Perché la Pimpa ci piace!

Un tuffo con Velia Imparato nel mondo pieno di emozioni del poetico cagnolino a pallini rossi

Foto di copertina di Velia Imparato: Perché la Pimpa mi piace! 

Norma, la mia bambina quattrenne, ha scoperto la Pimpa! E io l’ho ri-scoperta insieme a lei.

In effetti, la Pimpa è di un paio d’anni più vecchia di me, siamo nate entrambe nella seconda metà degli anni Settanta, ma in comune non abbiamo solo l’età e un papà tenero, comprensivo e incoraggiante. Ciò che me la fa sentire vicina è qualcosa di più intimo, è la sua fantasia.

Non c’è nulla che la Pimpa non possa fare con l’immaginazione e la spontaneità del suo cuore e, in questo senso, io spero di diventare sempre più come lei, anche quando di anni ne compiremo Cinquanta e poi Sessanta e ancora e ancora. Perché credo che la capacità di immaginare il mondo come lo vogliamo sia il primo strumento di cui ci appropriamo quando apriamo gli occhi ed è l’ultimo che mettiamo via quando li chiudiamo per sempre.

Non senza prima averlo usato e usato però! Tanto, il più possibile. E non solo per sognare, ma anche – soprattutto – per lasciare una traccia di noi nel mondo, per delineare i nostri obiettivi da raggiungere, anzi, costruire, giorno dopo giorno, con le nostre azioni. Poiché, e io ne sono proprio convinta, c’è molto che possiamo fare per trasformare la nostra immaginazione nella nostra realtà, una realtà migliore per noi e per chi ci seguirà.

Per questa ragione, ho chiesto alla mia amica Velia Imparato, che fin dal primo momento ha arricchito il blog Occhicielo con le sue testimonianze raccolte nel mondo della Scuola, di parlarci, attraverso il suo splendido cuore, proprio come ha fatto finora, di qualcosa di diverso, e cioè proprio della Pimpa, un personaggio che ci racconta un mondo bello, possibile, migliorabile. I bambini hanno bisogno di narrazioni positive. E anche noi!

Le cose sono andate così: qualche tempo fa, prima delle vacanze, le avevo chiesto – Velia, perché la Pimpa ci piace tanto?

E lei mi aveva dato una risposta bellissima, poetica, profonda. Dopo averla ascoltata, le ho detto – Scrivila, per favore! Voglio condividerla con i nostri amici di Occhicielo, sarà il nostro bentornato a casa, una riflessione per affrontare con ottimismo e positività il duro lavoro di un nuovo anno che inizia.

Detto fatto, eccola qua!

Perché la Pimpa mi piace di Velia Imparato

Quarant’anni e non sentirli, la Pimpa non invecchia! Piace ancora tanto ai bambini di oggi e di ieri, questo buffo personaggio a fumetti con il suo mondo colorato e allegro dove tutto è possibile. Un mondo immaginario, fantasioso, e tuttavia verosimile perché pensato con amore, coerente nella sua scrittura e realizzazione.

Nata dalla penna di Altan nel 1975, la Pimpa è una bella cagnolina a pallini rossi con lunghe orecchie, che ama giocare, divertirsi, fare scoperte, viaggiare, con sguardo positivo e fiducia nel prossimo si muove a suo agio ovunque, senza meravigliarsi di nulla. Tutto intorno a lei è animato, parla e vive di vita propria, gli oggetti, gli alberi, i fiori, la luna, le stelle, ogni cosa si confronta con la Pimpa e lei, sempre pronta, si mette alla prova e si adatta alle situazioni più improbabili.

La Pimpa e Armando dal sito del Museo Luzzati di Genova

La Pimpa e Armando dal sito del Museo Luzzati di Genova

Abita in una casetta in campagna con Armando, un papà più che un padrone, un curioso signore in giacca e cravatta, con il nasone e i baffi, che ha incontrato la cagnolina un giorno durante una passeggiata nei boschi per raccogliere le fragole. Colpito dalla sua simpatia, l’ha portata a casa e le ha dato una grande stanza tutta per sé. La convivenza si è rivelata molto piacevole per entrambi e, se qualche problema c’è, non è niente che non si possa risolvere, perché Armando è molto comprensivo, la sprona a essere attenta e non combinare guai dandole sempre fiducia, proprio come farebbe un buon papà.

Ed è ad Armando che la sera Pimpa racconta le sue magiche avventure. Si, perché seppure raccontate con semplicità e naturalezza, le avventure della Pimpa sono un po’ magiche… non hanno confini spazio-temporali, le distanze non esistono proprio e tantomeno il tempo! Con il razzo Egidio, Pimpa va tra le nuvole senza timori, e con la stessa facilità può attraversare fiumi, mari e continenti in pochi minuti e con qualsiasi mezzo di trasporto.

La Pimpa è generosa e condivide le sue cose anche a costo di qualche rinuncia… non si arrabbia se la torta che ha appena infornato sparisce perché il forno ha fame… e, se la luna in cielo è pallida perché dorme poco?, la Pimpa è pronta a offrirle il letto per farla riposare… e, se anche il lumetto sul comodino non può chiudere occhio pensando allo zio lampione sotto la pioggia?, la Pimpa lo accompagnerà per andare in suo aiuto con un bel thermos di latte caldo, cappello e cappotto.

Nella semplicità di questo mondo colorato, tutto succede perché è naturale che succeda, e non c’è traccia di banalità in queste storie, c’è buon senso, amore e condivisione, c’è la certezza che il sole tornerà a splendere domani e che la notte porterà ancora le stelle più belle… c’è tanta armonia in questo universo della Pimpa! Una possibilità di guardare con altri occhi la nostra realtà, di popolarla di cose belle e semplici perché alla Pimpa serve davvero poco per essere felice, e sicuramente non le serve niente che può essere comprato.

L’amicizia è un punto focale di questo variegato universo, la gatta Rosita, il coniglio Coniglietto, il pulcino Colombino, il cagnolino Tito e altri, compagni di viaggio e di avventure, insieme non c’è nulla che non si possa affrontare e risolvere. Insieme si può addirittura bucare l’asfalto con le scarpe chiodate facendo uscire tanti fiori che trasformano in breve l’autostrada in un grande prato fiorito. Che poi Armando arriverà a casa in ritardo perché deve guidare a zig-zag per non schiacciarli è veramente molto poco importante.

Empatica, partecipe dei sentimenti delle cose e degli amici, ci ricorda di guardare la realtà da più punti di vista, di metterci nei panni degli altri (a volte non solo in senso metaforico…), di porci delle domande. Si perché non ha nessuna verità da rivelare questa cagnolina, tutto quello che sa lo scopre con chi la legge o la guarda, con tanta voglia di imparare e nessun pregiudizio.

Per questo la Pimpa non invecchia, perché la fantasia non ha età, perché le cose belle non hanno sempre bisogno di tante spiegazioni, perché troppe parole a volte impoveriscono l’essenza stessa delle cose.

È vero, il mondo può sempre rivelarsi quel posto meraviglioso dove i sassi diventano fiori! E per fortuna la Pimpa ce lo ricorda. A noi adulti naturalmente, i bambini lo sanno già.

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Di più sull'autore

“Perché sono nato?” È questa La grande domanda che si pone Wolf Erlbruch. La risposta che ho trovato per me è: per vivere e condividere emozioni. Ho scoperto che non c’è strumento migliore delle parole per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso. Forse è per questo che le ho scelte per la mia professione. Tra le parole vivo, tra le parole lavoro, tra le parole navigo. Per scoprire, per trasmettere, per raccontare e aiutare a raccontare, esperienze, saperi e storie.

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