Come diventare Ortottista: guida pratica alla professione

Pubblicato il 24 Luglio 2020 09:30

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Come diventare Ortottista: guida pratica alla professione

L’ortottista-assistente di oftalmologia è l’operatore sanitario che si occupa della prevenzione e valutazione dei deficit motori, sensoriali e funzionali della visione e della sua riabilitazione. L’indagine preventiva che questo professionista svolge per identificare alterazioni dell’apparato visivo è fondamentale nei bambini, ma si rivela utile anche in età adulta per l’individuazione di diversi disturbi che possono insorgere nel tempo.
L’ortottista interviene generalmente su richiesta del medico oculista per misurare, per esempio, l’acuità visiva (valutazione della miopia o dell’astigmatismo, esame della retina, misurazione della pressione intraoculare, ecc.). Diagnosticati in tempo, molti disturbi visivi, infatti, possono essere corretti.
Porre una diagnosi ortottica richiede rigore, precisione tecnica e profonde conoscenze scientifiche, spirito di osservazione, abilità manuale; l’efficacia degli esercizi di rieducazione dipende molto, infatti, dalla qualità del bilancio elaborato dall’operatore.
Ma le basilari capacità tecniche nell’esercizio di questa professione da sole non bastano: non si tratta infatti, solo di conoscere sapientemente, per esempio, le tecniche di misurazione del visus, le patologie degenerative dell’occhio, le classificazioni internazionali dei deficit visivi, la neurofisiologia, le tecniche di elettrofisiologia oculare, di retinografia, per citarne alcune.
Pazienza, tatto e capacità relazionali e comunicative sono, difatti, qualità personali fondamentali allo svolgimento di questa attività affinché il paziente possa partecipare attivamente al suo percorso rieducativo, e ciò anche perché, in genere, sono necessarie diverse sedute riabilitative per ottenere miglioramenti: l’ortottista informa, consiglia, controlla e motiva i diversi gruppi di pazienti, anche in base alla loro età. Spiega le diagnostiche, le cause, le conseguenze e le possibilità di trattamento.
Posto che la riabilitazione ortottica non reintegra le funzioni visive compromesse, ma è volta a favorire un migliore utilizzo del residuo visivo, l’ortottista si propone di migliorare nel tempo le abilità visive e la capacità di utilizzo di un eventuale ausilio prescritto al paziente.

Come diventare Ortottista: il percorso formativo

Nell’ambito delle Professioni sanitarie della riabilitazione, il corso di laurea in Ortottica e Assistenza Oftalmologica ha durata triennale e prevede 180 CFU, di cui almeno 60 riservati per il tirocinio formativo. Come detto, i laureati della classe svolgono, con titolarità e autonomia professionale, attività dirette alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale al singolo e alla collettività. Sono dotati di una buona preparazione nelle discipline di base per comprendere gli elementi all’origine dei processi patologici sui quali si focalizza il loro intervento riabilitativo e/o terapeutico in età evolutiva, adulta e geriatrica. Il raggiungimento delle competenze professionali si esplica attraverso una formazione teorica e pratica che include anche l’acquisizione di competenze comportamentali e relazionali conseguita nel contesto lavorativo. Il corso di laurea è a numero chiuso e vi si accede con il diploma di istruzione secondaria superiore dopo il superamento della selezione. Il corso di studi prepara e abilita all’esercizio della professione.
Per saperne di più consulta la guida al corso di laurea in Ortottica.

Gli ambiti di competenza. Di cosa si occupa l’Ortottista?

Gli ambiti di competenza dell’ortottista-assistente in oftalmologia sono definiti dal Profilo Professionale Nazionale (D.M. del Ministero della Sanità 14 settembre 1994, n. 743 e successive modifiche e integrazioni). Come le altre professioni sanitarie, questa figura è inserita all’interno del programma di formazione continua in Medicina (ECM) che definisce l’obbligo di aggiornamento professionale post-laurea.
L’ortottista può lavorare congiuntamente ad altre figure professionali: terapisti occupazionali e psicomotricisti, neurologi, pediatri, fisioterapisti.
Quanto agli ambiti di competenza, più precisamente, l’ortottista si occupa di:

  • test per la funzionalità oculare
  • ginnastica oculare in caso di disturbi ortottici leggeri
  • valutazione di squilibri oculomotori
  • adattamento di lenti correttive (prismatiche) in caso di diplopia
  • misurazione della vista e analisi della refrazione nell’adulto e nel bambino
  • individuazione e trattamento dello strabismo e dell’ambliopia o occhio pigro
  • analisi e trattamento dei disturbi neurovisivi
  • analisi e trattamento dei disturbi vestibolari
  • scelta degli ausili e rieducazione
  • esecuzione di esami di oculistica come: campo visivo, esami elettrofunzionali (ERG, PEV, EOG), test per la valutazione della sensibilità al contrasto e la percezione dei colori, refrazione, angiografia retinica, biometria, topografia corneale, adattometria, aberrometria, contattologia
  • prevenzione e riabilitazione dell’ipovisione nel bambino e nell’adulto
  • assistenza in procedure chirurgiche e utilizzo delle strumentazioni in caso di interventi oculistici
  • squilibrio binoculare e problemi posturali
  • paralisi oculomotrice, disturbi percettivi-motori
  • esplorazione funzionale dei disturbi della visione
  • indagini complementari alla consultazione in oculistica
  • screening e prevenzione
  • test elettrodiagnostici della funzione visiva e del movimento oculare
  • valutazione neurortottica, terapia e riabilitazione dei disturbi visivi conseguenti a causa neurologica (ictus, traumi)
  • assistenza al medico oculista nella diagnosi e gestione di diverse condizioni oculari come glaucoma, cataratta, degenerazione maculare e retinopatia diabetica.

L’ortottico, dunque, si occupa dello screening, della rieducazione, della riabilitazione ed dell’esplorazione funzionale dei disturbi della visione svolgendo diverse funzioni e procedendo in tal modo:

  • una volta acquisite tutte le informazioni basilari concernenti il paziente, così da poter valutare i metodi di indagine più adatti, in base ai risultati ottenuti dagli esami, pone diagnosi. Valuta, quindi, lo stato di salute generale, eventuali predisposizioni genetiche e il contesto familiare e sociale del paziente. Individuato un disturbo della vista (strabismo, ambliopia, affaticamento visivo, insufficienza di convergenza, ecc.), redige il bilancio in cui vengono riportate le capacità visive del paziente, le eventuali patologie di cui soffre e i disturbi da trattare, avvalendosi di esami diagnostici strumentali: può quindi misurare la pressione interna dell’occhio o determinare lo spessore della cornea, ma può anche effettuare radiografie o, ancora, analizzare il fondo oculare
  • valuta il tipo di disturbo (miopia, ipermetropia, astigmatismo) che l’oculista dovrà poi correggere
  • considera l’esame ortottico e ne interpreta i risultati in modo critico, formulando una conclusione e preparando la relazione per il medico
  • realizza e propone sedute rieducative e riabilitative personalizzate per ogni paziente.

Il profilo professionale dell’Ortottista

Per esercitare la professione bisogna essere iscritti all’Albo della professione sanitaria di Ortottista-Assistente di Oftalmologia (Legge 3/2018 e D.M. 13 marzo 2018) dopo aver conseguito la laurea triennale in Ortottica e Assistenza Oftalmologica, la cui prova finale ha valore abilitante.
Come stabilito nel Decreto Ministeriale:
– “È individuata la figura professionale dell’ortottista-assistente in oftalmologia, con il seguente profilo: l’ortottista-assistente in oftalmologia è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e su prescrizione del medico, tratta i disturbi motori e sensoriali della visione ed effettua le tecniche di semeiologia strumentale-oftalmologica”.
– “L’ortottista-assistente in oftalmologia è responsabile dell’organizzazione, pianificazione e qualità degli atti professionali svolti nell’ambito delle proprie mansioni”.
– “L’ortottista-assistente in oftalmologia svolge la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professsionale”.
– “Il diploma universitario di ortottista-assistente in oftalmologia, conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.L. 30/12/1992, n. 502, e successive modificazioni, abilita all’esercizio della professione”.
– “Con il decreto del Ministro della Sanità di concerto con il Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica sono individuati i diplomi e gli attestati conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al D.U. di cui all’art. 2 ai fini dell’esercizio della relativa attività professionale e dell’accesso ai pubblici uffici”.

Dove lavora un Ortottista?

I laureati della classe possono trovare occupazione in strutture del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale, in strutture private accreditate e convenzionate con il SSN, in cliniche e centri di riabilitazione, in Residenze Sanitarie Assistenziali, a domicilio, in ambulatori medici e/o polispecialistici, in cooperative di servizi, organizzazioni non governative, servizi di prevenzione pubblici e privati, associazioni e società con finalità assistenziali, negli IRCCS. La normativa vigente permette anche lo svolgimento di attività libero-professionale in studi professionali individuali o associati. Gli ortottisti possono svolgere attività di studio e di ricerca, di didattica e di supporto a tutte le attività in cui è richiesta la specifica professionalità.
Coloro che, invece, intendano proseguire con gli studi, possono accedere, previo superamento del test di ammissione, al corso di laurea magistrale in Scienze riabilitative delle Professioni Sanitarie (classe LM/SNT2).
Come per tutte le altre professioni sanitarie, l’accesso nel Servizio Sanitario Nazionale, nelle Università e in altri Enti pubblici è sottoposto al superamento di un concorso pubblico.

Concorsi pubblici per Ortottisti: requisiti di ammissione

Per poter partecipare al concorso, è essenziale essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e dei seguenti requisiti specifici:

  • diploma di laurea in Ortottica e Assistenza in Oftalmologia (classe delle lauree delle Professioni sanitarie della Riabilitazione L/SNT2) o diploma universitario di Ortottista-Assistente di Oftalmologia conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.L. 30.12.92, n. 502 e s.m..i., ovvero diplomi e attesti conseguiti in base al precedente ordinamento e ritenuti equipollenti al diploma universitario ai fini dell’esercizio dell’attività professionale e dell’accesso ai pubblici uffici (D.M. 27/07/2000)
  • iscrizione all’Albo professionale in Italia prima dell’assunzione in servizio
  • i titoli di studio conseguiti all’estero sono sottoposti a procedura di riconoscimento da parte del Ministero della Salute e devono essere riconosciuti equipollenti a uno dei titoli di studio italiani e le equipollenze devono sussistere alla data di scadenza del bando.

Concorsi per Ortottisti: le prove d’esame

Il concorso consiste in una prova scritta, una prova pratica e una prova orale. Non è da escludersi una prova preselettiva, basata su quiz a risposta multipla, da effettuarsi in relazione al numero di domande pervenute. Importante specificare che non si tratta di una prova concorsuale, in quanto è finalizzata unicamente alla formazione di un elenco di idonei da ammettere alla prova scritta e non costituisce, pertanto, elemento aggiuntivo di valutazione di merito.
Più nello specifico:

  • Prova scritta: verte su materie attinenti alla specifica professione di ortottista, nonché sulla legislazione e deontologia professionale. Prevede un elaborato scritto su un caso assistenziale e/o nella soluzione di quesiti a risposta sintetica e/o multipla su argomenti previsti nel piano di studi del corso di laurea e nel profilo professionale. Il candidato dovrà dar prova, nel suo svolgimento, di correttezza e sinteticità nelle risposte
  • Prova pratica (per i candidati che hanno superato la prova scritta): prevede l’esecuzione di tecniche specifiche o predisposizione di atti connessi alla qualificazione professionale, attraverso la descrizione degli stessi o la risoluzione di casi clinici. Requisito fondamentale la conoscenza di utilizzo dei principali strumenti di misurazione, descrizione, diagnosi e riabilitazione delle oftalmopatie che coinvolgono il sistema visivo e oculomotore
  • Prova pratica (per i candidati che hanno superato la prova scritta e la prova pratica): verte sulle materie oggetto della prova scritta, su argomenti connessi alla qualificazione professionale (con particolare riferimento all’organizzazione del lavoro, alla legislazione sanitaria e alla definizione delle attività specifiche in merito ai disturbi motori e sensoriali della visione e tecniche di semeiologia strumentale-oftalmologica), nonché sulla verifica della conoscenza di elementi di informatica e della conoscenza di una lingua straniera (inglese o francese). È richiesta, nello svolgimento di questa prova, sinteticità, chiarezza e completezza nell’esposizione, capacità di analizzare le problematiche inerenti l’argomento, pertinenza della risposta.

Esempi di tracce ufficiali dei concorsi per Ortottisti
Concludiamo fornendo qualche esempio di tracce ufficiali d’esame dei concorsi per Ortottisti.
Esempi di quesiti per la prova scritta

  1. Classificare gli esami elettrofunzionali associandoli alla patologia nella quale trovano la loro utilità.
  2. Sindrome di Brown: caratteristiche cliniche e decorso.
  3. Fibrosi congenita dei muscoli extra-oculari con particolare riferimento alle diverse variabili fenotipiche.
  4. Definizione e meccanismo di funzionamento dell’OCT.
  5. Principali aspetti oftalmologici in un bambino vittima di maltrattamento (Child Abuse).

Esempi di quesiti per la prova pratica

  1. OD: Esotropia con ipertropia-Sindrome V.

L’esotropia aumenta nello sguardo in basso-Iperfunzione dei piccoli obliqui (destro>del sinistro).

  1. OS: Esotropia-Sindrome di Duane.

Difetto di abduzione OS-Allargamento rima palpebrale sinistra durante l’abduzione-Restringimento rima palpebrale sinistra e retrazione del bulbo durante l’adduzione.
Esempi di quesiti per la prova orale

  1. Sclerosi multipla: possibili disturbi oculomotori.
  2. L’utilizzo della microperimetria in quale ambito è previsto?
  3. Qual è il trattamento previsto in un quadro di esotropia concomitante acuta?

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Tracce ufficiali dei precedenti concorsi

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Di più sull’autore

Chiara De Martino

I libri sono passione e lavoro per me ed è raro che le due cose possano coincidere nella vita! Io son stata fortunata… ho trasformato quello che era un sogno in realtà. Mi occupo di traduzioni ed editing di testi di vario genere e da anni collaboro con la Casa Editrice Edises. Le mie fedeli compagne di “viaggio”? Una penna blu e una penna rossa…

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