Il diritto dell’Unione europea nei concorsi pubblici

Guida pratica alla risoluzione di quesiti a risposta aperta e a risposta chiusa

Solo negli ultimi 20 anni il diritto dell’Unione europea è diventata una disciplina ampiamente studiata nelle università italiane e sempre più presente tra quelle richieste per superare prove concorsuali ed esami di abilitazione; basti pensare che solo nel 2003 è stata inserita nella rosa delle materie che possono essere oggetto della prova orale dell’esame di abilitazione alla professione di avvocato.

Nei concorsi pubblici, poi, è una disciplina sulla quale si “inciampa” sempre più spesso: solo in tempi recenti si possono ricordare i bandi per 250 Funzionari nel Ministero dell’Interno oppure i 50 posti nella Carriera prefettizia. Senza contare che anche concorsi in apparenza di nessun profilo internazionalistico prevedono comunque l’acquisizione di nozioni di diritto dell’Unione europea; è il caso, a titolo esemplificativo, delle prove per diventare Dirigente scolastico dove è richiesto di collocare l’assetto scolastico italiano in un contesto europeo.

Nei concorsi pubblici (e anche nell’esame di abilitazione alla professione di avvocato) spesso la disciplina richiesta è indicata come “diritto comunitario” mentre i manuali e i vari libri di preparazione parlano di diritto dell’Unione europea. La domanda è ricorrente: sono la stessa cosa? In questo caso la risposta è affermativa. Se per il binomio diritto costituzionale/diritto pubblico e diritto civile/diritto privato è possibile individuare delle minime differenze, tra diritto comunitario e diritto dell’Unione europea non esiste alcuna diversità.

La difforme denominazione è da attribuire unicamente al fatto che fino al 1992 l’organizzazione si chiamava Comunità europea mentre dopo il Trattato di Maastricht ha cambiato la propria denominazione in Unione europea. Dopo un periodo di iniziale coesistenza, dal 2009 la Comunità è definitivamente scomparsa e ora esiste solo l’Unione. Nelle università italiane la novità è stata prontamente recepita e l’insegnamento è ormai universalmente denominato Diritto dell’Unione europea; la nostra amministrazione ha tempi di adeguamento un po’ più lunghi e a quasi dieci anni dalla scomparsa della Comunità continua ad indicare nei bandi “diritto comunitario”.

Quanto diritto dell’Unione si deve conoscere per i concorsi pubblici

Il diritto dell’Unione europea è una disciplina dai contorni non del tutto definiti. In alcuni casi si fa riferimento soltanto alla parte istituzionale dell’Unione, vale a dire il suo ordinamento, le sue istituzioni e i suoi atti giuridici (fondamentalmente tutto ciò che risponde alla domanda: come è organizzata l’Unione europea?). In altri si include anche il cosiddetto diritto materiale, vale a dire l’esame delle concrete attività portate avanti dall’organizzazione dalla politica della concorrenza a quella agricola, dalla politica commerciale comune alla politica di coesione (fondamentalmente tutto ciò che risponde alla domanda: cosa fa l’Unione europea?).

minimanuale-di-diritto-dell-unione-europeaPer approfondire l’argomento consulta il nostro MiniManuale di Diritto dell’Unione europea

La nuova edizione del testo tiene conto dei possibili scenari che si prefigurano nell’assetto politico-istituzionale dell’Unione europea in seguito all’avvio dei negoziati per l’uscita del Regno Unito (la cosiddetta Brexit) e l’impegno degli altri Stati a rilanciare il processo di integrazione.
Non mancano aggiornamenti concernenti vari aspetti dell’attività dell’Unione, come la decisione di sopprimere il Tribunale della funzione pubblica e riordinare la composizione e le competenze del Tribunale, primo passo verso una futura riorganizzazione del sistema giurisdizionale europeo.

Sfoglia un’anteprima del manuale

Ma quale livello di conoscenza della materia è necessario per prepararsi ad un concorso pubblico? La risposta dipende, ovviamente, dal tipo di concorso al quale si partecipa. A volta sono richiesti solo “elementi” o “nozioni” mentre in altri si esige una conoscenza approfondita.

Diritto dell’Unione europea: gli argomenti chiave

Il diritto dell’Unione normalmente prevede lo studio di 4 tematiche di base per una corretta comprensione della disciplina.

In primo luogo è indispensabile un inquadramento storico del percorso che ha portato alla creazione delle prime Comunità (la CECA, la CEE e l’Euratom) e tutti i successivi passaggi evolutivi, come la firma dei diversi trattati modificativi (Atto unico, Maastricht, Amsterdam, Nizza, Lisbona) e la definitiva sostituzione con l’Unione europea.

In secondo luogo occorre definire il non semplice assetto istituzionale dell’Unione, distinguendo bene tra Consiglio europeo, Parlamento, Consiglio dell’Unione, Commissione europea, Corte di Giustizia, Corte dei conti e Banca centrale europea (BCE). Si tratta di istituzioni che hanno regole di composizione e di funzionamento del tutto particolari, a volte anche un po’ cervellotiche da comprendere per chi non conosce i meccanismi interni dell’Europa.

Un esempio sono le complicatissime procedure di voto nel Consiglio dell’Unione con maggioranze semplici e qualificate, maggioranze di Stati e maggioranze demografiche, minoranze di blocco: un vero rompicapo se non si capisce che sono tutti strumenti che servono per conciliare due opposte esigenze ovvero garantire un corretto funzionamento dell’istituzione senza sacrificare eccessivamente le istanze degli Stati demograficamente meno importanti.

Il terzo macroargomento è lo studio delle fonti del diritto dell’Unione e la molteplicità di atti che disciplinano questo ordinamento, dai trattati istitutivi ai principi non scritti, dagli accordi internazionali ai vari atti di diritto derivato come i regolamenti, le direttive, le decisioni e così via. E non basta solo studiare le caratteristiche di questi atti ma occorre anche esaminare le procedure per la loro adozione e quelle per il recepimento negli ordinamenti interni dei singoli Stati membri.

Quarta e ultima tematica è l’esame del complesso sistema giurisdizionale che garantisce un controllo sulla legittimità degli atti adottati, sul comportamento delle istituzioni europee e degli Stati membri nel recepire la normativa dell’Unione nonché la tutela delle persone fisiche e giuridiche che si reputano lese da tali atti o comportamenti.

Una parte un po’ più “ballerina” è quella concernente le varie attività espletate, spesso sinteticamente indicate come politiche dell’Unione, che alcuni manuali inseriscono in estrema sintesi, altri non trattano affatto mentre altri rimandano ad un secondo tomo specifico. Nei concorsi pubblici spesso sono presenti domande riguardanti almeno le quattro libertà fondamentali e il mercato interno, ma non mancano riferimenti ad altre politiche europee; una seppur minima conoscenza è, quindi, opportuno averla.

La prova preselettiva e la prova scritta: quesiti a risposta chiusa o aperta

Nei concorsi pubblici la valutazione della conoscenza di una materia è normalmente effettuata tramite prove a quiz, almeno nelle prime fasi del concorso.

Nelle preselezioni la regola è quella dei quesiti a risposta multipla, con la classica domanda corredata da 3 o 4 alternative di risposta. Indicazioni su come prepararsi e su come affrontare al meglio tali prove sono fornite in modo dettagliato in diversi articoli di questo blog.

Tutti i consigli su come affrontare le prove a test dei concorsi pubblici nella rubrica del prof. Marco Bonora

Nelle prove scritte la scelta ricade normalmente sui quesiti a risposta aperta. Si tratta di una domanda cui deve seguire una breve illustrazione dell’istituto compendiata in poche righe (orientativamente circa 15/20).

Le domande sono quasi sempre estremamente generiche e in teoria potrebbero avere delle risposta anche di più pagine. Ma bisogna fare molta attenzione perché non si tratta di un tema, ma di quesiti a risposta aperta; la difficoltà è proprio quella di dimostrare di avere un quadro chiaro di tutti gli aspetti dell’istituto senza tuttavia utilizzare intere pagine per spiegarlo.

Ecco un esempio di quesito a risposta aperta tratto dal MiniManuale di diritto dell’Unione europea

Com’è composta e quali sono le funzioni della Commissione europea?

La Commissione promuove l’interesse generale dell’Unione e adotta a tal fine le iniziative appropriate. Nell’ambito di questa funzione fondamentale, alla Commissione è affidato il compito di vigilare sull’applicazione dei Trattati e delle misure adottate dalle istituzioni europee in virtù dei Trattati, nonché del diritto dell’Unione sotto il controllo della Corte di giustizia dell’Unione. Partecipa alla funzione legislativa soprattutto con il potere di proposta, dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi, esercita funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione e in questo ambito pone in essere atti di esecuzione di atti giuridicamente vincolanti dell’Unione. Assicura la rappresentanza esterna dell’Unione tranne che nell’ambito della PESC e negli altri casi previsti dai Trattati.

La nomina dei membri della Commissione segue una procedura alquanto complessa, in quanto il candidato presidente viene proposto dal Consiglio europeo ed eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Successivamente, il Consiglio, di comune accordo con il presidente eletto, adotta l’elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione, selezionate in base alle proposte presentate dagli Stati membri. Infine, il presidente, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (che fa parte di diritto della Commissione come uno dei vicepresidenti) e gli altri membri della Commissione sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione del Parlamento europeo, ottenuto il quale la Commissione è nominata dal Consiglio europeo.

Di seguito potrai scaricare ulteriori esempi di quesiti a risposta aperta e a risposta chiusa.

Diritto dell'Unione europea: esempi di quesiti

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Come prepararsi a questa prova? Sul nostro blog una guida, valida per tutti i concorsi, su come preparare un testo che sia allo stesso tempo esauriente, sintetico e chiaro: leggi l’approfondimento.

La prova orale

Il diritto dell’Unione europea ricompare spesso anche nelle fasi finali di un concorso pubblico, quando si deve sostenere la prova orale. A questo punto più che ripassare di nuovo tutti gli argomenti l’attività più utile che si può fare è quella di “fissare i concetti”, vale a dire tracciare un quadro schematico di tutti i punti fondamentali della materia.

Questa operazione si può fare mentalmente, ma risulta ancora più utile ed efficace se viene fatta su carta, tracciando e organizzando una mappa concettuale.

Nel MiniManuale di diritto dell’Unione europea questo lavoro è stato già fatto per voi. Nelle estensioni online del volume, infatti, sono presenti mappe concettuali (Percorsi riepilogativi) di tutti i capitoli del libro. Una volta stampate si possono “personalizzare” arricchendole di altri punti o di annotazioni per voi particolarmente rilevanti

Scarica un esempio di Mappa concettuale tratto dal MiniManuale di Diritto dell’Unione europea.

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Di più sull'autore

Il primo imperativo di chi vuole scrivere è… leggere. Negli anni di libri ne ho letti molti e ho avuto anche la fortuna di scriverli, di pensarli, costruirli e correggerli.

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