Le malattie del fegato: le Epatiti virali

Pubblicato il 31 Agosto 2020 10:29

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Le malattie del fegato: le Epatiti virali

Le epatiti virali sono delle malattie del fegato caratterizzate dalla presenza di infiammazione e necrosi del tessuto epatico dovuta ad un’infezione virale.

Classificazione anatomo-clinica

Le epatiti possono essere distinte clinicamente in acute e croniche.

  • L’epatite virale acuta può essere causata dai virus epatopropi maggiori (HAV, HBV, HDV, HCV, HEV) o minori (EBV, CMV, HSV, VZV, coxsackie), è caratterizzata da astenia, nausea, inappetenza, vomito, diarrea e ittero con urine ipercromiche e feci acoliche e generalmente si ha risoluzione entro 6 mesi dall’esordio
  • L’epatite virale cronica è più spesso secondaria a infezione da virus HBV e HCV, è quasi sempre asintomatica (la diagnosi si basa sul riscontro di aumento cronico delle transaminasi e sulla positività degli anticorpi anti-HCV o HbsAg) e può portare a cirrosi epatica

Quadro laboratoristico

Gli esami di laboratorio in corso di epatite virale mostrano ipertransaminasemia con incremento relativo maggiore di ALT, aumento della lattico-deidrogenasi e in alcuni casi degli enzimi di colestasi:

  • Sia nel danno acuto che in quello cronico può essere presente anche una leggera ipergammaglobulinemia policlonale
  • Se l’ipergammaglobulinemia è marcata e accompagnata da piastrinopenia, ipoalbuminemia e allungamento del PT (INR >1,2), la malattia può essere in stato di cirrosi

Epatite A

Epatite acuta dovuta al virus HAV (picornavirus), che si trasmette per via oro-fecale (occasionalmente per via parenterale) e causa danno epatico per via immunomediata.

  • L’incubazione va da 2 settimane a 2 mesi, con una media di 30 giorni, dopodiché si ha un’epatite acuta ad esordio improvviso, autorisolvente
  • La diagnosi si basa sulla dimostrazione di IgM anti-HAV, che compaiono insieme ai primi sintomi e rimangono elevati per 3-6 mesi dalla guarigione; in seguito sono dosabili nel siero le IgG anti-HAV (dovute all’immunizzazione verso il virus)
  • È disponibile la vaccinazione con una preparazione di virus vivo attenuato (la schedula prevede due somministrazioni a distanza di 6 mesi che forniscono copertura a vita)

Epatite B

Rappresenta la principale causa di carcinomi epatocellulari, può essere trasmessa per via parenterale, sessuale o perinatale (in aree ad alta endemia) ed è secondaria a infezione da HBV, un Hepadnavirus a DNA la cui particella infettiva (particella di Dane) rivestita da una capsula lipoproteica che contiene l’antigene di superficie (HBsAg) e ha all’interno un nucleo-capside formato dall’antigene del core (HBcAg) contenente il genoma virale e la DNA polimerasi.

  • L’infezione da HBV si sviluppa attraverso 3 fasi, dette di immunotolleranza (secondaria a trasmissione verticale dell’infezione e caratterizzata da replicazione virale e tolleranza immunologica), di immunoattivazione (caratterizzata da attivazione immunitaria e intenso danno epatico) e immuno-controllata (caratterizzata da riduzione della replicazione virale)
  • Il quadro clinico comprende una fase di epatite acuta (con espressione clinica eterogenea, ma che può degenerare in epatite fulminante), seguita nel 10-15% dei casi da epatite cronica
  • La diagnosi si basa sulla rilevazione degli antigeni e anticorpi specifici: HBsAg (primo marker di infezione virale che compare nel siero), anticorpi anti-HBsAg (compaiono dopo la scomparsa dell’HBsAg e rimangono positivi a vita), anticorpi anti-HBcAg (unici marker rilevabili nel periodo finestra tra la scomparsa dell’HBsAg e la comparsa degli anti-HBsAg) e HBeAg (presente solo nelle infezioni da virus “wild-type”
  • La terapia è basata principalmente su farmaci come l’interferon peghilato e gli analoghi nucleosidici inibitori della trascrittasi inversa (lamivudina, entecavir, tenofovir e telbivudina)

Epatite C

Rappresenta in Italia la principale causa di epatite cronica ed è secondaria a infezione da HCV, un flavivirus a RNA con un genoma molto variabile e 6 principali genotipi (i più importanti vanno da 1a a 4c).

  • L’infezione primaria è molto spesso asintomatica e cronicizza in 2/3 dei casi, l’evoluzione della malattia è influenzata da fattori come la via di infezione, l’età al momento dell’infezione, la carica virale infettante, l’assunzione di alcol (effetto moltiplicativo più che sommativo) o eventuali coinfezioni con altri virus
  • Il quadro clinico comprende una fase di epatite acuta (con un periodo di incubazione di 7-8 settimane), seguita nell’80% dei casi da infezione cronica, che può portare ad epatite cronica in un lasso di tempo variabile (più spesso 25-30 anni)
  • La diagnosi è basata su marker indiretti di infezione (transaminasi principalmente) e marker diretti (ricerca di HCV-DNA, determinazione del genotipo virale)
  • La terapia si basa su farmaci come l’interferon alpha, la ribavirina e inibitori delle proteasi come il teleprevir e il boceprevir

Le epatiti: approfondimenti disponibili nel quinto tomo del Manuale di Medicina e Chirurgia

manuale-medicina-e-chirurgia-tomo-5-malattie-infettive-immunologicheLe Epatiti sono trattate nel tomo 5 del Manuale di Medicina e Chirurgia. Il volume, ricco di illustrazioni, tabelle e schemi di sintesi, presenta, in linea con quanto previsto dalle nuove metodologie didattiche, all’inizio di ciascuna parte mappe concettuali contenenti una panoramica sulle patologie oggetto della trattazione.
La prima sezione, Malattie infettive, è dedicata alla microbiologia clinica, alle differenze tra i vari tipi di febbre, a malattie infettive a decorso benigno, a quelle causate da varie specie di parassiti patogeni per l’uomo, alle patologie fungine.
Nella seconda sezione, Dermatologia e Venereologia, dopo aver illustrato la struttura e le funzioni dell’apparato tegumentario, si descrivono le lesioni elementari della cute e i segni patognomonici che ne permettono il riconoscimento, le neoplasie dermatologiche più comuni, le patologie cutanee su base immunologica, le patologie infettive della cute e dei tessuti molli, le malattie sessualmente trasmissibili.
La terza sezione, Immunologia clinica e Reumatologia, analizza le patologie causate dalla perdita di tolleranza verso il self, come le vasculiti, il Les, la sclerodermia, e le malattie reumatologiche, tra cui la gotta, l’artrite reumatoide, le spondiloartropatie sieronegative.
Ciascuna sezione è corredata da quiz a risposta multipla per la verifica delle conoscenze acquisite.
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Di più sull’autore

Federico Frusone

Medico chirurgo specializzando in Chirurgia Generale e Senologica presso l’università “Sapienza” di Roma, divulgatore scientifico, compositore, blogger e autore di articoli scientifici, trattati specialistici e del nuovo Manuale di Medicina Generale (Edises 2017). Sempre con una penna in una mano e il bisturi nell’altra.

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