Come diventare ottico: tutto quel che c’è da sapere sulla professione

La professione di ottico rientra nella categoria delle Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, settore che prevede il servizio di assistenza alle persone subordinato a quello di uno Specialista (in questo caso, del Medico Oculista).

Come si legge nell’articolo 12  del Testo Unico delle leggi sanitarie del 1934, infatti: “Gli ottici possono confezionare, apprestare e vendere direttamente al pubblico occhiali e lenti, soltanto su prescrizione del medico, a meno che si tratti di occhiali protettivi o correttivi dei difetti semplici di miopia e presbiopia, esclusi l’ipermetropia, l’astigmatismo e l’afachia. È in ogni caso consentito ai suddetti esercenti di fornire direttamente al pubblico e riparare, anche senza prescrizione medica, lenti ed occhiali, quando la persona che ne dà la commissione presenti loro le lenti o le parti delle medesime di cui chiede il ricambio o la riparazione”.

L’ottico, dunque, possiede le competenze necessarie per realizzare ogni tipo di soluzione ottica personalizzata e per confezionare e commercializzare ausili ottici, nel rispetto della normativa vigente.

Inoltre, la sua formazione lo rende in grado di riconoscere e valutare i difetti visivi con metodi oggettivi e soggettivi e proporre le soluzioni adeguate per i difetti semplici (miopia, presbiopia).

Come diventare ottico?

Sono diversi i percorsi formativi che è possibile seguire per diventare ottico:

  • diploma di Operatore Meccanico del Settore Ottico (Istituto Professionale per i Servizi Socio-Sanitari – Arti ausiliarie delle professioni sanitarie – Indirizzo Ottica).  Ad oggi, è il percorso più frequentemente scelto da chi intende esercitare questa professione. Questo iter prevede il ciclo di scuola superiore quinquennale statale o parificata, al termine del quale è necessario superare l’Esame di Stato d’indirizzo (la “Maturità”, per intenderci) e l’Esame di Stato di abilitazione (senza il quale non è possibile operare in autonomia).
  • scuola di ottico: Lla scuola di ottico è difatti un secondo diploma e prevede una formazione biennale post scuola secondaria/maturità in scuole/istituti a riconoscimento e regolamentazione regionale e struttura privata, con affine esame di abilitazione, che si conclude con il rilascio della Licenza di Abilitazione all’Esercizio dell’Arte Ausiliaria di Ottico;
  • laurea triennale in Ottica e Optometria (appartenente alla classe di Scienze e Tecnologie fisiche L30), che consente l’accesso diretto all’esame di abilitazione.

L’Esame di Abilitazione alla Professione

Come da Ordinanza “Giannini” del 2016, l’esame di abilitazione alla professione di ottico prevede prove scritte, pratiche e orali, con una commissione di docenti dell’istituto e tre membri esterni (che rappresentano il Ministero della Salute, la Regione, le Associazioni di categoria).

L’esame di abilitazione si conclude con il rilascio del Diploma Abilitante alla Professione di Ottico (validità illimitata, non è prevista iscrizione a collegi o simili).

Per accedere all’Esame di Abilitazione, è necessario essere in possesso di un diploma di scuola superiore e aver svolto un periodo di tirocinio presso un laboratorio privato.

Le prove d’esame

L’esame si articola in una prova scritta, una prova pratica e un colloquio. La valutazione finale è data dalla somma dei punteggi ottenuti nelle prove d’esame e dei crediti (l’esame si ritiene superato con un punteggio minimo di 60 punti su 100).

Le date d’esame vengono rese note annualmente dalle istituzioni interessate e vengono solitamente effettuati entro la prima metà del mese di ottobre.

La prova scritta verte su tematiche inerenti la professione di Ottico, come l’Ottica applicata, il Diritto e la pratica commerciale, la legislazione sociosanitaria.

La prova pratica, invece, è diretta a verificare le capacità tecniche e le competenze operative dei candidati.

Il colloquio, infine, abbraccia le discipline e le argomentazioni trattate nelle precedenti due prove.

In cosa consiste il lavoro dell’ottico?

I principali compiti dell’ottico sono:

  • realizzare ausili ottici su prescrizione del medico e nel rispetto della normativa vigente;
  • assistere tecnicamente il cliente, nel rispetto della prescrizione medica, nella selezione delle montature delle lenti oftalmiche sulla base delle caratteristiche fisiche, dell’occupazione e delle abitudini;
  • informare il cliente sull’uso della corretta manutenzione degli ausili ottici forniti;
  • misurare i parametri anatomici del paziente necessari all’assemblaggio degli ausili ottici;
  • utilizzare macchine computerizzate per sagomare le lenti e assemblarle nella montatura, in conformità con la prescrizione medica;
  • compilare e firmare il certificato di conformità degli ausili ottici nel rispetto della prescrizione oftalmica e delle norme vigenti;
  • definire la prescrizione oftalmica dei difetti semplici (miopia e presbiopia con esclusione della ipermetropia, astigmatismo e afachia);
  • aggiornare le proprie competenze relativamente alle innovazioni scientifiche e tecnologiche, nel rispetto della vigente normativa.

Dove lavora l’ottico?

L’ottico esercita la sua professione presso negozi di ottica, come dipendente o titolare dell’attività, ma può trovare impiego anche in aziende di strumentazione ottica, in imprese che producono dispositivi oftalmici e in laboratori di montaggio lenti.

Non è possibile gestire in autonomia un centro ottico, se l’esame di abilitazione alla professione non è stato sostenuto e superato.