Dopo aver trattato il tema dell’intelligenza artificiale a scuola, è utile compiere un passo ulteriore: capire come inserirla nella progettazione didattica senza ridurla a una moda tecnologica o a un semplice strumento per produrre testi.
Progettare un’Unità di Apprendimento con l’IA significa costruire un percorso intenzionale, coerente con il curricolo e orientato allo sviluppo di conoscenze, abilità, competenze digitali, pensiero critico e responsabilità. L’IA può sostenere il docente nella progettazione, ma può anche diventare contenuto di apprendimento e oggetto di riflessione civica.
In questo articolo vedremo come impostare un’UdA che integri l’intelligenza artificiale in modo pedagogicamente fondato. Proporremo una traccia sintetica per il primo ciclo e, in allegato, un esempio completo di UdA per la scuola secondaria di secondo grado: Algoritmi in Comune, un percorso centrato sulla progettazione di un servizio pubblico assistito dall’IA, con attenzione a inclusione, trasparenza e responsabilità umana.
Cerchi esempi per trasformare l’IA in uno strumento di progettazione, personalizzazione e valutazione?
Il volume Intelligenza artificiale in classe di Barbuto e Ciliberti accompagna docenti e formatori dalla cornice teorica alla costruzione di attività operative.
Gli argomenti dell'articolo
Che cosa significa progettare una UdA con l’intelligenza artificiale
Una UdA è un percorso didattico organizzato intorno a competenze da sviluppare, attività significative, prodotti osservabili e criteri di valutazione. Quando il tema è l’intelligenza artificiale, la progettazione deve evitare due rischi opposti.
Il primo rischio è trattare l’IA come una novità tecnologica, limitandosi a far usare un chatbot o un generatore di testi. Il secondo è proporla in modo eccessivamente tecnico, rendendo il percorso poco accessibile a studenti che non possiedono conoscenze informatiche avanzate.
Una buona UdA, invece, aiuta gli studenti a comprendere che l’intelligenza artificiale lavora su dati, modelli e criteri progettati da esseri umani; che può produrre risultati utili, ma anche errori, semplificazioni e bias; che la verifica, la rielaborazione personale e la responsabilità restano competenze essenziali.
IA come contenuto, metodo e strumento
Per progettare in modo efficace, è utile distinguere tre modalità di presenza dell’IA nella didattica. Le tre prospettive possono convivere nella stessa UdA, ma vanno dichiarate fin dall’inizio perché modificano obiettivi, attività e valutazione.
| Prospettiva | Domanda guida | Esempio di attività |
| Educare all’uso dell’IA | Come posso usare l’IA in modo sicuro, critico e responsabile? | Analizzare una risposta generata da IA, verificarla con fonti attendibili e riscriverla con parole proprie. |
| Insegnare l’IA | Che cosa sono dati, algoritmi, modelli, bias e sistemi di raccomandazione? | Simulare una classificazione con carte, immagini o oggetti, mostrando come criteri diversi producono risultati diversi. |
| Insegnare con l’IA | Come posso usare l’IA per apprendere, ripassare, confrontare e migliorare un prodotto? | Generare domande di ripasso, mappe o spiegazioni da controllare, correggere e integrare. |
Nel primo ciclo l’attenzione può concentrarsi su dati, classificazioni, regole, errore e uso sicuro. Nel secondo ciclo è possibile lavorare in modo più articolato su IA generativa, fonti, argomentazione, privacy, cittadinanza digitale, responsabilità e impatto sociale.
Le domande guida per una progettazione coerente
Prima di chiedere all’IA una bozza di attività, il docente deve chiarire il problema didattico. L’IA può aiutare a generare alternative, ma non sostituisce le decisioni professionali sull’età degli studenti, sul curricolo, sui bisogni della classe e sulla valutazione.
| Domanda progettuale | Che cosa chiarisce |
| Quale competenza voglio sviluppare? | L’uso dell’IA deve essere collegato a un obiettivo formativo esplicito. |
| Gli studenti devono usare l’IA, comprenderla o valutarla criticamente? | La sequenza delle attività cambia a seconda della prospettiva scelta. |
| Quale prodotto finale renderà visibile l’apprendimento? | Il compito autentico permette di osservare processo, prodotto e rielaborazione personale. |
| Quali rischi devo prevenire? | Vanno considerati privacy, attendibilità delle fonti, plagio, bias, dipendenza dallo strumento e accessibilità. |
| Come valuterò il percorso? | La valutazione deve riguardare sia il prodotto sia il processo: uso critico dello strumento, collaborazione, verifica e responsabilità. |
La struttura essenziale di una UdA con l’IA
Una UdA con l’intelligenza artificiale non richiede una struttura diversa da quella di ogni buona progettazione per competenze. Richiede però maggiore attenzione alla dichiarazione degli strumenti, alla tracciabilità del processo, alla tutela dei dati e alla verifica degli output prodotti o suggeriti dall’IA.
| Elemento della UdA | Che cosa indicare |
| Titolo | Breve, chiaro, collegato al problema da affrontare. |
| Destinatari | Classe, ordine di scuola, prerequisiti e bisogni rilevanti. |
| Discipline coinvolte | Discipline curricolari e possibili collegamenti interdisciplinari. |
| Competenze | Competenze digitali, disciplinari, trasversali e civiche. |
| Obiettivi di apprendimento | Conoscenze e abilità osservabili. |
| Tempi | Numero di ore e articolazione delle fasi. |
| Metodologie | Laboratorio, cooperative learning, inquiry based learning, debate, peer review, fact-checking. |
| Attività | Sequenza operativa delle lezioni, con indicazione dei momenti in cui l’IA viene usata o analizzata. |
| Strumenti | Risorse cartacee, digitali, eventuali strumenti IA e regole d’uso. |
| Inclusione | Facilitazioni, adattamenti, strumenti compensativi, alternative espressive e accessibilità dei materiali. |
| Compito autentico | Prodotto finale o situazione-problema da affrontare. |
| Valutazione | Rubrica, osservazione del processo, autovalutazione, peer review e criteri di trasparenza. |
Come usare l’IA nella progettazione senza delegare la responsabilità didattica
L’IA può essere utile al docente nella fase preparatoria: può proporre una prima bozza di attività, suggerire varianti metodologiche, generare rubriche, adattare consegne, semplificare materiali o costruire domande guida. Il suo contributo, però, deve restare subordinato al controllo critico e pedagogico dell’insegnante.
Per lavorare in modo efficace, il docente dovrebbe fornire all’IA un prompt preciso, contestualizzato e vincolato. Un prompt generico produce una progettazione generica; un prompt che indica classe, discipline, durata, competenze, vincoli inclusivi e criteri di valutazione produce una base più controllabile.
| Nel prompt va indicato | Perché è utile |
| Ruolo | Chiarisce il tipo di competenza richiesta: progettista didattico, formatore, docente esperto. |
| Destinatari | Evita attività non adatte all’età, al livello scolastico o ai prerequisiti. |
| Tema e discipline | Mantiene il percorso aderente al curricolo. |
| Competenze e obiettivi | Collega le attività a risultati formativi osservabili. |
| Durata | Rende il percorso sostenibile. |
| Metodologie | Orienta la progettazione verso attività attive e collaborative. |
| Compito autentico | Impedisce che la UdA resti una sequenza di esercizi scollegati. |
| Valutazione | Consente di costruire criteri coerenti con prodotto e processo. |
| Inclusione e privacy | Previene proposte non accessibili o non rispettose dei dati personali. |
Modello di prompt
Agisci come progettista didattico esperto di scuola italiana. Progetta una Unità di Apprendimento sull’intelligenza artificiale per una classe [indicare classe e ordine di scuola]. L’UdA deve sviluppare competenze digitali, disciplinari, civiche e trasversali. Indica destinatari, prerequisiti, discipline coinvolte, obiettivi di apprendimento, conoscenze, abilità, tempi, metodologie, attività fase per fase, strumenti, adattamenti inclusivi, compito autentico finale e criteri di valutazione. Le attività devono promuovere pensiero critico, verifica delle fonti, uso responsabile dell’IA e protezione dei dati personali. Non prevedere attività che richiedano agli studenti di inserire dati personali o sensibili in strumenti digitali.
Il risultato generato non va usato senza revisione. Il docente deve controllare l’aderenza al curricolo, l’età degli studenti, la sostenibilità dei tempi, la correttezza dei contenuti, la qualità delle fonti, la coerenza della valutazione e l’effettiva inclusività delle attività.
Traccia sintetica per il primo ciclo: dati, algoritmi e decisioni
Per il primo ciclo è opportuno privilegiare attività accessibili, anche senza uso diretto di strumenti digitali. L’obiettivo non è spiegare in modo tecnico il funzionamento dell’IA, ma far comprendere che una decisione automatica dipende da dati, regole, criteri e scelte umane.
| Voce | Descrizione |
| Titolo | Dati, algoritmi e decisioni: come ragiona una macchina? |
| Destinatari | Classe quinta primaria o classe prima della secondaria di primo grado. |
| Durata | 8-10 ore. |
| Discipline | Tecnologia, Matematica, Italiano, Educazione civica, Arte e immagine. |
| Compito autentico | Realizzare un poster o una breve guida illustrata: Come usare l’IA senza farsi ingannare. |
| Concetti chiave | Dato, algoritmo, classificazione, criterio, errore, bias, verifica. |
La sequenza può partire da una discussione su dove gli studenti incontrano l’IA nella vita quotidiana: assistenti vocali, suggerimenti video, traduttori, mappe, giochi. La classe può poi lavorare su schede illustrate o immagini da classificare secondo criteri diversi, osservando come cambiano i risultati quando cambia la regola adottata.
In una fase successiva il docente può introdurre casi di classificazioni ambigue o ingiuste, per aprire una discussione su errore e bias. Infine, la classe può analizzare una risposta prodotta dall’IA, controllarla con fonti fornite dall’insegnante e trasformare quanto appreso in un poster o in una guida per compagni più piccoli.
Per la valutazione bastano pochi criteri chiari: comprensione dei concetti, capacità di individuare errori o ambiguità, collaborazione, chiarezza del prodotto finale e rielaborazione con parole proprie. La rubrica completa può essere costruita dal docente a partire da questi indicatori, adattandola alla classe.
UdA completa per la secondaria di secondo grado
L’esempio esteso allegato all’articolo è pensato per la scuola secondaria di secondo grado e si intitola Algoritmi in Comune: progettare un servizio pubblico con l’IA senza lasciare indietro nessuno.
UdA per la scuola secondaria di secondo grado
Scarica gratis
Il percorso trasforma la classe in un laboratorio civico di progettazione algoritmica: gli studenti, divisi in équipe, devono ideare un servizio pubblico assistito dall’IA che risponda a un problema reale della comunità scolastica o cittadina.
| Elemento dell’UdA allegata | Valore didattico |
| Problema pubblico o scolastico | Ancoraggio a una situazione reale e osservabile. |
| Mappa degli utenti invisibili | Attenzione a bisogni differenti, accessibilità e inclusione. |
| Concept del servizio IA | Progettazione creativa ma delimitata da vincoli etici e sociali. |
| Processo all’algoritmo | Stress test su utilità, proporzionalità, privacy, trasparenza, non discriminazione, supervisione umana e sostenibilità. |
| Tre conversazioni impossibili | Simulazione di casi ordinari, problematici e inclusivi. |
| Carta di trasparenza | Dichiarazione di ciò che l’IA fa, non fa, quali dati usa e quando interviene una persona. |
| Prompt log | Documentazione dei prompt usati, degli output scartati e delle modifiche introdotte dagli studenti. |
| Consultazione pubblica | Argomentazione, feedback tra pari e responsabilità civica. |
Il PDF può essere usato come risorsa orientativa per il docente: contiene scenario, compito autentico, fasi di lavoro, prompt consentiti, schede per gli studenti, rubrica valutativa, criteri di inclusione e variante breve in forma di mini-hackathon.
Valutazione: che cosa osservare in una UdA con l’IA
La valutazione non dovrebbe limitarsi alla qualità formale del prodotto finale. In una UdA con l’IA è essenziale osservare anche come gli studenti formulano le richieste, controllano gli output, discutono i limiti dello strumento, documentano le revisioni e assumono responsabilità rispetto alle fonti e ai dati.
| Dimensione | Indicatori osservabili |
| Uso critico dell’IA | Prompt pertinenti, output verificati, scarti motivati, modifiche documentate. |
| Verifica delle fonti | Confronto con fonti attendibili, correzione di errori, distinzione tra testo plausibile e testo verificato. |
| Rielaborazione personale | Uso di parole proprie, integrazione di esempi, argomentazione e sintesi critica. |
| Consapevolezza etica | Attenzione a privacy, bias, inclusione, trasparenza, plagio, responsabilità umana. |
| Prodotto e comunicazione | Chiarezza, coerenza, utilità per un destinatario reale, capacità di rispondere a domande e obiezioni. |
| Collaborazione | Ruoli nel gruppo, ascolto, revisione tra pari, valorizzazione di competenze differenti. |
UdA, lezione simulata e concorso docenti
La progettazione di una UdA è utile anche per chi si prepara al concorso docenti, soprattutto in vista della prova orale e della lezione simulata. È però opportuno distinguere i due piani: la UdA è un percorso articolato, spesso interdisciplinare, sviluppato in più fasi e orientato alle competenze; la lezione simulata richiede invece di mostrare, in un tempo limitato, la capacità di progettare e condurre un segmento didattico coerente.
Un percorso sull’IA può risultare efficace in sede concorsuale se il candidato mostra di saper collegare innovazione tecnologica, obiettivi curricolari, metodologie attive, inclusione, valutazione e cittadinanza digitale. L’errore da evitare è presentare l’IA come effetto speciale: la tecnologia deve essere funzionale al problema didattico e alla competenza da sviluppare.
Progettare con l’IA per educare al pensiero critico
L’intelligenza artificiale può entrare nella scuola come contenuto da comprendere, come strumento da usare e come oggetto da discutere criticamente. In ogni caso il centro della progettazione resta l’apprendimento.
Una UdA ben costruita non chiede agli studenti di usare l’IA in modo passivo. Li porta a interrogarsi, verificare, discutere, rielaborare, collaborare e assumersi responsabilità. Questo vale sia per una semplice attività sul rapporto tra dati e classificazioni, sia per un progetto più complesso come la costruzione di un servizio pubblico assistito dall’IA.
Progettare UdA con l’intelligenza artificiale consente anche di educare al pensiero critico. L’obiettivo non è formare studenti che si affidano alla macchina, ma cittadini capaci di governare strumenti complessi con consapevolezza, prudenza e autonomia.
Vuoi approfondire la progettazione didattica con l’IA? Continua a seguire il Blog EdiSES: troverai guide, esempi operativi e risorse per costruire percorsi efficaci, inclusivi e coerenti con le richieste della scuola di oggi.


