Guida pratica ai concorsi pubblici

Lavorare nel settore pubblico: ambiti professionali, tipologie di concorso e linee guida

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge

Così recita l’ultimo comma dell’articolo 97 della Costituzione che impone alle amministrazioni di utilizzare una procedura di selezione dei propri dipendenti quanto più imparziale e trasparente possibile, consentendo allo stesso tempo di reclutare le migliori risorse disponibili attraverso una sana competizione tra i vari concorrenti. Con il senno di poi qualcuno potrebbe dire che lo scopo non è stato raggiunto, soprattutto in termini di imparzialità e trasparenza, ma ciò non toglie che l’obiettivo fosse del tutto condivisibile.

I concorsi pubblici, quindi, rappresentano ancora oggi un’importante modalità di inserimento nel mondo del lavoro e consentono di lavorare nel settore pubblico con contratti a tempo indeterminato, determinato, part-time o con assegni di ricerca.

Si tratta di procedure con le quali le amministrazioni statali e altri enti pubblici inseriscono nuove figure professionali tra i propri dipendenti dopo aver valutato i titoli posseduti e l’esito delle varie prove previste (preselettiva, scritta e colloquio finale).

È bene chiarire subito che esistono delle eccezioni, stabilite dalla legge, all’assunzione tramite concorso pubblico: non è, infatti, previsto per le qualifiche dove non serve uno specifico titolo di studio (si attinge direttamente dagli elenchi dei Centri per l’impiego) e per le assunzioni attraverso forme flessibili di impiego (part time, tirocini ecc.).

Le amministrazioni che assumono

L’espressione amministrazioni ed enti pubblici è molto generica e include tantissimi soggetti. Per questo motivo nella Gazzetta ufficiale i bandi sono suddivisi nelle seguenti sezioni:

  • amministrazioni centrali, dove sono pubblicati quelli indetti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai vari Ministeri. È la sezione più importante perché normalmente ci sono i concorsi più importanti, soprattutto in come numero di posti. Sono inclusi anche quelli per l’accesso alle varie forze di polizia (competente il Ministero dell’interno), per le forze armate (competente il Ministero della difesa) oppure nella scuola (competente il Ministero dell’istruzione). Attenzione: se il Ministero affida ad un ente terzo la gestione del concorso (ad esempio al Ripam, come è accaduto per i 500 funzionari MIBACT), la notizia non si troverà in questa sezione ma nella successiva intitolata “altri enti”;
  • enti pubblici statali. Raccoglie bandi di numerosi enti che fanno parte della pubblica amministrazione (Consiglio nazionale delle ricerche, CNR, Agenzie varie);
  • università e altri istituti di istruzione. In prevalenza include bandi per posti di docenti e ricercatori universitari, ma talvolta sono riportati anche concorsi per personale amministrativo;
  • enti locali. Comprende le selezioni avviate dai diversi enti territoriali, in particolare Comuni, Unioni di Comuni e Regioni. I profili più ricercati sono quelli di agente di polizia municipale, insegnanti negli asilo nido e scuola dell’infanzia e personale addetto alle vari settori di attività degli enti locali: amministrativo, contabile, tecnico, servizi sociali e culturali;
  • aziende sanitarie locali e altre istituzioni sanitarie. Include i bandi delle ASL e delle Aziende ospedaliere, ma anche quelli di istituti di cura e ricovero per anziani o delle Ipab. I profili maggiormente richiesti sono quelli di infermiere, operatore socio-sanitario, tecnici di laboratorio, collaboratori amministrativi e dirigenti medici;
  • altri enti. Si tratta di una sezione residuale nella quale trovano spazio i bandi di numerosi enti, agenzie, istituti, ordini professionali ecc. Non è da sottovalutare perché spesso sono riportate anche informazioni su concorsi di particolare importanza la cui gestione è affidata dai Ministeri ad altri soggetti; in particolare le notizie sui concorsi gestiti dal Ripam.

Potrebbe interessarti la lettura delle nostre guide alle professioni.

La Gazzetta ufficiale della serie concorsi si chiude con una sezione “Diari e avvisi” che raccoglie tutte le notizie di particolare rilevanza successive alla pubblicazione del bando: data delle prove, eventuali rinvii delle stesse, pubblicazione di banche dati ufficiali ecc.

La serie Concorsi della Gazzetta ufficiale (4a serie speciale) è pubblicata due volte la settimana, il martedì e il venerdì. Per conoscere le scadenze dei principali concorsi in atto consulta il nostro calendario.

Il bando di concorso

Il concorso pubblico è regolamentato da un bando.
Quest’ultimo rappresenta una vera e propria guida dettagliata di come dovrà svolgersi l’intera procedura concorsuale e stabilisce:

  • tipologia di incarico
  • requisiti richiesti
  • i titoli che possono garantire un punteggio aggiuntivo
  • modalità e termini di presentazione della domanda di partecipazione
  • prove di preselezione e selezione
  • criteri di valutazione
  • modalità di inserimento dei vincitori del concorso

Leggere attentamente il bando di concorso è il primo passo per una buona riuscita del concorso stesso. Un’errata presentazione delle domanda, ad esempio, è motivo di esclusione. Nel bando di concorso troviamo inoltre tutte le indicazioni sulle prove di selezione e sulle materie che saranno oggetto di valutazione.

I bandi di concorso sono pubblicati su Bollettini Ufficiali Regionali e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (www.gazzettaufficiale.it). Consultare regolarmente tali fonti permette di venire a conoscenza per tempo di quei concorsi ai quali possiamo partecipare.

Con quale titolo di studio si può partecipare ad un concorso?

Il titolo di studio è un requisito necessario per la partecipazione ad un concorso pubblico. Vi sono concorsi per diplomati, per laureati e per specifiche qualifiche professionali. È importante verificare se si è in possesso del titolo di studio richiesto, soprattutto nel caso in cui sia possibile partecipare anche con titoli equipollenti.

Per sapere cosa sono i titoli equipollenti consulta il sito del MIUR.

È previsto un limite di età?

Per la partecipazione ad un concorso pubblico può essere stabilito anche un limite di età. Questo succede per alcuni settori professionali come le forze dell’ordine
Leggi di più sui limiti di età.

La presentazione della domanda e la commissione d’esame

La domanda per un concorso pubblico normalmente va presentata entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando. Poiché l’amministrazione che bandisce il concorso non sa, al momento della redazione del bando, quando sarà pubblicato in Gazzetta, non è mai riportata una data specifica entro la quale presentare la domanda.
La formula sarà sempre “entro 30 giorni dalla pubblicazione…”. Un aiuto viene dalla stessa Gazzetta che, accanto a ciascun concorso, indica la data ultima per iscriversi.

Per la presentazione della domanda si è definitivamente abbandonato il sistema dell’invio della classica raccomandata cartacea e sono state introdotte procedure di iscrizione online che sicuramente facilitano la vita a chi vuole partecipare al concorso.

Attenzione però: è meglio evitare di mettersi davanti al computer negli ultimi giorni in quanto spesso si verificano blocchi del sistema telematico che deve ricevere le domande. E poi ricordatevi di pagare l’eventuale tassa di iscrizione con largo anticipo rispetto alla compilazione della domanda; quasi sempre è richiesto l’inserimento degli estremi del versamento effettuato.

Scaduto il termine di presentazione della domanda, prima dell’avvio delle prove, è nominata e resa pubblica la commissione d’esame. È la prima comunicazione ufficiale destinata ai partecipanti al concorso.

Le prove di concorso

I concorsi pubblici prevedono le seguenti fasi di selezione:

  • preselezione (eventuale)
  • prova scritta
  • prova pratica (per alcune tipologie di concorso)
  • prova orale

La preselezione

La preselezione è contemplata nel caso in cui il numero delle domande presentate sia elevato, pari ad un multiplo (cinque volte, sei volte ecc.) dei posti a concorso. La prova preselettiva consiste nella risoluzione di quiz a risposta multipla e/o nella stesura di risposte sintetiche a domande aperte. I quesiti a risposta multipla possono essere di logica e cultura generale oppure riguardare le materie delle successive prove.

In qualche caso (vedi concorsi nell’Agenzia delle Entrate) le prove preselettive possono essere due: quella con test logico-attitudinali e quella con quesiti su discipline professionali. Il superamento della preselezione è requisito essenziale per essere ammessi alle successive fasi della selezione.

Molti concorsi (ma non tutti) prevedono la pubblicazione in anticipo della banca dati dalla quale saranno estratti i quesiti proposti in sede d’esame. Di regola è diffusa 45 giorni prima dello svolgimento della preselezione e normalmente riporta sempre la prima risposta come quella esatta; per esercitarsi, quindi, serve a ben poco anche se online sono reperibili software che provvedono a “miscelare” le risposte e consentono di simulare una reale prova preselettiva.

Non è un mistero che la preselezione ha lo scopo di “scremare” i candidati che proseguiranno nella selezione. Per questo motivo il bando quasi sempre stabilisce che saranno ammessi alla successiva prova scritta solo un numero limitato di candidati, in genere un multiplo dei posti a concorso (ad esempio per un concorso con 500 posti passano alla fase scritta solo i primi 2500, più tutti quelli che hanno avuto lo stesso punteggio dell’ultimo classificato).

La prova scritta

La prova scritta può consistere in un elaborato, in domande a risposta chiusa o in quesiti a risposta sintetica. Le materie oggetto della prova scritta sono indicate nel bando e fanno riferimento al tipo di professione a concorso.

Nel primo caso (elaborato) si tratta di presentare un tema su argomenti indicati dalla Commissione d’esame. Un consiglio: evitate di scrivere troppo. Due o al massimo tre facciate sono più che sufficienti. Quello che la Commissione richiede non è la conoscenza enciclopedica dell’argomento ma la capacità si saperlo inquadrare e spiegare in modo chiaro e diretto.

Nel secondo (domande a risposta chiusa) si tratta di una sostanziale ripetizione della prova preselettiva, con la somministrazione di una domanda e la presentazione di 3 o 4 alternative di risposta, una sola delle quali è corretta. In alcuni concorsi la differenza tra preselettiva e prova scritta a risposta chiusa è data dal fatto che nella prima si somministrano quesiti di tipo logico-attitudinale mentre nella seconda sono proposti test su materie professionali.

La terza tipologia di prova (domande a risposta aperta) chiede di rispondere a delle domande attraverso la stesura di “mini-temi”, delle brevi trattazioni che non dovrebbero mai superare i 10/20 righi. Talvolta è la stessa procedura concorsuale che fornisce lo spazio massimo a disposizione per la risposta.

Superare la prova scritta: guida pratica alla stesura di un elaborato

Scarica il file gratuitamente
scarica pdf

La prova pratica

La prova pratica è prevista per alcune tipologie di concorsi, nel settore sanitario o in quello per agente di polizia municipale, ad esempio. Per essere ammessi alla prova pratica è necessario ottenere il punteggio minimo alla prova scritta.

La prova pratica consiste nell’esecuzione di tecniche specifiche, nella predisposizione di azioni connesse alla professione a concorso (stesura di un verbale, di un atto, ecc.) o in procedure tecniche di base da riordinare secondo una precisa sequenza.

La prova orale

L’ammissione alla prova orale è subordinata al superamento della prova pratica, se prevista, altrimenti della prova scritta. Si tratta sostanzialmente di un colloquio su materie oggetto della prova scritta e della eventuale prova pratica e prevede anche l’accertamento di competenze informatiche e la verifica della conoscenza di una lingua straniera a scelta. In alcuni casi la verifica della lingua è effettuata attraverso l’inserimento di domande specifiche nelle precedenti prove.

Il corso-concorso e il tirocinio professionale

Alcuni concorsi pubblici, per qualifiche molto elevate, impongono di partecipare ad un corso di formazione prima di sostenere la prova orale finale. La durata del corso è variabile, la frequenza è obbligatoria ed è previsto il pagamento di un’indennità.

La formula del corso-concorso (anche se sarebbe più corretto parlare di concorso-corso) è adottata per le qualifiche dirigenziali (ad esempio Dirigente Scolastico) e dall’Agenzia delle entrate. Il numero degli ammessi al corso è generalmente superiore a quello dei posti banditi allo scopo di coprire eventuali abbandoni durante lo svolgimento del periodo di formazione.

Le prove di efficienza fisica e gli accertamenti psico-fisici e attitudinali

Per i concorsi banditi dalle forze armate e di polizia il bando prevede il superamento anche delle prove di efficienza fisica, degli accertamenti psico-fisici e degli accertamenti attitudinali.

Le prove di efficienza fisica prevedono l’esecuzione in sequenza e in tempi predeterminati di questi esercizi: corsa, salto in alto, sollevamento alla sbarra. I candidati devono successivamente superare gli accertamenti psico-fisici, che consistono in una visita medica generale.

Si passa poi agli accertamenti attitudinali costituiti da test intellettivi, per valutare le capacità di ragionamento, test di personalità e questionario biografico, per acquisire elementi circa il carattere, le inclinazioni e le esperienze di vita passata e presente e un colloquio, per un esame diretto dei candidati, alla luce delle risultanze dei predetti test.

Come prepararsi per un concorso pubblico

Hai mai partecipato ad un concorso pubblico? O hai mai pensato di parteciparvi?

La complessità e i tempi lunghi dei concorsi pubblici ed il notevole impegno richiesto nella preparazione possono essere motivi che portano a rinunciare in partenza alla partecipazione. Sicuramente vincere un concorso pubblico non è semplice, ma uno studio programmato ed un buon livello di preparazione rappresentano una buona probabilità di superamento delle prove di selezione.

È fondamentale uno studio attraverso testi specifici che guidano nell’approfondimento delle discipline, puntando sui temi che sono maggiormente oggetto di valutazione nell’ambito della stessa tipologia di concorso.

Per molti concorsi pubblici vi sono delle materie giuridiche richieste quasi sempre: diritto costituzionale, diritto amministrativo e diritto civile. Sarebbe buona norma effettuare uno studio costante di queste discipline e tenersi sempre aggiornati.

Anche una “rinfrescatina” al proprio inglese non guasta; con dei quiz o attraverso un colloquio una verifica ci sarà sempre. Per la verità la regola è che si possa scegliere tra più lingue (inglese, francese, spagnolo e tedesco) ma non mancano concorsi nei quali la lingua di Shakespeare era l’unica opzione possibile (ad esempio concorso per 500 Funzionari nel Mibact).

Per la prova preselettiva è di estrema importanza un esercizio continuo nello svolgimento di prove a quiz. I testi di supporto offrono una vasta gamma di esercitazioni estrapolate o formulate sulla base delle prove ufficiali dei concorsi già tenuti. Esistono, inoltre, numerosi simulatori, spesso gratuiti o previa semplice registrazione, che consentono di esercitarsi online sulle singole discipline.

Se è prevista la pubblicazione della banca dati sarà utile scaricarla e leggere la tipologia di domande che vi sono riportate. Tentare di memorizzarle tutte è impresa titanica, ma capire quali sono gli argomenti maggiormente richiesti e qual è il grado di approfondimento dei quesiti può risultare molto utile.

Per la prova scritta che prevede elaborati o risposte sintetiche il consiglio è quello di non essere troppo prolissi e utilizzare uno stile di scrittura diretto ed essenziale. I commissari, che devono controllare centinaia di temi, non sono molto ben disposti verso testi di 5, 6 o più facciate. Per le risposte sintetiche, poi, lo scopo è proprio quello di “compendiare” la trattazione; inutile, quindi, dilungarsi troppo in particolari e magari esaurire lo spazio senza aver inserito le nozioni essenziali.

Per la prova orale non ci sono molti consigli da dare. Già arrivarci è una quasi vittoria. E quasi sempre quello che si è studiato per le prove precedenti è sufficiente anche ad affrontare l’ultimo step. Se, poi, la prova è preceduta da un corso di formazione diventa una mera formalità. L’importante è non fare disastri.

Per una preparazione completa ed efficace a tutte le prove consulta il nostro catalogo di pubblicazioni dedicate ai concorsi pubblici

Commenta con Facebook

Di più sull'autore

Potrebbe interessarti:

Come diventare Dirigenti Scolastici

Il Dirigente Scolastico è una figura professionale che ha acquisito maggiore autonomia in seguito alla riforma della scuola, diventando un vero e proprio manager ...

Guida ai concorsi per funzionario amministrativo-tributario Agenzia delle Entrate

Consulta i testi dedicati ai concorsi agenzia delle entrate   Nel mese di marzo l’Agenzia delle Entrate ha iniziato il lungo e complesso iter ...

COMMENTA

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi