Come diventare Tecnico di Neurofisiopatologia: guida pratica

Pubblicato il 25 Settembre 2020 08:00

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Come diventare Tecnico di Neurofisiopatologia: guida pratica

La neurofisiopatologia è quel ramo della neurologia che si occupa della valutazione funzionale del sistema nervoso centrale e periferico (cervello, midollo spinale, nervi e muscoli) grazie alla registrazione delle attività bioelettriche generate, appunto, dal sistema nervoso.

Si avvale, al contempo, di metodiche diagnostiche utilizzate per individuare patologie che possono colpire il sistema nervoso centrale e periferico e tecniche utilizzate nella ricerca medica per esplorare i meccanismi fisiopatologici responsabili delle malattie neurologiche.

Questo operatore sanitario è responsabile dell’esecuzione degli esami e dei risultati ottenuti, così come prescritti dal medico, ed ha il compito di controllare le apparecchiature in sua dotazione.

L’uso di tali strumentazioni gli permette di acquisire, pertanto, tutta una serie di competenze nell’ambito della diagnostica strumentale, in particolare quella elettrofisiopatologica, attraverso l’esecuzione delle indagini mediante metodiche quali: elettroencefalografia (EEG), elettromiografia (EMG), potenziali evocati, poligrafia del sonno e del sistema neurovegetativo per lo studio delle funzioni cardiorespiratorie e di ultrasonologia doppler.

Il tecnico di neurofisiopatologia è, inoltre, in grado di gestire il lavoro di raccolta e di ottimizzazione della varie metodiche diagnostiche, anche grazie all’ausilio delle procedure informatiche, così da poter redarre, su richiesta del medico, un rapporto descrittivo dal punto di vista tecnico e organizzando il lavoro di archiviazione delle registrazioni ottenute, di raccolta delle notizie anamnestiche e di informazione al paziente.

Diventare Tecnico di Neurofisiopatologia: il percorso formativo

Il diploma universitario di Tecnico di Neurofisiopatologia, conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, abilita all’esercizio della professione sanitaria di Tecnico di Neurofisiopatologia. L’accesso al corso è a numero programmato in base alla legge 264/1999 e prevede un esame di ammissione. Dopo la laurea si può scegliere di proseguire negli studi conseguendo la laurea specialistica di ulteriori due anni oppure si può optare per master di primo livello e corsi di perfezionamento.

Alla formazione teorica si affianca quella pratica con il tirocinio negli ambulatori dove si esegue la diagnostica durante tutti e tre gli anni di formazione universitaria.

Durante il corso di studi, che prevede la frequenza obbligatoria, si studiano svariate materie che sono comuni a tutti i corsi di laurea triennali delle Professioni Sanitarie, tra cui: anatomia, fisiologia, biologia, biochimica, inglese scientifico, ecc. Dunque quelle discipline di base che permettono allo studente di comprendere gli elementi fondamentali alla base dei processi patologici che possono svilupparsi in età evolutiva, adulta e geriatrica, e sui quali si focalizza l’intervento diagnostico di questa figura professionale. Dalle fondamentali e iniziali conoscenze biomediche e igienico preventive, e già a partire dal primo anno accademico, si studiano poi materie specifiche che riguardano segnatamente la professione del tecnico di neurofisiopatologia: per esempio, l’analisi dei segnali bioelettrici, l’elettroencefalografia, l’anatomia e la fisiologia del sistema nervoso, la neurologia, ecc.

Il percorso formativo prevede poi l’approfondimento di conoscenze attinenti il sistema nervoso centrale e periferico e loro patologie, fino ad arrivare al perfezionamento specialistico con particolare riferimento alla fisiopatologia e tecniche di registrazione del sonno, del coma, della morte cerebrale e delle strategie diagnostiche dei segnali bioelettrici, nonché all’acquisizione di conoscenze e metodologie inerenti l’attività professionale.

Tra gli obiettivi formativi che il tecnico di neurofisiopatologia dovrà conseguire:

  • la conoscenza delle principali differenze fisiologiche e i principi neurologici fondamentali in relazione con patologie o alterazioni del sistema nervoso centrale
  • la conoscenza delle modificazioni fisiologiche caratterizzanti le neuropatologie legate al neurosviluppo nella prima infanzia e le neuropatologie nell’adulto e nell’anziano
  • la conoscenza delle modificazioni fisiologiche caratterizzanti le patologie neurodegenerative
  • la conoscenza delle particolarità fisiologiche e metaboliche comuni aventi un impatto strutturale e/o funzionale nell’ambito delle diverse neuropatologie

Come altre professioni di ambito sanitario, anche quella di tecnico di neurofisiopatologia rientra nell’ambito del programma nazionale ECM, Educazione Continua in Medicina, che prevede l’obbligo di aggiornamento costante.

Gli ambiti di competenza. Di cosa si occupa il Tecnico di Neurofisiopatologia?

Come detto, il tecnico di neurofisiopatologia si occupa dell’esecuzione di esami per la diagnosi di eventuali patologie che possono colpire il sistema nervoso centrale e periferico eseguendo, dietro prescrizione medica, le metodiche diagnostiche specifiche in ambito neurologico e neurochirurgico per tutte le fasce d’età, in regime di ricovero o ambulatoriale e anche in area critica, utilizzando macchinari specifici e, pertanto, prestando particolare attenzione al contesto e alla qualità degli strumenti impiegati.

Inoltre, la normativa vigente, contenuta nel D.M. del Ministero della Salute 11 aprile 2008, lo abilita all’esecuzione degli esami EEG per l’accertamento medico-legale di morte cerebrale, riconoscendo tali indagini come di sua esclusiva pertinenza.

Le metodiche diagnostiche utilizzate dal tecnico di neurofisiopatologia sono:

  • elettroencefalogramma (EEG): indagine che registra l’attività elettrica della corteccia cerebrale elaborandola sotto forma di grafico leggibile
  • metodiche di registrazione dei potenziali evocati (PE): queste sono in grado di rilevare le alterazioni di una funzione sensoriale, soprattutto in presenza di anomalie ancora in fase iniziale (come nel caso della sclerosi multipla) o in pazienti che non possono collaborare allo svolgimento dell’indagine, per esempio i bambini piccoli o i pazienti in coma
  • elettroneurografia (ENG) ed elettromiografia (EMG): questi esami utilizzano stimolatori elettrici ed elettrodi che rendono possibile monitorare la conduzione elettrica dei principali nervi periferici (elettroneurografia) e dei principali muscoli del corpo (elettromiografia)
  • neurosonologia: è una metodica che consente di valutare, attraverso gli ultrasuoni, le caratteristiche morfologiche ed emodinamiche dei vasi epiaortici e dell’area cerebrale intracranica
  • monitoraggio intraoperatorio (IOM): applica le metodologie dell’elettroencefalogramma, dei potenziali evocati e dell’elettromiografia in ambito chirurgico e neurochirurgico
  • polisonnografia (PSG): si tratta di una tecnica di monitoraggio utilizzata nella diagnosi dei disturbi del sonno attraverso il controllo continuo dei parametri fisiologici durante, appunto, le varie fasi del sonno
  • test neuro-vegetativi: consiste in una metodica di registrazione in continuo di vari segnali biologici ed è utilizzata per studiare il sistema neuro-vegetativo e sue patologie
  • stimolazione magnetica transcranica (TMS): tecnica di stimolazione elettromagnetica che ha sia applicazioni diagnostiche sia terapeutiche in ambito neuropsichiatrico

Il profilo professionale del Tecnico di Neurofisiopatologia

Come riconosciuto nel D.M. 15 marzo 1995, n. 183 e dalla Legge 251/2000 e successive modificazioni e integrazioni:

Il tecnico di neurofisiopatologia è l’operatore sanitario (…) che svolge la propria attività nell’ambito della diagnosi delle patologie del sistema nervoso, applicando direttamente, su prescrizione medica, le metodiche diagnostiche specifiche in campo neurologico e neurochirurgico(…):

  • applica le metodiche più idonee per la registrazione dei fenomeni bioelettrici, con diretto intervento sul paziente e sulle apparecchiature ai fini della registrazione di un programma di lavoro diagnostico-strumentale o di ricerca neurofisiologica predisposto in stretta collaborazione con il medico specialista
  • gestisce compiutamente il lavoro di raccolta e di ottimizzazione delle varie metodiche diagnostiche sulle quali, su richiesta, deve redarre un rapporto descrittivo sotto l’aspetto tecnico
  • ha dirette responsabilità nell’applicazione e nel risultato finale della metodica diagnostica utilizzata
  • impiega metodiche diagnostico-strumentali per l’accertamento dell’attività elettrocerebrale ai fini clinici e/o legali
  • provvede alla predisposizione e controllo della strumentazione delle apparecchiature in dotazione”.

Oltre alle competenze descritte precedentemente, il tecnico di neurofisiopatologia deve:

  • conoscere i fondamentali fenomeni biologici e fisiologici indispensabili per la vita dell’uomo
  • conoscere i fondamenti della chimica, nonché dei composti organici propedeutici alla biochimica e alla farmacologia
  • applicare le conoscenze di neuroanatomia, neurofisiologia ed elettronica alle indagini neurofisiologiche
  • acquisire conoscenze di patologia neurologica e di neuropsichiatria infantile che permettono l’interpretazione delle tecniche poligrafiche di neurofisiopatologia e di esplorazione funzionale del sistema nervoso
  • conoscere i fondamenti etici della medicina, dei principi di diritto sanitario, del management e degli aspetti deontologici, giuridici e medico-legali della professione
  • conoscere le tecniche di elettrofisiologia sperimentale e di neurosonologia oltre a quelle di neuroriabilitazione
  • conoscere elementi di informatica ed elettronica necessari per l’analisi dei segnali tramite sistemi computerizzati
  • conoscere i meccanismi di trasmissione dell’informazione genetica
  • conoscere i meccanismi con cui si genera il segnale bioelettrico a livello centrale e periferico e saperlo esprimere quantitativamente
  • conoscere le tecniche di base e di registrazione specifiche da applicare su pazienti acuti, su pazienti in terapia intensiva e durante gli interventi chirurgici
  • conoscere le diverse classi di farmaci, tossici e sostanze d’abuso e i relativi meccanismi di azione, gli utilizzi terapeutici e gli effetti collaterali.

Dove lavora un Tecnico di Neurofisiopatologia?

Il tecnico di neurofisiopatologia può svolgere la sua attività professionale all’interno di strutture e servizi sanitari pubblici o privati, sia come dipendente sia come libero professionista:

  • strutture sanitarie pubbliche (ASL, aziende ospedaliere, aziende ospedaliero-universitarie, I.R.C.C.S.)
  • strutture sanitarie private (case di cura, cliniche private o convenzionate con il S.S.N.)
  • istituti di ricerca e centri di riabilitazione
  • istituti e laboratori universitari, ambulatori medici e polispecialistici
  • studi professionali individuali o associati
  • aziende industriali e commerciali di apparecchiature neurofisiologiche

Inoltre, questo professionista svolge attività di studio, didattica e di ricerca specifica e di consulenza professionale in tutti quei luoghi e quei contesti in cui è richiesta la sua competenza professionale.

Concorsi pubblici per Tecnici di Neurofisiopatologia: requisiti di ammissione

Come per tutte le altre professioni sanitarie, l’accesso nel Servizio Sanitario Nazionale, nelle Università e in altri Enti pubblici è sottoposto al superamento di un concorso pubblico. Per poter partecipare al concorso, è essenziale essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e dei seguenti requisiti specifici:

  • Laurea di primo livello in Tecniche di Neurofisiologia, ovvero diploma universitario di Tecnico di Neurofisiopatologia conseguito ai sensi del D. Lgs. n. 502/1992 e s.m.i. (D.M. n. 183/1995) o titolo equipollente ai sensi del D.M. 27 luglio 2000
  • iscrizione all’Albo professionale
  • conoscenza della lingua inglese
  • conoscenza dell’uso delle apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse

Tali requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del bando di concorso.

Concorsi per Tecnici di Neurofisiopatologia: le prove d’esame

Il concorso consiste in una prova scritta, una prova pratica e una prova orale. Non è da escludersi una prova preselettiva, da effettuarsi in relazione al numero di domande pervenute.
Importante specificare che non si tratta di una prova concorsuale, in quanto è finalizzata unicamente alla formazione di un elenco di idonei da ammettere alla prova scritta e non costituisce, pertanto, elemento aggiuntivo di valutazione di merito.
La prova consiste, generalmente, nella risoluzione di un test basato su una serie di quiz a risposta multipla, comunque attinenti al profilo professionale di Collaboratore Professionale Sanitario Tecnico di Neurofiopatologia.

Più nello specifico:

  • Prova scritta: consiste nello svolgimento di un tema o nella soluzione di quesiti a risposta sintetica su argomenti inerenti il profilo professionale di collaboratore professionale sanitario tecnico di neurofisiopatologia
  • Prova pratica (per i candidati che hanno superato la prova scritta): consiste nell’esecuzione di tecniche specifiche o nella predisposizione di atti connessi alla qualificazione professionale richiesta sugli argomenti attinenti la prova scritta, ma può consistere anche nella soluzione di quesiti a risposta multipla e/o sintetica
  • Prova orale (per i candidati che hanno superato la prova scritta e la prova pratica): verte, in genere, in un colloquio sulle materie della prova scritta e pratica. Nel corso della prova viene, peraltro, accertato il livello di conoscenza della lingua inglese oltre alla conoscenza di elementi di informatica

Esempi di tracce ufficiali dei concorsi per Tecnici di Neurofisiopatologia

Concludiamo fornendo qualche esempio di tracce ufficiali d’esame dei concorsi per tecnici di neurofisiopatologia.

Esempi di quesiti per la prova scritta

  1. In modalità di registrazione digitale quale deve essere la frequenza di campionamento minima per registrare un elettroencefalogramma ai fini dell’accertamento di morte cerebrale?
  2. Potenziali evocati acustici: descrivi le anomalie più frequenti in sclerosi multipla, neurinoma del nervo acustico e morte cerebrale

Esempi di quesiti per la prova pratica

  1. Che cosa stabilisce il Ministero della Salute con il Decreto dell’11 aprile 2008?
  2. Quante prove prevede l’esame MSLT (Multiple Sleep Latency Test)?

Esempi di quesiti per la prova orale

  1. Le prove di attivazione standard durante l’esecuzione di un EEG di base
  2. Il profilo professionale del Tecnico di Neurofisiopatologia: illustra brevemente il D.M. n. 183 del 15 marzo 1995

Esempi di tracce ufficiali dei concorsi per Tecnico di Neurofisiopatologia

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Di più sull’autore

Chiara De Martino

I libri sono passione e lavoro per me ed è raro che le due cose possano coincidere nella vita! Io son stata fortunata… ho trasformato quello che era un sogno in realtà. Mi occupo di traduzioni ed editing di testi di vario genere e da anni collaboro con la Casa Editrice Edises. Le mie fedeli compagne di “viaggio”? Una penna blu e una penna rossa…

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