

motocicl

Un buon pilota non può fare ormai solo affidamento sul proprio talento. Per vincere un titolo mondiale, infatti, così come per affrontare con serenità dei giri in pista con gli amici, è indispensabile conoscere la propria motocicletta e il proprio fisico e avere un corretto approccio mentale: corpo e mente devono essere un unicum.

Preparazione fisicanutrizionelavoro mentaletecnica di guida e setup sono le colonne portanti del testo “Motociclismo – come diventare pilota“, basi sulle quali il curatore e autore Davide Carli, atleta, preparatore atletico, chinesiologo, massoterapista, pilota, ha edificato un monumento allo sport… al motociclismo.

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Conclusioni

Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza sulle varie strade da percorrere nel voler intraprendere la carriera di pilota professionista o semplicemente nel voler migliorare e perfezionare il rapporto di un biker con la sua moto ed il suo stile di guida.
Per concludere il nostro viaggio ci affidiamo alle parole di un grande sportivo e giornalista italiano, Roberto Patrignani, che con grande maestria ha saputo scrivere di motociclismo cogliendo appieno lo spirito degli appassionati di questo sport.

“La curva non è una semplice deviazione, è una gioia, un esercizio mentale che ti porta a ragionare passo a passo la manovra corretta, i giusti giri del motore, la marcia perfetta da inserire ed è un esercizio fisico che esprime il gesto che vorremmo fosse efficace e bello da vedere nello stesso tempo.”

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Di più sull'autore

Laureata in Architettura, innamorata della progettazione sostenibile, appassionata di web e comunicazione. Nella vita come nel lavoro cerco sempre di onorare il motto di un grande architetto: Less is more.

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