Il concorso per Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA): le ultime notizie

Il bando sarà pubblicato entro il 2018, probabilmente per ricoprire circa 1700 posti
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Insieme al Dirigente scolastico è la figura più importante di qualunque struttura scolastica, crocevia di mille attività collaterali a quelle didattiche e al centro di decisioni di fondamentale importanza per la vita dell’istituto.
Stiamo parlando del Direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA), un titolo particolarmente complicato per indicare una figura che si pone al vertice del personale ATA e che spesso assume il ruolo di vero e proprio “amministratore delegato” di quelle complesse strutture che sono diventate le istituzioni scolastiche.

Attualmente circa il 20% delle scuole italiane sono prive di questa figura. Le sue attività sono svolte con un incarico specifico conferito a un Assistente amministrativo (appartenente al profilo professionale dell’area C). Si stima che il numero di posizioni vacanti siano oltre 1500.

Nel 2017 il Ministero aveva previsto l’immissione in ruolo di 761 DSGA, posizioni che non sono state ricoperte da Assistenti Amministrativi per mancanza di soggetti idonei, anche perché l’ultima graduatoria dalla quale attingere risale al 2000.

Con la legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) il Ministero si è impegnato a colmare definitivamente questo vuoto d’organico. Al comma 335, infatti, si afferma che “è bandito entro il 2018, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, un concorso pubblico per l’assunzione di direttori dei servizi generali ed amministrativi, nei limiti delle facoltà assunzionali ai sensi dell’articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449”.

Consulta le nostre pubblicazioni per il concorso DSGA

Potrebbe interessarti anche: manuale per il concorso 253 funzionari MIUR (le materie di studio sono le stesse del concorso per DSGA)

Il ruolo e le attività del DSGA

Quale sia il ruolo del DSGA è ben chiarito nella tabella dei profili professionali del personale ATA allegato al contratto collettivo della scuola. Per l’area D (nella quale confluisce il solo profilo di DSGA) si specifica che il soggetto addetto a tali mansioni

sovrintende, con autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l’organizzazione svolgendo funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti, al personale ATA, posto alle sue dirette dipendenze.

Il DSGA, quindi, si pone al vertice della struttura scolastica per tutte quelle attività non direttamente riconducibili alla didattica e costituisce il primo referente di tutto il personale non docente dell’istituto al quale è preposto.

Sempre nella tabella sui profili professionali sono meglio dettagliati i compiti del Dirigente, specificando che tale figura:

  • organizza autonomamente l’attività del personale ATA nell’ambito delle direttive del Dirigente scolastico
  • attribuisce al personale ATA, nell’ambito del piano delle attività, incarichi di natura organizzativa e le prestazioni eccedenti l’orario d’obbligo, quando necessario
  • svolge con autonomia operativa e responsabilità diretta attività di istruzione, predisposizione e formalizzazione degli atti amministrativi e contabili
  • è funzionario delegato, ufficiale rogante e consegnatario dei beni mobili
  • può svolgere attività di studio e di elaborazione di piani e programmi richiedenti specifica specializzazione professionale, con autonoma determinazione dei processi formativi ed attuativi
  • può svolgere incarichi di attività tutoriale, di aggiornamento e formazione nei confronti del personale.
  • possono essergli affidati incarichi ispettivi nell’ambito delle istituzioni scolastiche

L’orario di lavoro previsto è di 36 ore settimanali, da gestire con autonomia e flessibilità durante la settimana lavorativa. La retribuzione base, senza considerare indennità, retribuzioni accessori e anzianità, è di 1.853,23 euro.

I titoli per partecipare al concorso DSGA

Per ricoprire questo ruolo occorre un titolo di studio di livello superiore. Quali siano questi titoli lo indica sempre il contratto collettivo alla Tabella B (Requisiti culturali per l’accesso ai profili professionali del personale ATA). È quindi richiesta la laurea e nello specifico la:

  • Laurea in Giurisprudenza
  • Laurea in Scienze politiche, sociali o amministrative
  • Laurea in Economia e commercio

Ai sensi del Decreto Interministeriale 9 luglio 2009 sono da considerarsi equipollenti alle lauree prima citate quelle specialistiche (22/S, 54/S, 57/S, 60/S, 64/S, 70/S, 71/S, 84/S, 88/S, 89/S, 90/S, 91/S, 99/S e 102/S) o le relative lauree magistrali Laurea Magistrale (LMG-01, LM-52, LM-56, LM-62, LM-63, LM-77, LM-81, LM-87, LM-88, LM-90).

In un’audizione presso le commissioni riunite cultura del 10 ottobre 2017 la Ministra dell’Istruzione Fedeli aveva affermato che il prossimo bando poteva prevedere una deroga, autorizzando la partecipazione al concorso anche agli assistenti amministrativi che per 3 anni hanno ricoperto funzione di DSGA.

Tale intenzione è stata successivamente formalizzata con il già citato comma 335 della L. 205/2017 che, dopo aver autorizzato il Ministero a bandire il concorso entro il 2018, specifica che “gli assistenti amministrativi che, alla data di entrata in vigore della presente legge, hanno maturato almeno tre interi anni di servizio negli ultimi otto nelle mansioni di direttore dei servizi generali ed amministrativi possono partecipare alla procedura concorsuale di cui al primo periodo anche in mancanza del requisito culturale di cui alla tabella B allegata al contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del Comparto scuola sottoscritto in data 29 novembre 2007, e successive modificazioni”.

Le prove concorsuali

In atteso dello specifico regolamento che deve disciplinare le modalità di svolgimento del concorso è possibile ipotizzare, sulla base delle precedenti prove concorsuali e secondo le indicazioni di bozze di decreti approvati qualche anno fa e mai pubblicati, che il concorso prevederà una prova preselettiva, una scritta e una orale.

La prova preselettiva si dovrebbe articolare in 100 domande a risposta multipla sulle stesse materie della prova scritta e di quella orale.

La prova scritta dovrebbe riguardare i seguenti argomenti:

  • organizzazione della Repubblica e organizzazione del sistema istruzione
  • diritto amministrativo
  • contabilità di Stato (con particolare riferimento alla contabilità degli istituti scolastici)
  • diritto pubblico

La prova orale, invece, dovrebbe puntare alla verifica della conoscenza dei seguenti argomenti:

  • l’autonomia scolastica
  • il decentramento amministrativo
  • il regolamento di contabilità
  • il rapporto di lavoro nelle amministrazioni pubbliche e nel comparto scuola
  • le norme di sicurezza nei luoghi di lavoro
  • le norme in materia di accesso ai documenti amministrativi
  • il codice della privacy

Durante l’orale si procederà anche alla verifica della conoscenza di una lingua straniera e le competenze nell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse.

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Come già previsto dal decreto per lo svolgimento del concorso per Dirigente scolastico (DS) la fase concorsuale sarà molto probabilmente seguita da un corso di formazione dirigenziale, che includerà un periodo di formazione generale e uno di tirocinio sul campo.

Quando sarà bandito il concorso?

Anche se formulata in maniera alquanto generica, una data entro la quale bandire il concorso è ora riportata in una legge della Repubblica: entro il 2018 si dovrebbe trovare il bando in Gazzetta ufficiale.

La data del 2018 era stata già anticipata dalla Ministra dell’Istruzione nel corso di  un’audizione presso le Commissioni riunite cultura della Camera e del Senato.

La Ministra aveva anche indicato in 1700 i posti a concorso e aveva specificato che sarebbe stato aperto anche agli assistenti amministrativi che per 3 anni avevano ricoperto quel ruolo, in assenza del titolare. Anticipazioni che hanno trovato conferma nel testo legislativo.

Si tratta comunque di una data che va presa con estrema cautela, come insegna l’esperienza del concorso per Dirigenti scolastici. Anche in quel caso vi era una legge che indicava una data specifica, non rispettata e più volte prorogata.

 

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Il primo imperativo di chi vuole scrivere è… leggere. Negli anni di libri ne ho letti molti e ho avuto anche la fortuna di scriverli, di pensarli, costruirli e correggerli.

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Commenti

  • Franco 29 gennaio 2018 alle 10:35

    Quale senso inserire quali titoli validi quelli ad indirizzo sociale, socio politiche, pianificazione territoriale urbanistica e ambientale e altre che nulla hanno a che vedere con l’attività di gestione amministrativa del DSGA. Viceversa escludere ad esempio ingegneria gestionale o altri che sono molto più consoni alla tipologia lavorativa.

    Rispondi
    • Giovanni 31 gennaio 2018 alle 10:35

      Nel corso di Laurea in Sscienze Politiche si svolgono esami come: Economia; Diritto ; Statistica;

      Rispondi
  • Franco 29 gennaio 2018 alle 10:39

    Visto che il nuovo regolamento contabile e che la stessa autonomia scolastica sono già in vigore dal 2000, perchè considerare solo gli Assistenti Amministrativi che hanno svolto il servizio di DSGA negli ultimi otto anni e tralasciare quelli che lo fanno dal 2000?

    Rispondi
    • danilo 8 marzo 2018 alle 14:59

      Lavoro nella pubblica amministrazione da 25 anni e ho la laurea in Scienze Politiche indirizzo amministrativo. Beh per la materie del concorso penso che sembra proprio adatto a me dato che ho fatto esami di: Economia Politiche, Politica Economica, Statistica, Scienza dell’Amministrazione, Diritto Pubblico, Diritto Privato, Diritto del Lavoro, Diritto Costituzionale, Diritto Comunitario, Diritto Penale, Diritto delle Autonomia Locali, Diritto Tributario, Scienza delle Finanze e Contabilità pubblica. Prima di parlare sarebbe meglio conoscere i programmi svilluppati in corso di laurea credo altrimenti si dicono fesserie ad esaurimento. Danilo

      Rispondi

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