Come diventare Tecnico Ortopedico: guida alla professione

Pubblicato il 02 Ottobre 2020 10:30

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Come diventare Tecnico Ortopedico: guida alla professione

L’ortopedia è quel ramo della medicina che si occupa della diagnosi medica e chirurgica delle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico (ossa, articolazioni, muscoli) e, quindi, della prevenzione e correzione di tali patologie, siano esse congenite o traumatiche, dovute a malattie, infortuni o malformazioni.

Laddove l’attività clinico-diagnostica spetta al medico ortopedico, il tecnico ortopedico è specializzato nella realizzazione di dispositivi medici, ovvero ortesi, protesi e ausili sostitutivi, correttivi e di sostegno all’apparato locomotore, quindi a tutto il sistema scheletrico e muscolare. La finalità di tali dispositivi è terapeutica, in quanto questi sono opportunamente concepiti e progettati su misura per aiutare il paziente a ottimizzare le sue capacità motorie, garantendogli il massimo grado di autonomia.

Questo professionista sanitario, su indicazione del medico specialista, dal quale riceve gli aspetti descrittivi (diagnosi, specifiche funzionali, brevetto riabilitativo), dopo aver proceduto alla valutazione tecnico-funzionale sul paziente, procede a tutte le tappe di realizzazione dell’attrezzatura utilizzando materiali diversi (leghe nobili, cera, resina, ceramica, materie plastiche, ecc.) e adattandola al bisogno individuale: prende l’impronta o il calco, progetta, fabbrica, prova e consegna il dispositivo al paziente, addestrando al loro uso e fornendo i consigli necessari.

Tali dispositivi sono in genere protesi (ovvero attrezzature sostitutive di un arto amputato, per esempio, gambe e braccia) e ortesi (che servono a sostenere la muscolatura a causa di una deficienza ossea, muscolare o neurologica, trattandosi di attrezzatura di correzione o di rieducazione) per arti inferiori e superiori, caschetti, corsetti e tutori, scarpe, calze e plantari su misura.

Nello svolgimento della sua attività si avvale della collaborazione dell’équipe pluridisciplinare, con la quale partecipa alla redazione del piano terapeutico riabilitativo.

Diventare Tecnico Ortopedico: il percorso formativo

Il diploma universitario di tecnico ortopedico, conseguito ai sensi dell’art.6, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, abilita all’esercizio della professione, anche se la formazione  può proseguire con la laurea specialistica (Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche), master di primo e secondo livello, oppure dottorato di ricerca. Il corso di laurea è programmato a livello nazionale.

Un’adeguata preparazione nelle discipline di base permette la comprensione dei più rilevanti elementi alla base dei processi patologici che si sviluppano in età evolutiva, adulta e geriatrica e sui quali si focalizza l’intervento del tecnico a sostegno della diagnosi del medico specialista.

Dall’apprendimento delle iniziali conoscenze di base della disciplina orto-protesica la formazione si approfondisce con l’insegnamento delle discipline fondamentali delle scienze ortopediche stesse, volte alla comprensione dei processi fisiologici, patologici e biomeccanici generali, conoscenze basilari per affrontare le prime esperienze pratiche di tirocinio in ambito professionale. Il conseguimento delle competenze professionali si ottiene, infatti, grazie a una formazione teorica e pratica per la quale parte integrante e qualificante della formazione professionale è proprio l’attività formativa di tirocinio.

Il percorso formativo va ulteriormente approfondendosi con lo studio dei problemi clinici connessi all’apparato locomotore dal punto di vista medico e chirurgico, dei relativi percorsi diagnostici e degli interventi terapeutici e riabilitativi del caso.

Grazie alle opportune conoscenze meccaniche e biomeccaniche che si andranno acquisendo, lo studente sarà quindi introdotto nell’ambito dei dispositivi medici, ovvero protesi, ortesi e ausili, individuando quelli più adatti in relazione ai segmenti corporei interessati. Al fine di raggiungere gli specifici obiettivi funzionali, lo studente dovrà dimostrare di saper valutare le diverse possibilità cliniche, tecniche e realizzative.

Al termine del percorso di studi, lo studente avrà acquisito le conoscenze fondamentali riguardanti i processi e le metodologie relative all’esercizio della professione e sarà in grado di operare in contesti operativi sia sanitari sia produttivi grazie alla diretta progettazione, elaborazione ed esecuzione dei dispositivi medici e ciò gli consentirà una graduale assunzione di autonomia e responsabilità.

Gli ambiti di competenza. Di cosa si occupa il Tecnico Ortopedico?

Questa figura che, come detto, attua il suo intervento terapeutico in presenza di patologie dell’apparato locomotore possiede, al contempo, competenze tecniche e mediche: partendo dalla prescrizione del medico, rileva sul paziente la misura, la forma e la tipologia del dispositivo da produrre raccogliendo tutte le informazioni necessarie alla sua realizzazione, anche grazie all’elaborazione di grafici, diagrammi e calchi delle parti del corpo su cui intervenire assicurandosi che ogni elemento risponda al meglio alle esigenze funzionali, ma anche estetiche, del paziente così da adattare la protesi, l’ortesi o l’ausilio alla morfologia personale.

Successivamente, interviene nel modificare e modellare l’apparecchiatura, assicurandosi che questa funzioni sia quando il paziente è in movimento sia quando è immobile.
Infine, prova l’ortesi sul paziente ed effettua gli ultimi adattamenti o modifiche, insegnandogli, come detto – e sempre in collaborazione con l’équipe multidisciplinare – il corretto utilizzo del dispositivo, sua manutenzione e pulizia.

Il tecnico ortopedico non è solo un professionista sanitario, ma anche un capace artigiano, dotato di precisione, manualità, attento alla qualità e alla funzionalità del dispositivo verificando la rispondenza della prestazione alle necessità funzionali e alla sicurezza d’uso per il paziente, essendo responsabile dell’efficienza dello stesso. Dispone di competenze relazionali per lavorare in sinergia con l’équipe paramedica e medica e di capacità organizzative ma sa anche lavorare in autonomia.

Nella sua pratica professionale, deve dar prova di meticolosità, accuratezza e di capacità tecniche non solo nell’elaborazione dei dispositivi ma anche nell’utilizzo di macchine sempre più sofisticate e precise.
Grazie alle sue competenze meccaniche, fisiche, elettroniche e informatiche, esegue i rilievi morfologici per la realizzazione del dispositivo e, una volta terminata la costruzione, procede al collaudo.

Nello svolgimento autonomo della professione, si individuano delle aree di responsabilità che caratterizzano la figura del tecnico ortopedico:

  • conoscenza dei componenti e materiali per la costruzione di dispositivi medici
  • conoscenza delle diverse patologie che possono colpire l’apparato locomotore (quindi una preparazione adeguata nell’ambito della fisiologia e dell’anatomia umana) e conseguenti soluzioni di correzione, sostegno, sostituzione di arti mancanti
  • partecipazione, in sinergia con l’équipe multidisciplinare, all’elaborazione del progetto terapeutico e/o riabilitativo dell’individuo in vista di un percorso ortoprotesico  o dell’adozione di un presidio
  • valutazione dei bisogni e delle aspettative dell’individuo e conseguente indicazione funzionale dell’ausilio da produrre e applicare
  • agire nell’interesse della salute e della sicurezza del paziente, promuovendone l’autoefficienza e l’autonomia
  • esecuzione diretta sul paziente dei rilievi morfologici del caso
  • individuazione dell’ausilio tecnico richiesto, valutazione e verifica della sua sicurezza d’uso
  • progettazione, produzione, assemblamento e personalizzazione dei dispositivi siano essi correttivi (ortesi), compensativi, di sostegno (stecche, busti, plantari) contenitivi o sostitutivi (protesi) per l’apparato locomotore
  • verifica della conformità e sicurezza dei presidi medici applicati al paziente
  • capacità di fornire assistenza tecnica relativamente a modifiche, sostituzioni, riparazioni del dispositivo
  • disporre, nel luogo in cui esercita la sua attività professionale, di attrezzature adeguate e strumenti tecnici efficienti

Ma, accanto a queste competenze professionali che ne fanno, come detto, un professionista attento, un tecnico preciso e minuzioso, il tecnico ortopedico deve possedere quelle competenze trasversali, umane,  che si caratterizzano per sensibilità e disponibilità alla relazione interpersonale.Deve essere, infatti, dotato di tatto e di una naturale predisposizione nell’entrare in contatto con il paziente, deve dar prova di pazienza e anche di un buon equilibrio emotivo, trovandosi spesso ad affrontare situazioni complicate nella pratica quotidiana a contatto con persone fragili, fisicamente e psicologicamente.

In un primo momento, infatti, il tecnico ortopedico dialoga a lungo con il paziente e individua con lui la natura dei suoi bisogni. Quest’approccio è fondamentale poiché le aspettative non sono necessariamente le stesse per una stessa patologia.

Così come le altre figure sanitarie, anche il tecnico ortopedico ha l’obbligo di aggiornare e perfezionare le conoscenze e competenze professionali (Educazione Continua in Medicina) altresì sviluppando, in collaborazione con altri operatori, progetti di ricerca volti alla promozione della salute e qualità della vita.

Il profilo professionale del Tecnico Ortopedico

È il D.M. del 14 settembre 1994, n. 665 a stabilire ambiti e competenze professionali del tecnico ortopedico, la sua figura e il suo relativo profilo professionale. In esso si legge:

Il tecnico ortopedico è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, su prescrizione medica e successivo collaudo, opera la costruzione e/o adattamento, applicazione e fornitura di protesi, ortesi e di ausili sostitutivi, correttivi e di sostegno dell’apparato locomotore, di natura funzionale ed estetica, di tipo meccanico o che utilizzano l’energia esterna o energia mista corporea ed esterna, mediante rilevamento diretto sul paziente di misure e modelli.

Il tecnico ortopedico, nell’ambito delle proprie competenze:

  • addestra il disabile all’uso delle protesi e delle ortesi applicate. Svolge, in collaborazione con il medico, assistenza tecnica per la fornitura, la sostituzione e la riparazione delle protesi e delle ortesi applicate;
  • collabora con altre figure professionali al trattamento multidisciplinare previsto nel piano di riabilitazione;
  • è responsabile dell’organizzazione, pianificazione e qualità degli atti professionali svolti nell’ambito delle proprie mansioni”.

Dove lavora un Tecnico Ortopedico?

Il tecnico ortopedico può svolgere la sua attività professionale all’interno di strutture e servizi sanitari pubblici o privati, o come dipendente presso aziende produttrici di protesi ed esercizi commerciali di vendita.

Sia nel settore privato (per esempio, all’interno di laboratori di fabbricazione di presidi ortopedici) sia nella libera professione (ad esempio, nel caso di apertura di un’azienda propria) è naturalmente necessario essere in possesso del titolo di studio abilitante e dell’iscrizione all’Ordine professionale.

Concorsi pubblici per Tecnici Ortopedici: requisiti di ammissione

Come per tutte le altre professioni sanitarie, l’accesso nel Servizio Sanitario Nazionale  e in altri Enti pubblici è sottoposto al superamento di un concorso pubblico. Per poter partecipare al concorso, è essenziale essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e dei seguenti requisiti specifici:

  • Laurea di primo livello in Tecniche Ortopediche (classe L/SNT3 Professioni Sanitarie Tecniche) ovvero diploma universitario di Tecnico Ortopedico ai sensi decreto 14 settembre 1994, n. 665 del Ministro della Sanità, conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3 del D. Lgs 502/1992 e successive modifiche. Diploma o attestato conseguito in base al precedente ordinamento, riconosciuto equipollente ai sensi del D.M. Sanità del 27 luglio 2000 al diploma universitario di Tecnico Ortopedico ai fini dell’esercizio professionale
  • iscrizione all’Albo professionale della professione sanitaria di Tecnico Ortopedico di cui al D.M. del 13 marzo 2018
  • conoscenza della lingua inglese
  • conoscenze informatiche di base, ovvero dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse.

Tali requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del bando di concorso.

Concorsi per Tecnici Ortopedici: le prove d’esame

Il concorso consiste in una prova scritta, una prova pratica e una prova orale. Non è da escludersi una prova preselettiva, basata su quiz a risposta multipla, da effettuarsi in relazione al numero di domande pervenute.

Importante specificare che non si tratta di una prova concorsuale, in quanto è finalizzata unicamente alla formazione di un elenco di idonei da ammettere alla prova scritta e non costituisce, pertanto, elemento aggiuntivo di valutazione di merito.

Più nello specifico:

  • Prova scritta: consiste in tema o soluzione di quesiti a risposta sintetica o multipla vertente su argomenti inerenti le conoscenze e l’esecuzione di tecniche specifiche connesse al profilo di appartenenza.
  • Prova pratica (per i candidati che hanno superato la prova scritta): come la prova scritta, verte su argomenti inerenti le conoscenze e l’esecuzione di tecniche specifiche connesse al profilo di appartenenza.
  • Prova orale (per i candidati che hanno superato la prova scritta e la prova pratica): verte, in genere, sull’approfondimento delle materie della prova scritta e pratica. Nel corso della prova viene, peraltro, accertato il livello di conoscenza della lingua inglese oltre alla conoscenza dell’uso delle apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse.

Si specifica che la prova scritta e la prova pratica potranno essere effettuate anche mediante l’utilizzo di strumenti informatizzati.

Esempi di tracce ufficiali dei concorsi per Tecnico Ortopedico

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Di più sull’autore

Chiara De Martino

I libri sono passione e lavoro per me ed è raro che le due cose possano coincidere nella vita! Io son stata fortunata… ho trasformato quello che era un sogno in realtà. Mi occupo di traduzioni ed editing di testi di vario genere e da anni collaboro con la Casa Editrice Edises. Le mie fedeli compagne di “viaggio”? Una penna blu e una penna rossa…

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