Esempio di traccia d’esame sul tema dell’autovalutazione di istituto

L'area del miglioramento del sistema scolastico

Finalizzato alla preparazione per la prova scritta del concorso a cattedra, questo articolo fornisce un esempio di traccia d’esame sul tema dell’autovalutazione di istituto, argomento presente nel programma del bando di concorso sulle Avvertenze Generali.

La traccia

Il sistema nazionale di valutazione. Il candidato illustri i principali strumenti e metodi dell’autovalutazione d’istituto, con particolare riguardo all’area del miglioramento del sistema scolastico. 

Lo svolgimento

Con la recente normativa, l’autovalutazione di istituto ha cessato di essere oggetto di raccomandazioni ministeriali per acquistare forza vincolante e completezza metodologica. In assenza di un modello completo e vincolante dell’azione valutativa e migliorativa, infatti, la resistenza al cambiamento non può che trattenere fatalmente la singola scuola come il sistema nazionale di istruzione ai livelli “omeostatici” più bassi.

Perché si inneschi un movimento autoregolativo verso l’alto è necessario che si produca in una scuola la sensibilizzazione ai risultati della propria azione. A ciò possono valere i tre momenti, ora introdotti dalla normativa, dell’autovalutazione d’istituto (RAV) – e valutazione esterna per il 10% delle scuole – dell’azione di miglioramento (PdM), e della rendicontazione pubblica.

L’Invalsi, sulla base dei dati rilevati, definisce per il singolo istituto gli indicatori appropriati. Lo studio dei dati da parte del dirigente e dell’unità di valutazione (referente della valutazione e alcuni altri docenti) deve portare a cogliere e discutere in collegio docenti i punti di forza e di debolezza formulando possibili ipotesi causali sugli esiti rilevati.

Segue un conseguente piano di miglioramento (le scuole possono avvalersi dell’assistenza dell’Indire), individuando area per area le proprie priorità, mentre, per parte sua,  il Miur indicherà le priorità strategiche dell’intero sistema. La rendicontazione esterna, infine, è volta a far sentire alle scuole le aspettative del territorio. Ma la condizione principale è che la scuola creda negli obiettivi che persegue.

Alcune scelte di fondo – alcuni obiettivi, chiari, semplici, fondamentali (anche di stile educativo e di concezione della professione docente) possono creare coesione tra i docenti ed essere efficacemente comunicati, suscitando nel territorio quelle stesse aspettative che la scuola sente profondamente verso se stessa.

Prezioso il ricorso alla forma progettuale, capace di creare coesione tra i docenti e visibilità presso l’utenza, suscitando quelle aspettative grazie alle quali una scuola che crede in se stessa e una utenza che crede nella sua scuola si legano in un circolo virtuoso automigliorativo. Il tipico rischio di inversione mezzi-fini, per cui ci si sente arrivati quando le procedure sono correttamente realizzate, perdendo tensione sul piano dei risultati dovrebbe essere meno presente che in passato.

L’attuale stagione di impegno valutativo e migliorativo potrebbe infine portare a porre in modo forte l’esigenza di superare alcune criticità (ad es. in tema di coordinamento e di flessibilità) che, rilevate nelle scuole, derivano in parte da condizioni generali, premendo per un completamento della riforma della scuola.

Consulta la nostra guida e scarica le risorse gratuite presenti alla fine della pagina come l’ebook gratuito con esempi di tracce d’esame, le tracce assegnate ai precedenti concorsi, le tabelle di corrispondenza e il simulatore per le prove in lingua straniera.

Una versione approfondita dello stesso tema è disponibile tra le estensioni web del manuale sulle Avvertenze Generali, un volume indispensabile per la preparazione al Concorso a Cattedra per le classi di ogni ordine e grado.

autovalutazione di istitutoAggiornato alla legge 107/2015 La Buona Scuola, il manuale è finalizzato ad una preparazione completa sulle competenze pedagogico-didattiche e sulla conoscenza del sistema scolastico così come previsto dalle Avvertenze Generali che costituiscono parte integrante dei programmi d’esame.

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Di più sull'autore

Laureato in Filosofia presso l'Università di Bologna, ho insegnato lettere nella scuola media e svolto, per più di 20 anni, il ruolo di Preside nella scuola secondaria di 1° grado e nella scuola dell'infanzia e primaria in un istituto comprensivo. L'attività formativa svolta ha interessato i vari temi della didattica, le forme di difficoltà nell'apprendimento e il disagio nella scuola. Attualmente svolgo attività di formazione dei docenti per conto dell'Associazione Docenti Italiani.

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