Il diagramma delle emozioni fa la differenza in aula

Lo sviluppo emotivo nella socializzazione

La gestione delle emozioni è un tema centrale nella riflessione pedagogica e didattica per l’influenza che le emozioni hanno sullo sviluppo dell’individuo. Il processo di sviluppo è infatti finalizzato all’adattamento all’ambiente, che passa attraverso la relazione con gli altri, quindi, la comunicazione e le emozioni.

Il processo di crescita emotiva è strettamente connesso allo sviluppo sociale, che conduce il bambino ad acquisire un’identità personale ben definita, a sviluppare la capacità di riconoscere le proprie emozioni e gestirle, nonché alla capacità di riconoscere le emozioni altrui e l’influenza che hanno nei rapporti interpersonali.

Nella relazione con gli altri (sviluppo affettivo e sociale), perciò nel processo di differenziazione tra sé e i suoi simili, il bambino scopre se stesso, le proprie caratteristiche identitarie, la coscienza di sé, il proprio universo emotivo, le sensazioni che prova, distinguendole tra interne e provenienti dall’esterno.

Il ruolo delle emozioni nel quotidiano

Le emozioni: quanto sono importanti nella formazione della propria personalità? Quanto incidono sulla consapevolezza di sé e degli altri? Quanto sono necessarie nel processo di apprendimento di ognuno di noi?

“Mi raccomando, tieni fuori dalla discussione le tue emozioni, razionalizza e rifletti”.
“Hai fallito perché hai avuto paura”.
“Non vi siete capiti perché hai esposto le tue ragioni con rabbia”.
“Ti sei fatto distrarre dalla troppa felicità e non hai vissuto la situazione razionalmente”.

Perché continuiamo a credere che la mente sia più importante del nostro cuore? Perché continuiamo a ritenere che le emozioni siano un ostacolo alla propria realizzazione? Perché la scuola continua a dare più importanza ai contenuti che a ciò che studenti e insegnanti avvertono di essere o di provare in un preciso istante?

Eppure, una buona formazione deve essere sempre in grado di operare su tre fronti: Sapere, Saper fare, Saper essere. Oggi più che mai, imparare a “essere” nelle diverse situazioni e relazioni è fondamentale.

“Se apri il tuo cuore,
se lasci spazio al flusso delle tue emozioni,
tutto inizia a scorrere in maniera più semplice e chiara.
I problemi che ti sembravano insormontabili
all’improvviso non esistono più.
La chiave per risolvere tutte le tue difficoltà…
è nascosta nel tuo cuore”

Usa il Cuore non la Testa, di Safi Nidiay. Per approfondire, leggi anche Il mondo delle emozioni coinvolge anche le Life Skills.

Il Mood Meter: cos’è e a cosa serve

diagramma delle emozioni

 

Immaginiamo di entrare in un’aula e di trovarci di fronte un cartellone come questo.

Il  Mood Meter (Diagramma delle emozioni) è un grafico cartesiano in cui è rappresentata, sull’asse delle ordinate (y) l’energia che si sente di avere (divisa tra bassa ed alta) e sull’asse delle ascisse (x), lo stato del proprio umore, le sensazioni su un continuum che va da spiacevole a piacevole.

I quattro quadranti colorati riflettono le emozioni che ogni studente e insegnante prova in quella giornata e le unisce a quelle degli altri.

  • Il quadrante rosso: rappresenta sensazioni sgradevoli ad alta energia, come rabbia, paura, ira, irritazione, nervosismo, sgomento. È lo stato che indica un’eccessiva eccitazione.
  • Il quadrante giallo: rappresenta sensazioni piacevoli ad alta energia, come felicità, gioia, entusiasmo, esaltazione, allegria. È la condizione migliore, opposta al blu.
  • Il quadrante blu: rappresenta sensazioni sgradevoli a bassa energia, come tristezza, malinconia, infelicità, noia, monotonia, stanchezza, senso di colpa, stress, demotivazione, bassa autostima. È lo stato peggiore, quello di totale apatia e negatività.
  • Il quadrante verde: rappresenta sensazioni piacevoli a bassa energia, come rilassatezza, distensione, speranza, pensieri positivi verso il futuro.

Il Mood Meter è uno strumento utile a comprendere i propri stati d’animo e quelli degli altri. Infatti, tutti sono chiamati a riempire il diagramma scrivendo su dei post-it il proprio nome e l’emozione provata in quel preciso momento e successivamente ad attaccare il post-it nel riquadro corrispondente.

Il Mood Meter è una sorta di viaggio introspettivo, nel proprio cuore e nella propria anima, ma nello stesso tempo è una polaroid dell’intera classe.

Questo strumento ha lo scopo di educare i ragazzi a comprendere le emozioni e nello stesso tempo, di offrire agli insegnanti un mezzo attraverso cui far elaborare ai propri studenti i loro stati d’animo.

È scientificamente provato che, gestendo le emozioni, si riescono a prevenire i litigi in classe e le situazioni d’ansia, andando a vantaggio dell’insegnamento, delle capacità di apprendimento e della possibilità di far emergere i potenziali di ogni singolo studente. È la possibilità di sviluppare empatia, pensiero critico ed Intelligenza Emotiva (IE).

L’Intelligenza Emotiva

Di Intelligenza Emotiva si è cominciato a parlare nel 1990, grazie ai contributi di Peter Salovey e Jack Meyer che la definivano come “La capacità di controllare i sentimenti e le emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”.

Il concetto di Intelligenza Emotiva è stato in seguito sistematizzato nel 1995, ad opera di Daniel Goleman, nel libro “Emotional Intelligence”, tradotto poi in italiano nel 1997 col titolo “Intelligenza emotiva che cos’è perché può renderci felici”. 

Grazie a questo libro anche in Italia il tema dell’intelligenza emotiva ha iniziato ad essere utilizzato e studiato sia in ambito psicologico che organizzativo/aziendale.

Il Mood Meter è, quindi, soltanto uno degli strumenti del “Metodo Ruler”, che ha come postulato di base il miglioramento della vita scolastica, perché si propone di introdurre una nuova alleanza tra intelligenza razionale ed intelligenza emotiva.

Ovvero quell’intelligenza che ci permette di comprendere i propri stati emozionali e quelli degli altri, identificarne cause e conseguenze, definirle con un vocabolario più vasto, esprimendole in modo appropriato nei vari contesti e gestendole per raggiungere i propri obiettivi.

Il Metodo Ruler

Il Metodo Ruler è stato messo a punto dal professor Marc Brackett e dal suo gruppo di ricercatori della Yale University ed è l’acronimo di:

  • Recognizing: riconoscere le emozioni nelle espressioni del volto, negli indizi vocali e nel linguaggio del corpo;
  • Understanding: comprendere le cause e le conseguenze delle emozioni;
  • Labeling: classificare l’intera gamma delle emozioni utilizzando un vocabolario ricco;
  • Expressing (esprimere): esprimere le emozioni in maniera appropriata nei vari contesti;
  • Regulating (gestire le emozioni): regolare le emozioni efficacemente per avere relazioni sane e raggiungere gli obiettivi.

Il Metodo Ruler propone una serie di attività e di strumenti che hanno portato ad un aumento dell’11% nei rendimenti, del 19% nell’impegno e a un calo del 17% nei problemi di comportamento in quanto, migliorando il clima in classe e favorendo una maggiore partecipazione, empatia e fiducia tra le persone, diviene un mezzo di contrasto e di prevenzione al bullismo, all’uso di alcol e di droghe, all’ansia, all’iperattività e alla distrazione.

Fanno parte del Metodo Ruler anche:

  • Il contratto emozionale, che impegna per iscritto ragazzi, insegnanti e genitori a dare la giusta importanza a quello che provano per creare un ambiente di vita migliore;
  • I meta-momenti, cioè i momenti in cui ognuno ragiona, trovando le parole migliori, sulle proprie emozioni, sulle loro cause, su cosa comporterà il restare di un certo umore. È la fase in cui si sviluppano strategie per migliorare le pratiche riflessive e le abilità di risoluzione dei problemi e di gestione delle emozioni;
  • Il blueprint, un questionario per dirimere i conflitti che viene somministrato in caso di litigio tra due studenti con la consegna da parte dell’insegnate di rispondere alle domande del questionario, esplicitando così le ragioni emotive del conflitto. Le risposte di uno vengono poi fatte conoscere all’altro, e questo permette a entrambi di capire il punto di vista dell’avversario. Si è riscontrato chiaramente, nelle scuole dove si è utilizzato il blueprint, che i bulli e le loro vittime erano portati a riflettere su ragioni e conseguenze dei loro comportamenti, riducendo aggressività ed ostilità.

Nel 2009,  Laura Artusio, ricercatrice dell’Università di Firenze, ha studiato il Metodo Ruler a Yale per 6 mesi, facendolo poi approdare in Italia nel 2013, in forma sperimentale, presso gli Istituti Comprensivi “Le Cure” e “Pieraccini” di Firenze.

Grazie al lavoro e all’impegno della dottoressa Artusio è nato Per Lab,  una start-up innovativa spin-off dell’Università degli Studi di Firenze che opera in partnership con il Yale Center for Emotional Intelligence della Yale University.

In accordo con l’affermazione aristotelica “Educare la mente senza educare il cuore non è affatto educare”, la dott.ssa Artusio sostiene che sarebbe una buona occasione per le scuole italiane l’introduzione tra le materie didattiche di una nuova lingua: quella basata sulle emozioni.

Per approfondire i temi legati alle competenze relazionali dei docenti e l’educazione alle emozioni

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Di più sull'autore

Psicologa-psicoterapeuta, lavoro nell'ambito della formazione da diversi anni.

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