Insufficienza renale: malattie dell’apparato genito-urinario

Pubblicato il 21 Settembre 2020 11:38

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Insufficienza renale: malattie dell’apparato genito-urinario

“Insufficienza renale” è un termine che indica una patologia renale che porta all’incapacità da parte del rene di adempiere alle sue funzioni, in primis la regolazione degli equilibri idroelettrolitici e la “detossificazione” del sangue.

Esistono due principali tipologie di insufficienza renale:

  • Insufficienza renale acuta (IRA): brusca riduzione della funzionalità renale, che porta a rapido aumento della creatininemia e dell’azotemia
  • Insufficienza renale cronica (IRC): riduzione graduale della funzionalità renale, con riduzione della velocità di filtrazione glomerulare (GFR) < 60 ml/min per un periodo superiore ai 3 mesi, con o senza danno renale (funzionale o strutturale)

Insufficienza renale acuta (IRA)

L’IRA può essere quindi definita come una “Patologia caratterizzata da rapida riduzione della velocità di filtrazione glomerulare dovuta ad alterazioni funzionali o strutturali del rene

L’IRA può essere suddivisa in tre stadi di gravità (stadiazione dell’AKI network):

L’insufficienza renale acuta può essere ulteriormente classificata in tre entità, a seconda che il danno sia prima del rene, a livello del parenchima renale o dopo il rene.

IRA pre-renale

L’IRA pre-renale è causata da patologie sistemiche che portano a riduzione della perfusione renale, come ipovolemia, shock, stenosi dell’arteria renale, sindrome epatorenale, abuso di FANS o ACE-inibitori o patologie che portano a riduzione del volume intravascolare (come la cirrosi o la sindrome nefrosica).

Clinicamente il paziente manifesta sintomi di ipovolemia (tachicardia, ipotensione) e/o sintomi relativi alla patologia di base (es. insufficienza epatica).

Gli esami di laboratorio mostreranno:

  • Sodiemia urinaria < 20 mEq/l
  • Osmolarità urinaria > 500 mOsm/kg
  • Presenza di cilindri ialini al sedimento urinario

Il trattamento si baserà sulla terapia idrica con fluidi endovena e sulla terapia della patologia di base, oltre a evitare farmaci nefrotossici come i FANS o la metformina.

IRA organica

L’IRA organica è causata da alterazioni più o meno gravi del parenchima renale, come necrosi tubulare acuta (85% dei casi), glomerulonefriti, rabdomiolisi o embolie.

Il quadro clinico tipico è di oliguria di nuova insorgenza in un paziente con storia recente di assunzione di FANS o mezzo di contrasto, associata ad aumento della creatininemia ed eventualmente sintomi da ipovolemia.

Gli esami di laboratorio mostreranno:

  • Sodio urinario > 40 mEq/l
  • Osmolarità urinaria < 350 mOsm/kg
  • Cilindri eritrocitari, eosinofili, pigmentari o lipidici al sedimento urinario

Il trattamento si baserà su fluidi endovena per prevenire la nefropatia da MDC, evitare farmaci nefrotossici (FANS, metformina), dialisi in caso di criteri AEIOU (vedi oltre).

IRA post-renale

L’IRA post-renale è causata da un ostacolo al deflusso dell’urina secondario a malattie delle vie escretrici urinarie, come ipertrofia prostatica benigna, nefrolitiasi bilaterale, ostruzione intratubulare, neoplasie prostatiche.

Clinicamente si ha spesso oliguria associata a dolore sovrapubico, distensione vescicale e residuo minzionale > 50 ml.

Gli esami di laboratorio mostreranno:

  • Sodio urinario > 40 mEq/l
  • Osmolarità urinaria < 350 mOsm/kg

Il trattamento nella maggior parte dei casi prevede la cateterizzazione vescicale e la rimozione dell’ostacolo.

Insufficienza renale cronica (IRC)

L’IRC può essere definita come una “condizione patologica caratterizzata dalla perdita graduale e irreversibile della funzione renale”.

Le cause più comuni comprendono: diabete mellito di tipo 2, ipertensione arteriosa cronica, glomerulonefriti e malattia renale policistica. Nel 40% dei casi l’IRC è dovuta a nefropatie glomerulari, nel 20% dei casi a nefropatie interstiziali e nel 15% dei casi da nefropatie vascolari.

Clinicamente la IRC resta asintomatica finché la GFR non scende sotto i < 30 ml/min, dopodiché i pazienti cominciano ad avvertire segni e sintomi di uremia(anoressia, nausea, vomito, pericardite uremica, delirio, epilessia, fino al coma) associati a sintomatologia da ritenzione di liquidi (ipertensione, edema periferico e/o polmonare, scompenso cardiaco) ed eventualmente anemia da riduzione di eritropoietina.

Gli esami di laboratorio mostreranno una serie di alterazioni, come:

  • Aumento di azotemia e creatininemia
  • Acidosi metabolica
  • Ipocalcemia, iperfosfatemia
  • Disturbi dell’emostasi
  • Iperkaliemia
  • Iperparatiroidismo secondario
  • Cilindri cerei nel sedimento urinario

La malattia evolve attraverso cinque stadi di gravità, determinati dal livello di filtrazione glomerulare.

Il trattamento della IRC comprende principalmente:

  • ACE-inibitori / sartani (nei primi stadi) e controllo della PA: riducono la progressione dell’insufficienza renale cronica
  • Desmopressina: in caso di anomalie della coagulazione
  • Analoghi dell’EPO: in caso di anemia da disordine cronico

Altre terapie utili nel trattamento della IRC sono la dialisi (emodialisi o dialisi peritoneale), la restrizione idrica e negli stadi più avanzati il trapianto renale.

Una dialisi urgente può essere necessaria se sono soddisfatti i cosiddetti “criteri AEIOU”

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Federico Frusone

Medico chirurgo specializzando in Chirurgia Generale e Senologica presso l’università “Sapienza” di Roma, divulgatore scientifico, compositore, blogger e autore di articoli scientifici, trattati specialistici e del nuovo Manuale di Medicina Generale (Edises 2017). Sempre con una penna in una mano e il bisturi nell’altra.

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