Come diventare assistente sanitario: guida pratica

Pubblicato il 05 Novembre 2020 17:24

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Come diventare assistente sanitario: guida pratica

In quanto operatore delle professioni tecniche della prevenzione, l’assistente sanitario, nell’ambito delle responsabilità che gli competono, svolge con autonomia tecnico-professionale attività di prevenzione, verifica e controllo relativamente all’igiene e alla sicurezza ambientale in ambito domiciliare, scolastico e lavorativo, verifica e controllo dell’igiene degli alimenti e delle bevande, igiene e sanità pubblica nonché veterinaria.

L’attività dell’assistente sanitario si rivolge non solo al singolo ma, in un’ottica più vasta, alla famiglia e alla comunità, per le quali identifica i bisogni di salute intervenendo in tutte quelle situazioni che necessitano di programmi di prevenzione, educazione e recupero alla salute, attività che si esplica attraverso una costante vigilanza esercitata a livello territoriale in svariati ambiti: medicina sociale, ricerca epidemiologica, prevenzione, promozione, educazione e tutela dell’igiene e sanità pubblica e ambientale.

Occupandosi di prevenzione, il suo campo d’azione è molto vasto e articolato: dalla profilassi immunitaria all’esecuzione di inchieste epidemiologiche per l’identificazione di diverse malattie infettive, alle campagne di sensibilizzazione e adesione agli screening oncologici per la diagnosi precoce di alcuni tipi di tumori, agli interventi per rilevare e correggere abitudini e comportamenti nocivi per la salute.

Diventare Assistente Sanitario: il percorso formativo

Il corso di laurea in Assistenza Sanitaria appartiene alla classe delle lauree in Professioni sanitarie della Prevenzione, abilitante all’esercizio della professione e, come detto, forma operatori addetti alla prevenzione, promozione ed educazione della salute con particolare riferimento alle attività di prevenzione, igiene e sanità pubblica nei confronti di una vasta e svariata platea di utenti.

Come per tutte le professioni sanitarie, il raggiungimento delle competenze professionali si ottiene grazie a una formazione, al contempo, teorica e pratica, costituendo il tirocinio presso strutture pubbliche e private parte integrante e qualificante della formazione professionale. Alla didattica frontale si affianca quella interattiva che prevede lavori di gruppo, ricerca sul campo, apprendimento basato sulla risoluzione di problemi, e-learning, laboratori e seminari.

All’acquisizione di competenze propriamente professionali si affiancano competenze comportamentali imprescindibili, che includono quelle capacità comunicative e relazionali ottenibili durante l’arco della vita in contesti di educazione formale, non formale e informale: saper affrontare e risolvere i problemi, avere un atteggiamento orientato ai risultati, essere in grado di individuare soluzioni creative, potenziare l’autoapprendimento e l’aggiornamento continuo, interagire e lavorare in sinergia con il gruppo professionale e non.

Una salda preparazione nelle discipline di base permette allo studente, già dall’inizio del suo percorso formativo, un’attenta osservazione dei diversi contesti comunitari in riferimento alla vita quotidiana, professionale e istituzionale. Individuati gli aspetti bio-socio-ambientali e storico-culturali della comunità, grazie all’utilizzo di strumenti operativi quali interviste e questionari, lo studente sarà in grado di identificare, sulla base dei dati epidemiologici e socio-culturali in possesso, i fattori biologici e sociali di rischio presenti all’interno di una comunità. Imparerà dunque a elaborare, mettere in relazione e rendere noti gli elementi raccolti, oltre che eseguire e documentare una ricerca-studio sul territorio o comunità.

Il percorso formativo va poi approfondendosi consentendo allo studente di effettuare una corretta interpretazione del bisogno di salute, espresso o meno, attraverso tecniche operative quali colloquio individuale, di coppia, familiare e di gruppo. In tal senso, dovrà dimostrare di saper individuare e mettere in atto modalità operative di sostegno prendendo parte a programmi terapeutici che possono coinvolgere le varie realtà in cui l’assistente sanitario opera.


Saprà, inoltre, progettare e attuare interventi di risoluzione dei problemi avvalendosi della collaborazione di altri operatori sanitari, sociali, educativi nonché dei medici di base.

Poiché tra gli obiettivi formativi figurano la sorveglianza e vigilanza delle condizioni igienico-sanitarie e di rischio infettivo nei diversi contesti sociali quali famiglia, scuola, comunità assistite lo studente parteciperà a progetti di promozione e di educazione alla salute che comprendono l’analisi della richiesta, la definizione degli obiettivi, la programmazione, l’attuazione e la valutazione dei risultati.

Al termine del percorso formativo, lo studente dimostrerà di saper elaborare in autonomia un progetto di prevenzione, promozione ed educazione alla salute, dando altresì prova di possedere capacità organizzative, valutando la tipologia del bisogno e individuando il programma e la metodologia di intervento più adatti; di formulare un programma per la tutela della salute nei luoghi di lavoro; di applicare le metodologie psicopedagogiche in situazioni di disagio psicofisico. In tal modo, avrà acquisito una progressiva assunzione di responsabilità e di autonomia professionale che si traducono nella capacità di analisi, valutazione e gestione delle situazioni in cui è richiesto il suo intervento operativo.

Chi desidera proseguire gli studi universitari, può optare per la laurea magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione, master universitario di primo livello manageriale o professionale, corsi di perfezionamento.

Gli ambiti di competenza. Di cosa si occupa l’Assistente Sanitario?

Questo professionista svolge, come detto, la sua attività professionale nell’ambito della medicina pubblica, collaborando all’organizzazione e al buon funzionamento dei servizi sanitario-sociali statali, avvalendosi di strumenti operativi quali il colloquio, la visita domiciliare, le inchieste, l’educazione sanitaria individuale e collettiva.

L’acquisizione e il potenziamento di competenze di natura metodologica e strumentale riguardano l’ambito della ricerca e dell’osservazione in ambito sanitario, sociale e psicologico così da poter identificare i bisogni di salute del singolo e della comunità e i fattori biologici e sociali di rischio, così da poter progettare e impostare l’intervento preventivo, promozionale, educativo e di sostegno richiesto.

Più nello specifico, l’assistente sanitario si occupa di:

  • effettuare l’anamnesi familiare e personale per l’identificazione dei bisogni di salute
  • effettuare le vaccinazioni prescritte dal medico, valutando attentamente la situazione personale del soggetto e accertandosi che non vi siano controindicazioni temporanee o permanenti alla loro somministrazione
  • compilare e controllare i registri vaccinali e quelli inerenti altra documentazione sanitaria per la notifica di malattie infettive
  • pianificare interventi di tipo preventivo e di promozione della salute predisponendo il controllo, sia a livello individuale sia a livello collettivo, dell’attuazione di misure preventive delle malattie infettive, individuando modalità di comportamento per impedire la trasmissione di tali malattie
  • in ambito comunitario, attuare interventi di ispezione e vigilanza, controlli igienici di ambienti quali case, scuole, fabbriche e altre strutture collettive ponendo particolare attenzione ai servizi igienici e alle cucine, provvedendo a disinfestazioni e disinfezioni laddove necessario
  • raccogliere, elaborare e rendere noti i dati statistici e i documenti sanitari concernenti i diversi servizi
  • effettuare attività di prevenzione delle malattie cronico-degenerative per l’individuo, la famiglia e la comunità in generale garantendo il coordinamento multiprofessionale
  • formare il personale di supporto coinvolto nelle attività che lo vedono referente.

Dunque, in quanto professionista della prevenzione, l’assistente sanitario è impegnato nella prevenzione delle malattie infettive ma anche delle malattie cronico-degenerative e oncologiche.

Nel primo caso, l’attività preventiva si concretizza nella promozione della profilassi immunitaria, effettuando le sedute vaccinali in autonomia, ma anche nell’organizzare sul territorio di campagne vaccinali in linea con le disposizioni nazionali e regionali.

Sempre in ambito di prevenzione e contrasto alle patologie infettive, la sua attività si realizza attraverso le indagini epidemiologiche per le quali, accertato un caso di malattia infettiva e diffusiva segnalato all’Autorità competente di Igiene e Sanità Pubblica, l’assistente sanitario svolge l’inchiesta epidemiologica evidenziando i fattori specifici di rischio, promuovendo corrette misure preventive per i contatti e vigilando sugli aspetti igienici delle collettività, quindi sia nel contesto familiare sia in quello scolastico e in quello lavorativo. Tali azioni sono finalizzate a contenere la malattia infettiva segnalata per evitare che questa possa assumere carattere epidemico.

Nel secondo caso, l’assistente sanitario si occupa, in collaborazione con le altre figure professionali, di programmare e attuare progetti di prevenzione e promozione della salute per tutte le fasce d’età, educando alla prevenzione delle malattie cronico-degenerative (malattia cardiovascolare, diabete, in ambito di medicina del lavoro) e oncologiche, grazie all’organizzazione di campagne di screening per la diagnosi precoce dei tumori della mammella e della cervice uterina (mammografia e pap-test) o del colon.

Il profilo professionale dell’Assistente Sanitario

Con il D.M. del 17 gennaio 1997, n. 69 vengono stabiliti ambiti e competenze professionali dell’assistente sanitario, la sua figura e il suo relativo profilo professionale. In esso si legge:

“L’assistente sanitario è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale, è addetto alla prevenzione, alla promozione ed all’educazione per la salute.

L’attività dell’assistente sanitario è rivolta alla persona, alla famiglia e alla collettività; individua i bisogni di salute e le priorità di intervento preventivo, educativo e di recupero.

Nell’ambito delle proprie competenze:

  • identifica i bisogni di salute sulla base dei dati epidemiologici e socio-culturali, individua i fattori biologici e sociali di rischio ed è responsabile dell’attuazione e della soluzione e degli interventi che rientrano nell’ambito delle proprie competenze;
  • progetta, programma, attua e valuta gli interventi di educazione alla salute in tutte le fasi della vita della persona;
  • collabora alla definizione delle metodologie di comunicazione, ai programmi ed a campagne per la promozione e l’educazione sanitaria;
  • concorre alla formazione e all’aggiornamento degli operatori sanitari e scolastici per quanto concerne la metodologia dell’educazione sanitaria;
  • interviene nei programmi di pianificazione familiare e di educazione sanitaria, sessuale e socio-affettiva;
  • attua interventi specifici di sostegno alla famiglia, attiva risorse di rete anche in collaborazione con i medici di medicina generale ed altri operatori sul territorio e partecipa ai programmi di terapia per la famiglia;
  • sorveglia, per quanto di sua competenza, le condizioni igienico-sanitarie nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità assistite e controlla l’igiene dell’ambiente e del rischio infettivo;
  • relaziona e verbalizza alle autorità competenti e propone soluzioni operative;
  • opera nell’ambito dei Centri congiuntamente o in alternativa con i Servizi di educazione alla salute, negli uffici di relazione con il pubblico;
  • collabora, per quanto di sua competenza, agli interventi di promozione ed educazione alla salute nelle scuole;
  • partecipa alle iniziative di valutazione e miglioramento alla qualità delle prestazioni dei servizi sanitari rilevando, in particolare, i livelli di gradimento da parte degli utenti;
  • concorre alle iniziative dirette alla tutela dei diritti dei cittadini con particolare riferimento alla promozione della salute;
  • partecipa alle attività organizzate in forma dipartimentale, sia distrettuali che ospedaliere, con funzioni di raccordo interprofessionale, con particolare riguardo ai dipartimenti destinati a dare attuazione ai progetti-obiettivo individuati dalla programmazione sanitaria nazionale, regionale e locale;
  • svolge le proprie funzioni con autonomia professionale anche mediante l’uso di tecniche e strumenti specifici;
  • svolge attività didattico-formativa e di consulenza nei servizi, ove richiesta la sua competenza professionale;
  • agisce sia individualmente sia in collaborazione con altri operatori sanitari, sociali e scolastici, avvalendosi, ove necessario, dell’opera del personale di supporto.

Dove lavora un Assistente Sanitario?

L’assistente sanitario svolge la sua attività professionale all’interno di strutture pubbliche o private e, in generale, in tutti quei luoghi in cui vengono svolti progetti di studio e ricerca sulla salute, interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, attività di promozione e di educazione alla salute e di formazione di operatori sociali, scolastici e dei lavoratori.

In particolare, l’assistente sanitario può trovare impiego presso:

  • servizi di igiene e sanità pubblica (per esempio, centri vaccinali, di sorveglianza sanitaria, di inchieste epidemiologiche, di screening oncologici)
  • dipartimenti di prevenzione, per le cure primarie, per le attività socio-sanitarie integrate, per le dipendenze, per la salute mentale
  • centri di consulenza per i giovani
  • centri di accompagnamento alla nascita e materno-infantili
  • consultori per “Stranieri Temporaneamente Presenti”
  • centri di medicina preventiva, di medicina del lavoro, di medicina sportiva
  • servizi di igiene degli alimenti e nutrizione
  • servizi di vaccinazioni internazionali e medicina dei viaggi
  • direzioni sanitarie aziendali
  • istituti per la prevenzione e la ricerca in campo oncologico
  • uffici per la qualità delle aziende sanitarie
  • consultori familiari
  • istituti di detenzione

Come per tutte le altre professioni sanitarie, l’accesso nel Servizio Sanitario Nazionale, nelle Università e in altri Enti pubblici è sottoposto al superamento di un concorso pubblico.

Concorsi pubblici per Assistenti Sanitari: requisiti di ammissione

Per poter partecipare al concorso, è essenziale essere in possesso dei requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e dei seguenti requisiti specifici:

  • diploma di laurea di primo livello in Assistenza Sanitaria (classe delle lauree delle Professioni sanitarie della Prevenzione L/SNT4) ovvero diploma universitario di Assistente Sanitario conseguito ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni, ovvero diplomi e attestati conseguiti in base al precedente ordinamento e ritenuti equipollenti al diploma universitario ai fini dell’esercizio dell’attività professionale e dell’accesso ai pubblici uffici (D.M. 27 luglio 2000)
  • iscrizione all’Albo professionale
  • conoscenza della lingua inglese
  • conoscenze informatiche di base, ovvero dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse

Tali requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del bando di concorso.

Concorsi per Assistenti Sanitari: le prove d’esame

Il concorso consiste in una prova scritta, una prova pratica e una prova orale.

Più nello specifico:

  • Prova scritta: prevede un elaborato o la soluzione di quesiti a risposta sintetica o multipla su argomenti previsti nel piano di studi del corso di laurea e nel profilo professionale, in particolare: igiene ed epidemiologia, medicina del lavoro e medicina preventiva, educazione e promozione della salute, legislazione sanitaria e di ambito professionale.
  • Prova pratica (per i candidati che hanno superato la prova scritta): consiste, in generale, nell’indagine sulla conoscenza di strumenti connessi alla specificità professionale e/o nell’elaborazione o presentazione di un progetto di educazione e promozione della salute, e/o nella programmazione di interventi per la profilassi delle malattie infettive, rivolti al singolo, alla famiglia e alla collettività
  • Prova orale (per i candidati che hanno superato la prova scritta e la prova pratica): verte sulle materie oggetto della prova scritta e della prova pratica nonché sulla verifica della conoscenza di elementi di informatica e della conoscenza della lingua inglese.

Esempi di tracce ufficiali dei concorsi per Assistenti Sanitari

Concludiamo fornendo qualche esempio di tracce ufficiali d’esame dei concorsi per Assistenti Sanitari.

Esempi di quesiti per la prova scritta

  1. Il candidato elenchi almeno cinque azioni che l’Assistente Sanitario deve adottare a seguito di una notifica di malattia infettiva.
  2. Il candidato enunci sinteticamente il concetto di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Esempi di quesiti per la prova pratica

  1. A seguito della notifica di un caso di salmonella in un ospite di una struttura residenziale per anziani, viene attivata l’inchiesta epidemiologica. Descrivere le modalità di trasmissione della salmonella, quali dati devono essere raccolti subito dopo la segnalazione, gli obiettivi della raccolta dati, la modalità di gestione dei contatti e le misure di contenimento del rischio.
  2. Il candidato descriva le azioni che l’Assistente Sanitario adotta a seguito di una reazione avversa post-vaccinale immediata.

Esempi di quesiti per la prova orale

  1. Il candidato descriva almeno tre patologie a trasmissione aerea.
  2. Il candidato descriva lo stato di portatore sano.

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Di più sull’autore

Chiara De Martino

I libri sono passione e lavoro per me ed è raro che le due cose possano coincidere nella vita! Io son stata fortunata… ho trasformato quello che era un sogno in realtà. Mi occupo di traduzioni ed editing di testi di vario genere e da anni collaboro con la Casa Editrice Edises. Le mie fedeli compagne di “viaggio”? Una penna blu e una penna rossa…

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