Nuova classe A23 Italiano per stranieri: chi parteciperà?

Pubblicato il 11 Gennaio 2016 08:12

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Nuova classe A23 Italiano per stranieri: chi parteciperà?

Il bando del nuovo concorso a cattedra è pronto; per la pubblicazione si attende solo il via libera da parte del consiglio dei ministri alla riforma delle classi di insegnamento.
Si tratta di una riforma legata principalmente all’esigenza di razionalizzare le risorse e riordinare i percorsi di abilitazione tuttavia costituirà un’occasione per molti laureati: il provvedimento di riforma prevede infatti la creazione di alcune nuove classi, tra cui la A23 Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti).
La nuova classe A23 avrà come finalità l’insegnamento di Italiano nella Scuola secondaria di I e II grado e nei percorsi di istruzione per gli adulti, nonché nei Laboratori di italiano L2 nella scuola dell’infanzia e primaria; sarà dunque funzionale all’inclusione degli stranieri nelle scuole e nella società.

Perché la nuova classe di concorso A23 Italiano per stranieri?

L’esigenza di istituire una specifica classe di concorso per l’insegnamento dell’Italiano L2 trova il suo fondamento normativo nella Direttiva del 27/12/2012, “Strumenti d’intervento per alunni con biso¬gni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”
Questa direttiva assimila la difficoltà linguistica alla disciplina dei Bisogni Educativi Speciali effettuando un passo culturalmente decisivo per l’assun¬zione di una visione autenticamente inclusiva, che integri in un unico criterio e in unico diritto all’apprendimento e all’autorealizzazione personale tutte le situazioni di difficoltà.
Nell’ambito delle condizioni di deprivazione socio-ambientale nella quale rientrano tutti gli alunni i cui strumenti linguistici, culturali e comportamentali non sono congeniali all’apprendimento scolastico e alla vita scolastica, è esplicitamente compresa la non conoscenza della lingua e della cultura italiana da parte di alunni appartenenti a culture diverse, ovvero alunni di lingua madre diversa dall’italiano.
In tale contesto l’obiettivo dell’inclusione non può prescindere dall’apprendimento della lingua italiana. L’aumento progressivo del numero di alunni stranieri chiama in causa la capacità di accoglienza e di integrazione delle scuole italiane (o di una parte rilevante di esse) come evidenziano i dati sulla presenza di alunni stranieri in Italia.

Chi potrà partecipare al concorso?

Dal regolamento di riforma si evince che potrà partecipare al concorso chi è in possesso di uno dei seguenti titoli:

  •  Vecchio ordinamento: Lauree in: Lettere, Materie letterarie, Lingua e cultura italiana, Lingue e letterature straniere.
  • Lauree specialistiche DM 22/05: LS 16-Filologia moderna, LS 40-Lingua e cultura italiana, LS 43 – Lingue straniere per la comunicazione internazionale, LS 44-Linguistica.
  •  Lauree Magistrali D.M.270/2004: LM 14-Filologia moderna, LM 38 – Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale, LM 39 -Linguistica, LM 85 bis – Scienze della formazione primaria (solo per Laboratori presso le scuole dell’infanzia e primaria).

Oltre ai titoli menzionati sarà necessario essere in possesso di una specializzazione in italiano L2 che sarà certificata dai titoli descritti in uno specifico decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
Secondo quanto emerge dal regolamento, le lauree saranno titoli di ammissione ai percorsi di abilitazione purché il titolo di accesso comprenda almeno un corso annuale (o due semestrali) di:

  •  Lingua italiana, letteratura italiana, linguistica generale, lingua latina o letteratura latina, storia, geografia, glottologia; glottodidattica; didattica della lingua italiana. Ovvero almeno 72 crediti nei settori scientifico disciplinari L-FIL-LET, L-LIN, M-GGR, L-ANT e M-STO di cui: 12 L-LIN/01; 12 L-LIN/02; 12 L-FILLET/12; e almeno 6 L- FIL-LET/10, 12 LFIL-LET/04, 6 M-GGR/01, 6 tra LANT/02 o 03, M-STO/01 o 02 o 04.

Ulteriore titolo di accesso al concorso è l’abilitazione nelle classi 43/A, 50/A, 51/A e 52/A, 45/A e 46/A del previgente ordinamento, purché congiunta con il titolo di specializzazione e purché il percorso di studi comprenda i seguenti CFU:

  • 12 L-LIN/01; 12 L/LIN/02; 12 L-FILLET/12. Ovvero un corso annuale o due semestrali nelle seguenti discipline: glottologia o linguistica generale; glottodidattica; didattica della lingua italiana.

L’insegnamento nei laboratori di italiano L2 presso la scuola dell’infanzia e primaria è riservato a docenti in possesso del relativo titolo di abilitazione, conseguito attraverso la LM – 85 bis, del titolo di specializzazione e dei seguenti CFU: 12 L-LIN/01; 12 L/LIN/02; 12 L-FILLET/12.
Per approfondimenti consulta il nostro Manuale: Lingua italiana L2 per studenti stranieri

Di più sull’autore

Valeria Crisafulli

Lettrice compulsiva, ricercatrice per passione, editrice per mestiere. Dirigo la produzione editoriale della Edises nei settori della formazione professionale, delle selezioni e dei concorsi pubblici. I miei campi di ricerca sono la psico-pedagogia e le strategie didattiche.

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