Concorso Scuola 2016: infanzia, identità di genere, pari opportunità

Pubblicato il 14 Marzo 2016 09:44

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Concorso Scuola 2016: infanzia, identità di genere, pari opportunità

Il tema delle pari opportunità è naturalmente presente nei programmi di studio del prossimo concorso nella scuola ed anzi, per la prima volta, si fa esplicito riferimento al concetto di identità di genereConsulta il programma (quinto punto).
Nel nostro Volume unico per Infanzia e Primaria l’argomento è trattato in vari punti (consulta la tabella di corrispondenza tra volume e programma). Tuttavia, trattandosi di un tema di grande attualità, possibile argomento d’esame, pensiamo possa essere utile proporre un approfondimento e provare a delineare una risposta sintetica. L’approfondimento è stato già caricato nell’area riservata di tutti gli utenti in possesso del volume unico, insieme agli altri contenuti della piattaforma on-line (Accedi alla piattaforma).

Esempio di risposta sintetica 

Per perseguire l’obiettivo di costruire una società priva di disparità di genere e di episodi violenza sulle persone, la scuola deve partire dall’assunto che l’identità di genere ha origini sociali: è una categoria sociale imposta a un corpo sessuato, quindi si riferisce a un sistema di relazioni che può includere il sesso ma non ne è direttamente determinato, né determina la sessualità di un individuo.
Nel processo di sviluppo, l’identità di genere nasce da una graduale integrazione dell’identità sessuale con la consapevolezza dei ruoli sociali, attraverso la combinazione di due forze: la spinta all’autoaffermazione e la tendenza ad agire per essere accettati dal modello sociale di riferimento. L’aderenza al modello sociale prevalente nell’ambiente di riferimento avviene attraverso l’introiezione di alcuni modelli di comportamento, che si acquisiscono in modo inconsapevole e graduale, a partire dal terzo anno di vita (anno in cui prende forma la percezione della costanza dei generi), fino all’adolescenza.
La fase di sviluppo evidenziata coincide in gran parte con l’età scolare. Per questo motivo, il ruolo delle istituzioni educative è fondamentale per contrastare modelli sociali negativi e costruire un sistema di relazioni fondato sul rispetto degli individui. Ispirandosi ai principi affermati dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, le Indicazioni nazionali ribadiscono l’importanza di un approccio efficace al tema dell’identità di genere che può essere realizzato attraverso un sistema di apprendimenti trasversale alle discipline.
La scuola deve infatti creare un clima di ascolto e confronto tra gli individui e le culture, rinforzando le pratiche sociali e le tradizioni culturali centrate sul rispetto per la propria e l’altrui individualità, sulla responsabilità per i propri comportamenti, sull’ascolto e sul confronto fra tradizioni culturali differenti, finalizzato a relativizzare i punti di vista e ad abbattere gli stereotipi e i pregiudizi, attraverso il dialogo e l’incontro.
Partendo dall’analisi della situazione esistente, inoltre, ciascun istituto deve predisporre nel PTOF (L. 107, 13 luglio 2015) tutte le attività, i progetti, gli interventi didattici utili a educare gli studenti e le famiglie alla parità e alle pari opportunità tra i generi, e alla prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni.
Per una preparazione efficace “Volume unico per la Scuola dell’Infanzia e Primaria”
Il volume costituisce un sintetico, ma rigoroso, compendio dell’intero programma d’esame. Il testo comprende una trattazione teorica delle competenze disciplinari, metodologiche e didattiche necessarie per svolgere la professione, nonché strategie, buone prassi ed esempi di attività d’aula in contesti cooperativi.
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Valeria Crisafulli

Lettrice compulsiva, ricercatrice per passione, editrice per mestiere. Dirigo la produzione editoriale della Edises nei settori della formazione professionale, delle selezioni e dei concorsi pubblici. I miei campi di ricerca sono la psico-pedagogia e le strategie didattiche.

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