Tecniche di memoria: alcune precisazioni metodologiche

Prendiamo spunto da alcuni commenti dati sulla nostra pagina Facebook in risposta alla pubblicazione dell’articolo sulle Tecniche di Memoria, per fugare alcune perplessità.

Ciò che cerchiamo di fare in questa sede è fornire consigli pratici finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo, senza alcun giudizio di merito.
In particolare sul metodo, per quanto già accennato nell’articolo, ci teniamo a precisare e ribadire con forza che il nostro consiglio, sin dall’inizio, è stato quello di puntare sullo studio e la comprensione dei modelli.

Chiaramente ciascuno ha il suo stile di apprendimento (e questo non dobbiamo spiegarlo proprio a voi!) dunque, ciò che per qualcuno è difficilissimo, per altri è un’attività semplice. Abbiamo seguito tante persone nella preparazione dei concorsi e sappiamo per esperienza che questo modello è particolarmente difficile da applicare per le persone molto razionali (una tragedia per gli ingegneri!) mentre è semplicissimo per le persone naturalmente creative.

Le tipologie di domande sulle quali risultano particolarmente utili le mnemotecniche sono le inferenze, le deduzioni, le negazioni e la comprensione dei brani (e per alcuni la logica numerica) cioè tutte le domande per le quali:
a) occorre troppo tempo per arrivare alla risposta mediante ragionamento (a maggior ragione se, come sembra, non sarà possibile usare carta e penna);
b) quelle che proprio non si capiscono (per esempio quelle che richiedono ragionamenti matematici per chi ha problemi con i calcoli).
Facciamo un esempio: se dico “E’ impossibile negare che sarebbe un errore affermare che se non fossi andato al cinema non si sarebbe verificato un evento” e poi vi chiedo di escludere delle alternative ed individuare la giusta conseguenza, probabilmente molti di voi sarebbero in grado di rispondere correttamente in primo luogo cercando di capire esattamente quali sono le premesse, qual è la condizione di partenza e poi cercando di valutare il nesso logico con tutte le alternative.

Ebbene, questa operazione, senza nemmeno l’ausilio di carta e penna per molti è difficilissima e per tutti è lunga, molto più lunga di associare mentalmente il termine “cinema” ad una delle parole univoche e caratterizzanti dell’alternativa corretta. Se dico che un organismo cellulare è in grado di raddoppiare la propria dimensione ogni tre giorni e chiedo quanti giorni saranno necessari perché si decuplichi, per qualcuno sarà una banalità (e non avrà bisogno di memorizzare alcunché), per altri l’unica strada se non si vuol lasciare la risposta in bianco, sarà associare l’organismo cellulare all’età del proprio figlio, cugino, conoscente… o ad una qualsiasi data facile da ricordare.

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Direttore didattico del settore formazione di EdiSES, è uno dei massimi esperti nella didattica orientata ai test.

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