La prova orale del Concorso a Cattedra: come prepararsi al meglio

Progettazione e metodologie didattiche nella simulazione di una lezione

Sono partite le comunicazioni, da parte degli Uffici Scolastici Regionali, relative alla prova orale del Concorso a Cattedra. I candidati hanno ricevuto, tramite l’indirizzo mail inserito nella domanda di partecipazione al concorso, il voto conseguito alla prova scritta e indicazioni circa sede, data e ora della prova orale.

Come descritto nei bandi di concorso, la prova orale del Concorso a Cattedra servirà ad accertare la preparazione del futuro insegnante in un tempo previsto di 45 minuti (più eventuali tempi aggiuntivi di cui all’art. 20 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104) così ripartiti:
La prova orale del concorso a cattedra: lezione simulata e interlocuzione con la commissione

  • 35 minuti dedicati ad una lezione simulata
  • 10 minuti dedicati all’interlocuzione con il candidato da parte della commissione esaminatrice

Per ulteriori dettagli invitiamo a scaricare la nota MIUR contenente le indicazioni relative allo svolgimento delle prove orali ed approvazione delle graduatorie di merito.

La lezione simulata sarà preceduta da una spiegazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche operate e riguardanti le discipline oggetto di insegnamento. La prova è finalizzata alla verifica delle capacità di trasmissione e di progettazione didattica (anche con riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione).

È proprio durante questa prima parte di esame che dovrete dare prova della vostra bravura, competenza e versatilità.
Prima di iniziare l’esame orale dovrete scegliere una delle 3 buste sigillate presentate dalla Commissione, contenenti le domande su cui verterà la prova. Vi troverete, dunque, di fronte a un tema e a dei parametri da seguire per poter mostrare il vostro esempio di lezione: potrebbe capitarvi, per esempio, di simulare una lezione per una classe eterogenea in cui vi sono un bambino con un lieve disturbo del linguaggio, un altro che vive in un contesto di disagio socio-culturale e due bambini immigrati.

I rimanenti 10 minuti consisteranno in interlocuzioni con il candidato, da parte della Commissione, sui contenuti della lezione stessa. In questa fase sarà accertata e valutata la conoscenza della lingua straniera.

Per una preparazione efficace consigliamo i manali

Lezioni efficaci per la scuola dell’Infanzia e Primaria

la prova orale del concorso a cattedra

Progettare e condurre lezioni efficaci: dalle Unità di apprendimento alla gestione della classe.
Per orientare i candidati nella predisposizione di attività d’aula il volume presenta i principali modelli di apprendimento e il loro impiego nella progettazione didattica e nella valutazione degli apprendimenti ed esamina nel dettaglio i diversi modi di “fare lezione

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La prova orale del concorso a cattedra

Lezioni efficaci per la Scuola secondaria di primo e secondo grado

Le conoscenze in materia di apprendimento sono la base su cui costruire e pianificare l’attività d’aula e la loro conoscenza rappresenta, dunque, un imprescindibile prerequisito per qualsiasi insegnante che aspiri a condurre una lezione efficace.
Questo manuale propone i principali modelli di apprendimento e il loro impiego nella progettazione e valutazione didattica.
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La prova orale in lingua straniera

Per le classi di concorso di lingua straniera (per la quale è richiesto un livello di conoscenza minimo B2), la prova orale si svolgerà interamente e per tutta la sua durata nella lingua stessa. Nei rimanenti 10 minuti l’esame verterà sui contenuti della lezione, sulle tematiche affrontate e sulla lingua straniera in oggetto.

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La prova orale del concorso a cattedra

Competenze professionali in Inglese per tutte le classi di concorso

Questo volume, interamente in lingua inglese, consente ai candidati di tutte le classi del concorso a cattedra di acquisire le competenze linguistiche necessarie per affrontare la prova in lingua inglese.

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La prova orale del concorso a cattedraCompetenze professionali in francese per tutte le classi di concorso

Questo testo interamente in lingua francese, consente ai candidati di tutte le classi del concorso a cattedra di acquisire le competenze linguistiche necessarie per affrontare la prova in lingua francese.

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La prova orale per le classi di sostegno

La prova orale per le classi di sostegno è finalizzata a valutare la competenza del candidato “nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volte all’apprendimento della lezione curricolare, nonché la relativa capacità di trasmissione e di progettazione didattica con riferimento alle diverse tipologie di disabilità, anche mediante l’impiego delle tecnologie normalmente in uso presso le istituzioni scolastiche”. Anche in questo caso verranno testate le competenze in lingua straniera.

Per una preparazione efficace alla prova orale per le classi di sostengo, scegli il manuale Bisogni educativi speciali (BES)

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Strategie di intervento a favore dell’integrazione

Il volume costituisce nel contempo un riferimento teorico-legislativo ed una guida pratica all’attività didattica finalizzata all’inclusione.

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Occhio alle Indicazioni Nazionali

In sintesi, ciò che dovrete dimostrare è il possesso delle competenze relative alla capacità di progettazione didattica: a tal proposito, non dimenticate di ripassare le Indicazioni Nazionali che descrivono contenuti e obiettivi disciplinari nell’ottica della progettazione curriculare verso la didattica per competenze.
Diamo allora uno sguardo veloce ma mirato a qualche passo che riteniamo fondamentale teniate a mente per la vostra prova orale, secondo le linee guida espresse proprio nel testo delle Indicazioni.

In generale, “Fin dalla scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado l’attività didattica è orientata alla qualità dell’apprendimento di ciascun alunno e non ad una sequenza lineare, e necessariamente incompleta, di contenuti disciplinari. I docenti, in stretta collaborazione, promuovono attività significative nelle quali gli strumenti e i metodi caratteristici delle discipline si confrontano e si intrecciano tra loro, evitando trattazioni di argomenti distanti dall’esperienza e frammentati in nozioni da memorizzare”.

Quanto agli obiettivi di apprendimento, questi “individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. Essi sono utilizzati dalle scuole e dai docenti nella loro attività di progettazione didattica, con attenzione alle condizioni di contesto, didattiche e organizzative mirando ad un insegnamento ricco ed efficace”.

Nello specifico, per la scuola dell’Infanzia, relativamente ai docenti, “la progettualità si esplica nella capacità di dare senso e intenzionalità all’intreccio di spazi, tempi, routine e attività, promuovendo un coerente contesto educativo, attraverso un’appropriata regia pedagogica. […] Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo”. Naturalmente, viene specificato che la competenza va intesa, a questa età, in modo globale e unitario.

Quanto alla Primaria e Secondaria di I grado, si legge che “tutta la scuola in genere ha una funzione orientativa in quanto preparazione alle scelte decisive della vita, ma in particolare la scuola del primo ciclo, con la sua unitarietà e progressiva articolazione disciplinare, intende favorire l’orientamento verso gli studi successivi mediante esperienze didattiche non ripiegate su se stesse ma aperte e stimolanti, finalizzate a suscitare la curiosità dell’alunno e a fargli mettere alla prova le proprie capacità”. […]

Gli alunni “trovano stimoli per sviluppare il pensiero analitico e critico, imparano ad imparare, coltivano la fantasia e il pensiero originale, si confrontano per ricercare significati e condividere possibili schemi di comprensione della realtà, riflettendo sul senso e le conseguenze delle proprie scelte. […] Una buona scuola primaria e secondaria di primo grado si costituisce come un contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi e a garantire il successo formativo per tutti gli alunni”.

Consigli pratici per affrontare al meglio la prova orale

Sarà molto importante, affinché l’esito della prova risulti positivo, che dimostriate la vostra preparazione disciplinare e la professionalità nel trattare gli argomenti, a prescindere dall’esperienza maturata.
È fondamentale inoltre che dimostriate padronanza delle metodologie didattiche contenute nella cornice legislativa della recente Legge 107/15 (La Buona Scuola, Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti).

Poiché l’organizzazione di una lezione si basa principalmente su quelli che sono i prerequisiti della classe, dovrete:

  • identificare gli obiettivi di apprendimento
  • dimostrare di conoscere gli strumenti e le metodologie da adottare
  • verificare e valutare l’attività didattica
  • prestare particolare attenzione ai Bisogni Educativi Speciali

In questo senso, fate vostre le dieci competenze strategiche per l’insegnante individuate da P. Perennoud nel suo Dieci nuove competenze per insegnare (2002), e che vanno interpretate come punto di partenza per possibili approfondimenti futuri:

  1. organizzare e animare situazioni di apprendimento
  2. gestire la progressione degli apprendimenti
  3. ideare e far evolvere dispositivi di differenziazione
  4. coinvolgere gli alunni nel loro apprendimento e nel loro lavoro
  5. lavorare in gruppo
  6. partecipare alla gestione della scuola
  7. informare e coinvolgere i genitori
  8. servirsi delle nuove tecnologie
  9. affrontare i doveri e i dilemmi etici della professione
  10. gestire la propria formazione continua

Alcuni esempi di lezioni simulate

Presentiamo di seguito, come esempio pratico di lezione simulata per una classe dell’Infanzia, una traccia estratta al precedente Concorso sulla quale bisognava sviluppare un’Unità di Apprendimento coerente relativamente allo sviluppo di comportamenti etici nei bambini:

Quali progettualità educative sono, a suo avviso, alla base dello sviluppo di comportamenti etici nei bambini?

A questo punto, e partendo da una traccia di questo tipo, dovrete dimostrare di sapere di cosa avrete bisogno per la vostra lezione (per esempio, quali materiali occorreranno e utilizzerete verificando che tutti i bambini siano in grado di adoperarli), come mantenere sempre attiva la capacità di concentrazione dei piccoli alunni, come stimolarli appropriatamente e, infine, stabilire quali saranno gli obiettivi di apprendimento che vi proponete di raggiungere.

Ancora, per una classe della Primaria, potrebbe capitarvi una traccia del genere, così come avvenuto in passato:

Il/la candidato/a presenti una lezione simulata della durata di 30 minuti, il cui argomento è riferito all’obiettivo di apprendimento: analizzare e scomporre un testo narrativo, titolarne le sequenze e riesporlo sinteticamente seguendo uno schema logico. La lezione è indirizzata agli alunni frequentanti la classe quarta. Nel corso dell’esposizione il/la candidato/a si soffermi su Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Quest’attività potrebbe essere pensata per una classe composta da 25 alunni, tra cui uno con dislessia e un bambino con disgrafi. Anche in questo caso, il primo passo da compiere è individuare l’obiettivo di apprendimento così come esplicitato nella e richiesto dalla traccia stessa .

Oppure, per una lezione simulata di Italiano avente per destinatari gli studenti di una classe Secondaria di I grado, il cui argomento verta su un testo narrativo, l’obiettivo di apprendimento sarà quello di riconoscere gli elementi della struttura di un testo di questo genere e poi produrne uno.

Le metodologie da utilizzare

Nell’organizzazione della lezione simulata dovrete prestare molta attenzione non solo agli obiettivi da raggiungere ma anche alla metodologia da utilizzare.

Durante la prova non dovrete esporre l’argomento come se vi stesse rivolgendo a degli studenti in carne ed ossa, ciò apparirebbe insensato visto che vi trovate davanti a una commissione che sta valutando la vostra preparazione e non davanti ad una classe vera e propria.
Ma questo limite non deve tramutarsi in ostacolo per voi: l’assenza degli alunni deve impedire che la simulazione scivoli verso una forma obsoleta di lezione meramente trasmissiva, per la quale semplicemente si spiegano, si espongono e si trasmettono conoscenze. Fate del vostro meglio per non incappare in questo errore!

Ciò che fondamentalmente vi viene richiesto è dimostrare di essere in grado di progettare un’attività didattica reale, spiegandone gli elementi essenziali, e dando prova delle competenze didattiche e metadidattiche che ci si attende da voi.
Attraverso la simulazione della lezione, dovrete dar prova di saper attuare le azioni didattiche precise e specifiche richieste dai diversi momenti dell’interazione con gli allievi.
Quindi, sul piano didattico, rivestiranno un ruolo fondamentale:

  • le competenze nella progettazione
  • l’utilizzo delle discipline in funzione formativa
  • la creazione di ambienti di apprendimento stimolanti e motivanti
  • la gestione della relazione educativa e dei gruppi di apprendimento, anche attraverso l’ausilio di mediatori tecnologici (TIC) e, in presenza di Bisogni Educativi Speciali
  • l’adozione di metodologie individualizzate e personalizzate mirate

A livello metadidattico, dovrete mostrare di saper utilizzare “in situazione” i modelli teorici e le metodologie già sicuramente in vostro possesso per poi recuperarli nel colloquio successivo.

Le strategie per un’efficace pianificazione della lezione

Per essere efficace, la programmazione della lezione deve fornirvi un profilo generale degli obiettivi di insegnamento e di apprendimento, una sorta di promemoria di ciò che si vuol fare e di come si vuol farlo. Programmare una lezione significa, per l’insegnante, avere le idee chiare sugli obiettivi di apprendimento. Dopo aver identificato questi ultimi, potranno essere pianificate appropriate attività e sviluppate strategie per ricevere poi il feedback da parte degli alunni.

In generale, una pianificazione di lezione “strategica” prevede e integra queste tre componenti chiave:

  • Obiettivi di apprendimento: cosa voglio che gli studenti apprendano?
  • Attività di insegnamento e apprendimento: di quali attività mi servirò?
  • Strategie per verificare la conoscenza: come posso testare la conoscenza?

Specificare obiettivi concreti aiuterà a determinare i tipi di attività di insegnamento e apprendimento che verranno utilizzati in classe, mentre le attività definiranno il modo in cui si potrà verificare se gli obiettivi di apprendimento sono stati raggiunti.

Per aiutarvi a specificare gli obiettivi di apprendimento, ponetevi le seguenti domande:

  • Qual è l’argomento della lezione?
  • Cosa voglio che gli studenti apprendano?
  • Cosa voglio che capiscano e siano in grado di fare alla fine della lezione?
  • Cosa voglio che acquisiscano e facciano proprio da questa particolare lezione?

Una volta delineati gli obiettivi di apprendimento per la classe, classificateli in base alla loro importanza anche in un’ottica di gestione e ottimizzazione del tempo a disposizione.

Progettazione di attività specifiche

Potete ora passare a progettare le attività specifiche che utilizzerete per far sì che gli studenti capiscano e mettano in pratica ciò che hanno imparato. Poiché probabilmente vi troverete a che fare con un gruppo di studenti con diverse esperienze scolastiche e personali, l’argomento potrebbe essere loro già familiare.

Fare lezione è un processo interattivo che deve essere centrato su obiettivi chiari e raggiungibili in un arco di tempo stabilito: non dimentichiamo, a tal proposito, che l’insegnante deve richiamare, riattivandole, le preconoscenze degli alunni (ciò che già sanno su un certo argomento o che idea si sono fatti su esso).

Questo perché, come ci insegna il filone cognitivista, l’esito dell’apprendimento dipende dal modo in cui le nuove conoscenze sono messe in relazione con le precedenti creando quell’apprendimento significativo, in cui la nuova acquisizione viene collegata alle strutture di conoscenza già in possesso del soggetto, eventualmente procedendo ad una loro più articolata riorganizzazione. In questo modo la nuova acquisizione si integra in tal modo nella struttura cognitiva.

Poiché è l’alunno, nella propria unicità e individualità, al centro del processo educativo e di apprendimento, ogni azione e progettazione dovrà essere adeguata alla realtà dell’allievo per poter stimolare in lui la curiosità e il bisogno di conoscere e apprendere e di imparare ad imparare.

Sviluppate un’introduzione creativa dell’argomento per suscitare l’interesse ed incoraggiare il pensiero critico e creativo.

Bisogna, poi, preparare modi differenti di spiegare il materiale (esempi reali, analogie, illustrazioni, ecc.) per catturare l’attenzione degli studenti e richiamarsi ai diversi stili di apprendimento. Ponetevi i seguenti interrogativi:

  • Cosa farò per spiegare l’argomento?
  • Cosa farò per illustrare l’argomento in modo diverso?
  • Come posso coinvolgere gli alunni nell’argomento?
  • Quali esempi concreti, reali, analogie o situazioni possono dimostrarsi rilevanti o aiutare gli alunni a capire l’argomento?
  • Di cosa avranno bisogno gli studenti per capire al meglio l’argomento?

Una volta spiegato e illustrato l’argomento con esempi differenti, bisogna verificare il livello di attenzione degli studenti: come potremo sapere che gli alunni stanno imparando?
Pensate a domande specifiche che potete rivolgere agli studenti così da testare la loro conoscenza e comprensione e a prevedere le risposte che tali domande avranno suscitato.

Concludete la lezione non solo riassumendo i punti principali, ma anche anticipando il tema della prossima lezione. Come l’argomento precedente può correlarsi a quello seguente? Quest’anteprima spronerà l’interesse degli studenti e li aiuterà a collegare le differenti idee entro un contesto più ampio.

Dopo gli obiettivi di apprendimento, creare delle aspettative è dunque uno degli aspetti più importanti per la qualità di programmazione di una lezione, perché coinvolge gli studenti nell’apprendimento che conseguirà.

Un’ultima dritta che varrà sempre, anche quando il vostro sogno sarà finalmente diventato realtà: pensate sin da ora che dovrete dimostrare di saper come individualizzare l’insegnamento, perché non sapete che tipo di classe vi troverete ad educare; dovrete adattarvi alle esigenze e alle caratteristiche di ogni alunno e sarà importante alternare alla lezione frontale, attività di gruppo e lezioni dialogate.
Le conoscenze non devono essere troppo semplificate (problematizzazione), private della loro complessità e valenza conoscitiva. I contenuti, insomma vanno presentati come ambiti di conoscenza in un processo volto a favorire la formazione e il consolidamento del pensiero.

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I libri sono passione e lavoro per me ed è raro che le due cose possano coincidere nella vita! Io son stata fortunata… ho trasformato quello che era un sogno in realtà. Mi occupo di traduzioni ed editing di testi di vario genere e da anni collaboro con la Casa Editrice Edises. Le mie fedeli compagne di “viaggio”? Una penna blu e una penna rossa…

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