Come diventare Tecnico Audiometrista: guida pratica

Pubblicato il 01 Settembre 2020 12:23

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Come diventare Tecnico Audiometrista: guida pratica

Il tecnico audiometrista è l’operatore sanitario specializzato in interventi di prevenzione, valutazione e riabilitazione del sistema uditivo e del sistema vestibolare che adempie le sue funzioni nel rispetto delle competenze diagnostico-terapeutiche del medico specialista (l’otorinolaringoiatra o l’audiologo) e quindi seguendo le indicazioni dello stesso.

Il tecnico audiometrista svolge la sua attività in sinergia con altre figure professionali, ad esempio il tecnico audioprotesista, il logopedista e l’otorinolaringoiatra nell’esecuzione di varie procedure diagnostico-terapeutiche collaborando ai programmi di prevenzione e di riabilitazione delle sordità utilizzando tecniche e metodologie strumentali e protesiche. Pur operando su prescrizione del medico, svolge la sua attività professionale con piena responsabilità e conseguente autonomia.
Suo compito specifico è misurare e valutare il sistema uditivo e vestibolare, eseguire test per la verifica del funzionamento dei presidi protesici uditivi e contribuire alla riabilitazione conseguente a una patologia dell’apparato uditivo.

Come diventare Tecnico Audiometrista: il percorso formativo

Nell’ambito delle Professioni sanitarie tecniche (classe di laurea SNT/3), questo corso di laurea afferente all’area tecnico-diagnostica ha durata triennale e dei 180 CFU complessivi almeno 60 sono riservati al tirocinio formativo volto alla maturazione di specifiche capacità professionali. I laureati della classe svolgono, con titolarità e autonomia professionale, le procedure tecniche necessarie all’esecuzione di metodiche diagnostiche sulla persona. Una buona preparazione nelle discipline di base permette loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi alla base dei processi patologici che possono verificarsi in età evolutiva (con un ambito specifico per i neonati e i bambini fino a 5 anni d’età), adulta e geriatrica.
Come tutti i corsi di laurea delle professioni sanitarie, il corso di laurea in Tecniche Audiometriche è a numero programmato a livello nazionale e ha valore di esame di stato abilitante all’esercizio della professione come riconosciuto dal D. Lgs. 502/92, art. 6 comma 3. La professione può essere esercitata previa iscrizione all’Albo professionale. Chi intendesse proseguire con gli studi universitari, può optare per il corso di Laurea Magistrale delle Professioni Sanitarie Tecnico-Diagnostiche o frequentare Master di primo e secondo livello di specializzazione.
Anche il tecnico audiometrista, come le altre figure specifiche delle professioni sanitarie, è inserito nel programma di Formazione Continua in Medicina che prevede l’obbligo di aggiornamento professionale post-laurea.

Gli ambiti di competenza. Di cosa si occupa il Tecnico Audiometrista?

Il tecnico audiometrista è la figura preposta ad effettuare l’esame audiometrico, indagine di primo livello per prevenire o diagnosticare tempestivamente eventuali disturbi uditivi e grazie alla quale si può misurare la funzionalità e la sensibilità uditiva dell’orecchio, diagnosticare una sordità, che può essere legata a una malattia, all’età o ancora all’esposizione a rumori di forte intensità. Questo esame permette anche di precisare l’intensità della sordità e di distinguere tra sordità di percezione (danno dell’orecchio interno) e sordità di trasmissione (che orienta la diagnosi verso un problema a livello dell’orecchio esterno o medio).
L’esame audiometrico non presenta alcun rischio ma richiede molta concentrazione da parte dell’operatore e una stretta collaborazione tecnico-paziente.
Due sono i tipi di test principali svolti dal tecnico audiometrista e prescritti dal medico otorinolaringoiatra: l’audiometria tonale e l’audiometria vocale. La prima permette di apprezzare la soglia di rilevabilità dei suoni mentre la seconda permette di valutare il livello di comprensione delle parole.
Quando ci si sottopone ad esame audiometrico, può essere anche necessario coprire l’orecchio non esaminato per evitare errori nei risultati e questa tecnica richiede molta destrezza, competenza ed esperienza; si rende necessaria nel caso in cui sia presente un’asimmetria uditiva tra un orecchio e l’altro.
L’audiometria tonale rappresenta l’esame di base dell’udito; poiché il suono raggiunge l’orecchio interno attraverso due differenti vie, aerea e ossea, l’audiometria tonale va a valutare entrambe. Attraverso la capacità del soggetto di recepire i suoni il tecnico audiometrista è in grado di valutare la funzionalità dell’orecchio esterno e dell’orecchio medio. Attraverso l’uso delle vibrazioni si valuta invece la funzionalità dell’orecchio interno. Un buon esame audiometrico tonale deve necessariamente analizzare le due vie di trasmissione poiché l’interpretazione delle curve permette di misurare differenti parametri tra cui il grado di perdita dell’udito e il tipo di sordità.
L’audiometria vocale spesso completa quella tonale e serve a confermare i risultati ottenuti con la prima indagine, per permettere una diagnosi più approfondita e più accurata. Il paziente indossa delle cuffie attraverso le quali ascolta una lista di parole predeterminate a intensità diversa e deve poi ripetere all’audiometrista la parola così come l’ha percepita. L’associazione tra esame audiometrico tonale e vocale può essere decisiva in certe patologie che interessano il sistema nervoso centrale, una su tutte il neurinoma dell’acustico. In questi casi, i due esami consentono di formulare una diagnosi più accurata per eventuali ulteriori accertamenti.
L’esame audiometrico, i cui risultati vengono trascritti su una curva detta audiogramma, non solo necessita di apparecchiature specifiche e di un esaminatore esperto, considerata la difficoltà di realizzazione di alcune indagini, ma anche di uno stretto piano di relazione tecnico-paziente soprattutto dal punto di vista comunicativo.

Le principali attività e competenze del tecnico audiometrista

  • raccolta di informazioni oggettive e soggettive del paziente e analisi dei bisogni di questi
  • esecuzione di test audiovestibolari, valutazione della capacità uditiva e del recupero funzionale dell’udito, analisi della funzionalità vestibolare
  • in caso di intervento riabilitativo, in collaborazione con l’otorinolaringoiatra, valutazione della gestione di detto intervento
  • osservazione e controllo degli interventi
  • educazione terapeutica
  • prevenzione.

In generale, sul piano delle competenze tecnico-professionali il tecnico audiometrista, tra l’altro, effettuata la valutazione specifica ha il compito di individuare la strategia tecnica più idonea informando il paziente e rapportandosi con questi e la sua famiglia; deve valutare il sistema uditivo e vestibolare stimando i risultati audiometrici; progettare programmi di prevenzione, effettuando screening così da evidenziare precocemente patologie dell’apparato uditivo, raccogliere scientificamente i dati dello screening; provvedere a programmi di formazione per i lavoratori esposti a rumore; scegliere la modalità riabilitativa più adatta, sollecitando il paziente a condividere i trattamenti e addestrandolo all’utilizzo di eventuali ausili protesici e/o impiantistici.
Più specificatamente, le competenze che contraddistinguono maggiormente questa figura professionale:

  • anamnesi del paziente e colloqui finalizzati all’identificazione dei bisogni diagnostici-strumentali e riabilitativi del soggetto attraverso la valutazione dei dati clinici considerando le modificazioni uditive, psico-acustiche, cognitive e funzionali e l’entità dei sintomi
  • nell’esecuzione di test, l’operatore deve informare il paziente circa le prove che verranno effettuate, accertandosi della giusta comprensione da parte di questi
  • preparazione dell’ambiente diagnostico e riabilitativo affinché siano garantite le condizioni ottimali per una stretta collaborazione paziente-operatore
  • esecuzione delle prove psico-acustiche ed elettrofisiologiche
  • valutazione della qualità delle prove eseguite
  • informare il medico circa i risultati ottenuti
  • valutazione di eventuali test suppletivi
  • definizione del programma terapeutico-riabilitativo d’accordo con il paziente e tenendo conto delle capacità cognitive, comunicative, emotive e funzionali di questi, proponendo le più adeguate e mirate modalità terapeutiche, di cura e riabilitazione del soggetto, definendo altresì gli obiettivi da raggiungere a breve, medio e lungo termine
  • valutazione di eventuali ausili per facilitare al massimo la vita quotidiana del paziente
  • verifica delle risposte al trattamento, annotando le modificazioni durante e al termine dell’intervento, apportando se necessario modifiche e correzioni
  • realizzazione di interventi di prevenzione terapeutica finalizzati all’autogestione e al trattamento della patologia.

Ma al di là del sapere propriamente tecnico che contraddistingue questo professionista, dotato sicuramente di una naturale predisposizione tecnica e scientifica alla professione, questi deve possedere competenze trasversali, ovvero qualità umane e personali imprescindibili allo svolgimento dell’attività, quali pazienza, sensibilità, disponibilità al rapporto interpersonale, capacità di entrare in contatto col paziente, promuovendone la sicurezza anche in collaborazione con altri profili professionali privilegiando il lavoro d’équipe.

Il profilo professionale del Tecnico Audiometrista

La figura del Tecnico Audiometrista è stata istituita con il D. M. n. 667 del settembre 1994.
Il Profilo professionale ne identifica le principali caratteristiche nonché gli ambiti di competenza e responsabilità. Come si legge nel Profilo, il tecnico audiometrista: “è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, svolge la propria attività nella prevenzione, valutazione e riabilitazione delle patologie del sistema uditivo e vestibolare, nel rispetto delle attribuzioni e delle competenze diagnostico-terapeutiche del medico.”
Quanto alle attività che il professionista svolge viene identificata “l’esecuzione di tutte le prove non invasive, psico-acustiche ed elettrofisiologiche di valutazione e misura del sistema uditivo e vestibolare ed alla riabilitazione dell’handicap conseguente a patologia dell’apparato uditivo e vestibolare.”
Tra gli ambiti di competenza e responsabilità, “Il tecnico audiometrista: opera, su prescrizione del medico, mediante atti professionali che implicano la piena responsabilità e la conseguente autonomia; collabora con altre figure professionali ai programmi di prevenzione e di riabilitazione delle sordità utilizzando tecniche e metodologie strumentali e protesiche.

Dove lavora un Tecnico Audiometrista?

Il terapista occupazionale può svolgere la sua attività professionale all’interno di strutture e ambiti professionali sanitari pubblici (ospedali e ambulatori di otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria) o privati (accreditati o convenzionati) e in tutti quei centri che offrano servizi di diagnostica audiovestibolare e correzione della sordità, studi privati (svolgendo la sua attività in collaborazione con il medico laringoiatra oppure svolgendo l’attività in autonomia, provvedendo all’esecuzione di test e riabilitazione vestibolare e della sordità), centri di riabilitazione, aziende che si occupano di protesi acustiche.
Può trovare impiego anche in ambito di Medicina del Lavoro occupandosi della valutazione e prevenzione dei danni provocati da rumore.

Concorsi pubblici per Tecnici Audiometristi: requisiti di ammissione

Come per tutte le altre professioni sanitarie, l’accesso nel Servizio Sanitario Nazionale, nelle Università e in altri Enti pubblici è sottoposto al superamento di un concorso pubblico. Per poter partecipare al concorso, è essenziale essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e dei seguenti requisiti specifici:

  • Laurea in Tecniche Audiometriche abilitante alla professione sanitaria di Tecnico di Audiometria, ovvero Diploma universitario di Tecnico Audiometrista, conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, abilitante all’esercizio della professione di Tecnico Audiometrista
  • iscrizione al relativo Albo professionale
  • conoscenza della lingua inglese o francese
  • conoscenza dei principali strumenti informatici.

Tali requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del bando di concorso.

Concorsi per Tecnici Audiometristi: le prove d’esame

Il concorso consiste in una prova scritta, una prova pratica e una prova orale.
Più nello specifico:

  • Prova scritta: verte su materie attinenti alla specifica professione di audiometrista con riferimento allo specifico ruolo dello stesso ricoperto nell’ambito dell’organizzazione sanitaria, nonché sulla legislazione e deontologia professionale. Può anche consistere nella soluzione di quesiti a risposta sintetica
  • Prova pratica (per i candidati che hanno superato la prova scritta): esecuzione di tecniche specifiche o predisposizione di atti connessi alla qualificazione professionale richiesta. Può consistere in una relazione scritta su metodiche di intervento del tecnico di audiometria ovvero sulla soluzione di quiz contenenti esplicitazioni di modalità di svolgimento delle attività di pertinenza
  • Prova orale (per i candidati che hanno superato la prova scritta e la prova pratica): verte sulle materie oggetto della prova scritta e della prova pratica, nonché su argomenti di legislazione sanitaria nazionale e regionale. Nel corso della prova orale viene verificata la conoscenza di elementi di informatica e della lingua inglese o francese, almeno a livello base.

Esempi di tracce ufficiali dei concorsi per Tecnici Audiometristi

Concludiamo fornendo qualche esempio di tracce ufficiali d’esame dei concorsi per tecnici audiometristi.
Esempi di quesiti per la prova scritta

  1. Il candidato indichi quali test, in un’ipoacusia neurosensoriale monolaterale, possono indirizzare la diagnosi verso l’identificazione di un problema cocleare o retrococleare.
  2. Il candidato descriva i sistemi che contribuiscono al controllo dell’equilibrio e con quali test possono essere indagati.

Esempi di quesiti per la prova pratica

  1. Il candidato descriva le tecniche obiettive per la misurazione della capacità uditiva nel bambino.
  2. Supponiamo di eseguire un ABR in soglia, partendo da 90 dB HL, in un’ipoacusia pantonale a 50 dB. Da quali elementi potremo distinguere un problema cocleare da un problema uditivo di natura trasmissiva?

Esempi di quesiti per la prova orale

  1. Test di audiometria soggettiva per la ricerca dell’adattamento uditivo.
  2. Protocollo dello screening uditivo neonatale.

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Di più sull’autore

Chiara De Martino

I libri sono passione e lavoro per me ed è raro che le due cose possano coincidere nella vita! Io son stata fortunata… ho trasformato quello che era un sogno in realtà. Mi occupo di traduzioni ed editing di testi di vario genere e da anni collaboro con la Casa Editrice Edises. Le mie fedeli compagne di “viaggio”? Una penna blu e una penna rossa…

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