Autoregolazione dell’attenzione e delle emozioni nell’apprendimento

L’autoregolazione dell’attenzione e delle emozioni a scuola: un esempio di traccia ufficiale svolta per il TFA

Ora che, in tutta Italia, si sono svolte le prove scritte per l’ammissione al TFA sostegno didattico, noi della redazione Edises vogliamo proporvi un esempio di svolgimento della traccia ufficiale che i candidati all’VIII ciclo della primaria presso l’Università di Catania hanno dovuto svolgere in sede d’esame proprio la settimana scorsa, dedicata all’autoregolazione dell’attenzione e delle emozioni a scuola e nel processo di apprendimento.

La traccia

L’autoregolazione dell’attenzione e delle emozioni è particolarmente importante per l’apprendimento e il successo a scuola. In questa direzione, il candidato argomenti, in non più di trentacinque righe, sul significato del termine, sugli autori di riferimento e sui tre fattori che influenzano l’abilità e la volontà: la conoscenza, la motivazione e l’autodisciplina (Università di Catania, VIII ciclo, scuola primaria).

L’autoregolazione dell’attenzione e delle emozioni a scuola: punti da sviluppare

  • concetto di autoregolazione, con riferimento alle funzioni cognitive di cui l’attenzione e l’emozione fanno parte
  • scuola come ambiente di apprendimento e importanza del successo scolastico nella maturazione dell’autostima
  • ruolo dell’attenzione e delle emozioni nell’apprendimento
  • l’importanza degli anni della scuola dell’infanzia nello sviluppo dell’autoregolazione
  • lo stadio preoperatorio di Piaget e il periodo dell’autocontrollo di Sroufe
  • l’autocontrollo e la motivazione secondo Goleman
  • concetto di competenza come “chiave” per l’autorealizzazione (riferimento a Maslow)
  • autoregolazione, autostima, motivazione e autodisciplina come soft skills
  • educazione emotiva e metacognizione

L’autoregolazione dell’attenzione e delle emozioni a scuola: svolgimento

A partire dai punti che abbiamo individuato sopra, vediamo un possibile svolgimento.

Il concetto di autoregolazione

La vita che viviamo su questo pianeta, insieme ad altri esseri umani come noi, è una continua interazione tra la nostra mente e il mondo esterno, dal quale riceviamo un gran numero di informazioni da memorizzare, integrare nella nostra struttura cognitiva ed elaborare, anche per dare una risposta agli stimoli che tali informazioni possono costituire per noi. Ogni giorno, quindi, l’interazione con l’ambiente ci richiede di regolare le nostre funzioni cognitive, come l’attenzione, l’emozione, il linguaggio, per dialogare con il mondo esterno e mettere in atto comportamenti efficaci per trovare un equilibrio.

Lo facciamo quando siamo chiamati a gestire una frustrazione, a concentrarci per svolgere un compito, a scegliere delle parole che possano esprimere ciò che pensiamo e a sostenere le nostre opinioni e idee senza offendere gli altri, ma piuttosto cercando con loro una collaborazione. In tutti questi casi e negli altri in cui regoliamo comportamenti, emozioni e altre funzioni cognitive, mettiamo in atto un processo che è fondamentale per la nostra esistenza, ovvero l’autoregolazione, un processo che ci permette, cioè, di interagire con l’ambiente liberamente per trovare un equilibrio tra il nostro mondo interno e quello esterno.

L’autoregolazione è dunque un processo centrale nella nostra vita in tutti i contesti – la famiglia, il gruppo dei pari, la scuola, il lavoro, la società civile nel suo complesso –, nei quali abbiamo molteplici occasioni di apprendere in maniera più o meno formale e nei più svariati ambiti della conoscenza e delle abilità. È dunque un processo fondamentale nell’apprendimento sul quale può avere effetti molto significativi.

L’importanza del successo scolastico per lo sviluppo dell’autostima

Se infatti, dal più ampio insieme di contesti in cui viviamo e possiamo apprendere, spostiamo l’attenzione sulla scuola, il luogo ufficialmente designato a farci apprendere all’interno di un contesto con precisi tempi e regole e condiviso con altre persone, risulta evidente che l’autoregolazione, in particolare di funzioni come l’attenzione e l’emozione, acquisisce un ruolo centrale per riuscire non solo ad apprendere, ma anche a raggiungere il successo scolastico che tanta parte svolge nel soddisfacimento di quello che, secondo Abraham Maslow, costituisce uno dei bisogni primari dell’essere umano, e cioè percepire la stima degli altri e maturare quella per se stessi.

L’importanza della regolazione dell’attenzione e delle emozioni nell’apprendimento

Essere in grado di regolare i propri processi attentivi, infatti, è fondamentale per riuscire a seguire una lezione per il tempo necessario o a condurre a termine un compito o a restare concentrati anche in presenza di stimoli che possono disturbare, come dei rumori per esempio, o dei compagni che non sono concentrati, o una lezione che non stimola il nostro interesse.

Allo stesso tempo, la capacità di regolare le nostre emozioni può tornarci molto utile sia nella negoziazione dei contenuti del nostro apprendimento, che può avvenire attraverso il confronto, lo scambio, la collaborazione con compagni e insegnanti, sia nella gestione di quelle emozioni che possono ostacolare l’apprendimento stesso, quali per esempio la paura, l’ansia, la rabbia, o invece favorirlo, per esempio la meraviglia, l’allegria, la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, cioè quell’autoefficacia che, secondo Albert Bandura, è tanto importante per rafforzare l’autostima e la motivazione e per favorire l’autorealizzazione.

L’autoregolazione nello sviluppo secondo Piaget e Sroufe

Importantissimo nello sviluppo dell’autoregolazione è il periodo della scuola dell’infanzia. Tra i 3 e i 6 anni il bambino è in quello stadio che Jean Piaget definisce “preoperatorio”, durante il quale sviluppa strutture mentali sempre più complesse che gli consentono di pensare simbolicamente e intuitivamente e di imitare sempre meglio i modelli che osserva nel suo ambiente.

Grazie a tali caratteristiche cognitive sempre più sviluppate, al confronto con i pari e all’ampliamento della sua esperienza oltre i confini della famiglia e della figura di attaccamento, il bambino è in grado di sviluppare una capacità di autoregolazione progressivamente più raffinata, in cui, pur non potendo ancora fare totalmente a meno dell’intervento dell’adulto, che può supportarlo, come uno “scaffold”, nella gestione di quelle situazioni in cui ancora non può fare da solo, il piccolo comincia a muoversi – fisicamente e metaforicamente – con un’autonomia sempre maggiore anche nella regolazione delle proprie funzioni.

Non a caso, è proprio negli anni prescolari, cioè precedenti all’ingresso nella scuola primaria, che Alan Sroufe colloca l’ottavo stadio dello sviluppo emotivo, ovvero quello in cui il bambino, avendo ormai sviluppato le emozioni di base emerse dal corredo emotivo indifferenziato con cui tutti noi nasciamo, matura quello che lo psicologo definisce “autocontrollo”.

In questo periodo, il bambino diventa progressivamente più abile nella gestione della frustrazione e nella modulazione dell’espressione emozionale e, nel tentativo di rendersi sempre più indipendente dall’adulto, è impegnato nell’interiorizzazione delle norme di controllo del comportamento, che gli consentiranno gradualmente di autodisciplinarsi, e nella conseguente gestione dei suoi impulsi. È il momento in cui, quindi, pur non essendo ancora del tutto capace di autoregolarsi compie i passi più significativi in questa capacità che svilupperà progressivamente negli anni successivi della scuola primaria e per tutta la sua vita.

L’autocontrollo e la motivazione secondo Goleman

La capacità di autocontrollo, infatti, non è una capacità che si definisce con determinate caratteristiche in un particolare momento del nostro sviluppo e resta lì, in quella forma e a quel livello, per tutto il resto della vita. Può essere invece allenata e potenziata, con lo scopo di renderla sempre più raffinata ed efficace nel consentirci di vivere in equilibrio con l’ambiente e con gli altri, proprio come tutte le altre abilità che, secondo Daniel Goleman, costituiscono gli elementi fondamentali per una buona competenza emotiva.

Una efficace capacità di autocontrollo emotivo, infatti, è, secondo Goleman, un elemento rivelatore importante di una intelligenza emotiva ben sviluppata, sebbene non sia l’unico, poiché una competenza elevata di autocontrollo presuppone una altrettanto elevata consapevolezza sulle emozioni che proviamo (autoconsapevolezza), ma anche di quelle che provano gli altri (empatia), tutte componenti che, operando insieme, ci permettono anche di dominare le emozioni altrui senza lasciarcene sopraffare e di sviluppare così una buona abilità sociale, come pure di gestire le emozioni che proviamo e riconosciamo in noi al fine di raggiungere un obiettivo, cioè di motivarci.

La motivazione è infatti un elemento fondamentale per il raggiungimento delle mete che ci poniamo e, per questa ragione, nel contesto dell’apprendimento scolastico, può fare la differenza tra un percorso faticoso e una storia di successo. Riuscire a non farci sopraffare da emozioni negative e a incanalare emozioni e stati d’animo positivi, come la speranza e l’ottimismo per esempio, ci dà l’energia per sostenere gli inevitabili e fisiologici sforzi insiti in qualsiasi obiettivo, un’energia capace di alimentarci nell’impegno fino al raggiungimento di ciò che desideriamo.

Autoregolazione, motivazione, autostima e autodisciplina come soft skills

Se ci soffermiamo allora sull’obiettivo principale della scuola di oggi, che è quello di farci acquisire delle competenze, cioè dei saperi agiti consapevolmente nei contesti e verificabili nell’esperienza, delle “chiavi” per accedere liberamente alle opportunità che la società e il mondo ci offrono e scegliere quelle che ci permettono di autorealizzarci, arrivando così a soddisfare il più alto dei bisogni primari individuati da Abraham Maslow, allora possiamo comprendere facilmente quanto possa essere centrale, nella conquista di tali competenze, la capacità di motivarci.

Se infatti l’obiettivo è diventare ciò che desideriamo e “possiamo” essere, la motivazione diventa un’energia potente capace di sostenerci nelle inevitabili difficoltà che dobbiamo affrontare mentre acquisiamo conoscenze e abilità e di rafforzare la nostra volontà. Non è un caso, dunque, se insieme all’autocontrollo, alla fiducia in noi stessi, alla capacità di autodisciplinarci, cioè di gestire i nostri impulsi, emozioni e altre funzioni cognitive indirizzandole a uno scopo, la motivazione rientra tra quelle “competenze trasversali” note come “soft skills” che possono influenzare la nostra performance quanto e, talvolta, in misura maggiore delle competenze più propriamente tecnico-teoriche definite “hard skills”.

Conclusioni

La scuola può fare moltissimo perché ciascuno di noi acquisisca tutte le competenze necessarie per consentirci di raggiungere la nostra realizzazione personale, soft o hard che siano. Può fare moltissimo per formare delle persone nella loro integrità di cognizione ed emozione, di sapere e abilità, di convergenza e divergenza. Può farlo fornendo contesti di apprendimento e contenuti significativi per gli studenti, stabilendo con loro una relazione educativa basata sull’ascolto e sul rispetto reciproco, investendo sulla loro educazione emotiva e abituandoli alla riflessione metacognitiva. Può farlo per suscitare il loro interesse, per agganciarli in un modo bello che non faccia desiderare loro di sganciarsi, almeno fin quando non avranno acquisito le competenze per spiccare il volo da soli, portando con sé il bagaglio culturale e umano che noi insegnanti e la comunità scolastica tutta avremo contribuito a costruire.

Preparati per la prova scritta con Edises

Questo esempio di traccia svolta è stato realizzato dalla nostra redazione per offrirti una possibile idea di svolgimento di prova ufficiale proposta nei precedenti concorsi di ammissione al TFA sostegno didattico. A partire dai nuclei concettuali proposti ed evidenziati nella prima parte dell’articolo, potrai tu stesso integrarli ed elaborare la tua traccia personale e così esercitarti in vista dell’imminente prova scritta.

Per altri esempi di svolgimento, ti consigliamo di consultare la sezione del blog Edises dedicata al TFA sostegno e di scoprire il nostro volume Tracce svolte per la prova scritta, di cui potete sfogliare gratuitamente l’indice seguendo il link qui sotto.

Prova scritta TFA sostegno

Il testo Tracce svolte per la prova scritta di EdiSES 2023 è aggiornato con le prove del VII ciclo.

I contenuti contengono spunti e suggerimenti su:

  • competenze socio-psico-pedagogiche
  • competenze su empatia e intelligenza emotiva
  • competenze su creatività e pensiero divergente
  • competenze organizzative.
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