Le competenze come chiave del processo di apprendimento

Approfondimento a partire dalle Indicazioni Nazionali del Primo Ciclo

In base alle indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo di Istruzione del 2011 “Il ‘fare scuola’ oggi significa mettere in relazione la complessità di modi radicalmente nuovi di apprendimento […] significa curare e consolidare le competenze e i saperi di base, che sono irrinunciabili perché sono le fondamenta per l’uso consapevole del sapere diffuso e perché rendono precocemente effettiva ogni possibilità di apprendimento nel corso della vita. […] Ogni persona si trova nella ricorrente necessità di riorganizzare e reinventare i propri saperi, le proprie competenze e persino il proprio stesso lavoro.

Le tecniche e le competenze diventano obsolete nel volgere di pochi anni. Per questo l’obiettivo della scuola […] è quello di formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali, presenti e futuri”.

I concetti di competenza e di didattica per competenze nella pedagogia scolastica sono acquisizione recente, risalenti alla metà degli anni Novanta, così come proposti nei documenti dell’Unione Europea. Per introdurre e approfondire questo argomento, prenderemo spunto da alcune riflessioni scaturite da un Seminario di formazione sul tema “Insegnare per competenze” tenutosi a Pescara lo scorso aprile dal professore e formatore Federico Batini. Al seminario sono seguite sperimentazioni pratiche sul percorso formativo progettato.

Considerando come punto di inizio le Indicazioni Nazionali per il Primo Ciclo, nel corso del seminario sono stati affrontati temi chiave come i principali riferimenti normativi in vigore, i riferimenti per la valutazione, quelli per conoscere e prevenire la dispersione scolastica.  Tra gli argomenti esaminati figurano:

  • il percorso formativo dello studente fino al possesso delle abilità
  • cosa sono e perché utilizzare le competenze
  • in cosa consiste l’apprendimento per competenze

L’apprendente come individuo

Nelle Indicazioni Nazionali vengono definite le finalità del processo formativo, le competenze da sviluppare e gli obiettivi di apprendimento da conseguire. L’apprendimento basato sulle competenze, quelle di base e quelle trasversali, si focalizza sull’apprendente come individuo (“La formazione di importanti legami di gruppo non contraddice la scelta di porre la persona al centro dell’azione educativa, ma è al contrario condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di ognuno”).

Tale apprendimento fornisce opportunità per ogni individuo di sviluppare abilità e life skill, facendolo diventare soggetto attivo del proprio apprendimento in un processo continuo che duri tutto l’arco della vita.  Quale protagonista di questo processo, l’apprendente impara a riconoscere le competenze che deve padroneggiare  al fine di:

  • raggiungere degli obiettivi
  • progredire nel processo di apprendimento ed esplorarne le diverse opportunità
  • collaborare ad attività di apprendimento nella comunità tra pari e tra allievi e docenti
  • dar vita a prodotti dell’apprendimento e riflettere sui propri risultati di apprendimento
  • comprendere cosa sa padroneggiare, cosa deve ancora raggiungere e cosa migliorare

Il concetto di competenza è strettamente legato al processo di apprendimento, alla costruzione di situazioni di apprendimento ottimali, per i quali è il soggetto che apprende il vero centro del processo educativo, e non i contenuti o il “programma” scolastico. Ponendo al centro del processo di apprendimento il soggetto, ci si focalizza su obiettivi in linea con le più appropriate azioni didattiche, il che prevede un conseguente ribaltamento del ruolo stesso dell’insegnante e delle competenze e metacompetenze di cui ha bisogno. Questo perché l’efficacia o meno dell’insegnamento è strettamente legata alle competenze dell’insegnante.

L’insegnante competente è quello che riesce a creare un clima e condizioni ottimali in classe che favoriscano l’apprendimento degli alunni, non prescindendo mai naturalmente dalla conoscenza e padronanza dei contenuti proposti, predisponendo un’attenta pianificazione, sollecitando negli allievi la motivazione ad apprendere, dimostrando capacità comunicative, mostrandosi abile nella gestione della classe, e proponendo situazioni di criticità e conseguente risoluzione dei problemi.

Le competenze sono un modo per verificare che un apprendente abbia realmente imparato quanto previsto dagli obiettivi di apprendimento. Questi ultimi descrivono ciò che il soggetto dovrebbe essere in grado di raggiungere alla fine di un periodo di apprendimento. In pratica, gli obiettivi ci dicono ciò che vogliamo gli apprendenti sappiano e le competenze ci dicono come possiamo essere certi che le sappiano davvero.

Le competenze chiave per l’apprendimento permanente

Con la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, “Relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente”, l’Unione Europea ha definito le competenze chiave necessarie, raggruppandole in otto ambiti:

  1. comunicazione nella madre lingua
  2. comunicazione nelle lingue straniere
  3. competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia
  4. competenza digitale
  5. imparare ad imparare
  6. competenze sociali e civiche
  7. spirito di iniziativa e imprenditorialità
  8. consapevolezza ed espressione culturale

Tali competenze sono concepite come la base per la preparazione alla vita adulta e professionale e per continue occasioni di apprendimento (lifelong learning). Come si legge nella Raccomandazione, le competenze chiave sono quelle “di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione”. Si tratta, quindi, di competenze più ampie e trasversali, che non hanno direttamente a che fare con una situazione tipicamente di classe e sganciate dai programmi scolastici, ma comunque inerenti a conoscenze, abilità e attitudini.

Orientare i processi di apprendimento verso i bisogni e le motivazioni degli apprendenti non è certo una novità; tuttavia, imparare ad imparare oggi presenta una nuova sfida, perché è diventato più difficile per i soggetti identificare i loro bisogni, sia dal punto di vista emotivo sia cognitivo. In questo senso, è chiaro che le competenze chiave individuali da sole non bastano: esse devono necessariamente combinarsi tra loro, qualificando conoscenze, abilità e life skill che supportino e gratifichino lo sviluppo della personalità e consentano agli apprendenti e agli insegnanti di agire come motivatori e facilitatori del processo di apprendimento continuo.

Una competenza implica al contempo un “sapere” e un “saper fare”, perché le conoscenze non devono soltanto essere ripetute verbalmente, ma essere utilizzate come strumenti d’azione (problem solving) perché la conoscenza non ha bisogno di essere legata a qualcosa per poter essere spesa in uno specifico contesto di azione.

Appare dunque chiaro che il primo prodotto di un vero e profondo apprendimento è l’abilità di sapere come, perché e quando usare e trasferire la conoscenza, incluso la conoscenza dei contenuti, la capacità di porre domande, interrogarsi e risolvere problemi. L’apprendimento basato su competenze può essere valutabile per tutti gli stakeholders delle comunità di apprendimento nelle loro aree di competenza.

Le competenze di “cittadinanza italiana”

In Italia, le competenze di base definite dall’Unione Europea, a seguito del DM n. 139 del 22 agosto 2007, “Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione”, vengono formulate come otto competenze chiave di cittadinanza proprie di ogni soggetto al termine dell’obbligo dell’istruzione, quindi quelle che tutti gli studenti italiani devono acquisire entro i 16 anni.  Le otto competenze chiave di “cittadinanza italiana” sono:

  1. imparare ad imparare
  2. progettare
  3. comunicare
  4. collaborare e partecipare
  5. agire in modo autonomo e responsabile
  6. risolvere problemi
  7. individuare collegamenti e relazioni
  8. acquisire e interpretare l’informazione

Come anche sottolineato dal ministro Fioroni altrove, “il quadro normativo va nella direzione della necessaria integrazione dei saperi e delle competenze, che non devono essere considerate come una conoscenza riduttiva del “saper fare”; costituiscono, invece, quel saper fare ad ampio spettro che conferisce senso autentico e motivante alle cose apprese e utilizzate”. I saperi e le competenze per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione sono riferiti ai quattro assi culturali (dei linguaggi, matematico, scientifico–tecnologico, storico-sociale) quali fondamenta per la costruzione di percorsi di apprendimento volti all’acquisizione delle competenze chiave che preparino i giovani alla vita adulta e che costituiscano la base per rinsaldare, potenziare, accrescere saperi e competenze in un processo di apprendimento permanente, anche in vista della futura vita lavorativa.

Per approfondire, consulta i manuali

Volume unico per la Scuola dell’Infanzia e Primaria

best practice nella scuolaIl testo comprende una trattazione teorica delle competenze disciplinari, metodologiche e didattiche necessarie per svolgere la professione di insegnante, nonché strategie, buone prassi ed esempi di attività d’aula in contesti cooperativi.

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Avvertenze Generali

Avvertenze-generali

Aggiornato alla legge 107/2015 La Buona Scuola, il manuale è finalizzato ad una preparazione completa sulle competenze pedagogico-didattiche e sulla conoscenza del sistema scolastico così come previsto dalle Avvertenze Generali che costituiscono parte integrante dei programmi d’esame del Concorso Scuola 2016

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Di più sull'autore

I libri sono passione e lavoro per me ed è raro che le due cose possano coincidere nella vita! Io son stata fortunata… ho trasformato quello che era un sogno in realtà. Mi occupo di traduzioni ed editing di testi di vario genere e da anni collaboro con la Casa Editrice Edises. Le mie fedeli compagne di “viaggio”? Una penna blu e una penna rossa…

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