Il diritto civile nei concorsi pubblici

Guida pratica alla risoluzione di quesiti a risposta aperta e a risposta chiusa

Il diritto civile, insieme al diritto amministrativo e al diritto costituzionale, è una delle materie che chi vuole partecipare ad un concorso pubblico prima o poi incontrerà sulla sua strada e dovrà necessariamente studiarla o quantomeno ripeterla. Per quelli che hanno studiato in una facoltà di giurisprudenza il diritto civile è già familiare, così come per i laureati nelle facoltà di scienze politiche o economia (anche se qui si chiama Istituzioni di diritto privato).

Un rapida occhiata ai più importanti concorsi degli ultimi tempi rende subito l’idea di quante sono le occasioni in cui ci si trova nella necessità di imparare almeno delle nozioni essenziali di diritto civile. Volete fare un concorso all’Agenzia delle Entrate? Serve il diritto civile. Volete diventare Dirigente scolastico o fare il concorso a cattedra per le discipline giuridico-economiche? Dal diritto civile non si scappa. Ovviamente gli esempi potrebbero essere tanti, ma è stato già detto: diritto costituzionale (o pubblico), diritto amministrativo e diritto civile sono da sempre i “pilastri” dei concorsi pubblici.

Un po’ come succede anche per diritto costituzionale/diritto pubblico anche in questa materia esiste sempre l’amletico dubbio sulla differenza tra diritto civile e diritto privato. In cosa si diversificano e qual è la disciplina maggiormente richiesta nei concorsi pubblici. Chiariamo subito: tra il diritto privato e il diritto civile esiste un rapporto di genere e specie.
Mentre il diritto privato ricomprende tutte quelle branche del diritto che regolano i rapporti tra privati (include, quindi, anche il diritto commerciale, il diritto dl lavoro ecc.) il diritto civile ricomprende sostanzialmente la materia dei contratti, delle obbligazioni, dei diritti reali, delle persone, della famiglia, delle successioni e della responsabilità civile.

Quanto diritto civile si deve conoscere per i concorsi pubblici

Se fate un rapido giro alla ricerca di un manuale di diritto civile difficilmente troverete volumi al di sotto delle 500 pagine, con trattazioni che possono anche superare le 1000 pagine. È chiaro che le differenze sono dovute al livello di approfondimento dei singoli argomenti ma più di tanto la disciplina non si può “comprimere”.

Ma quale livello di conoscenza della materia è necessario per prepararsi ad un concorso pubblico? La risposta dipende, ovviamente, dal tipo di concorso al quale si partecipa. A volta sono richiesti solo “elementi” o “nozioni” mentre in altri si esige una conoscenza approfondita. Altre volte è lo stesso bando che individua degli specifici argomenti (ad esempio solo contratti o obbligazioni) di maggiore interesse per il profilo richiesto.

Difficilmente il bando di concorso richiede lo studio del diritto commerciale. Le parti riguardanti l’imprenditore, l’impresa, le società e i contratti commerciali sono, quindi, normalmente escluse, salvo che il bando le indichi in modo esplicito, come nei concorsi banditi dall’Agenzia delle Entrate.

Gli argomenti chiave

Il diritto civile comprende una molteplicità di argomenti tra i quali difficilmente si può operare una distinzione tra quelli più importanti e quelli meno rilevanti; in effetti stiamo parlando di una materia che, insieme al diritto costituzionale, rappresenta uno dei “pilastri” del diritto, ovvero quelle nozioni che tutti devono conoscere per poter affrontare altre discipline giuridiche.

Uno dei pochi vantaggi nell’affrontare lo studio del diritto civile è quello di avere a disposizione un unico “testo base” di riferimento, il codice civile, anche se si tratta di una raccolta di quasi 3000 articoli (o forse anche più se si considerano i vari articoli bis, ter, quater ecc.). Ciò non toglie che la disciplina codicistica debba essere integrata dalla consultazione di altre leggi, alcune delle quali di particolare importanza (le cosiddette leggi complementari).

Gli argomenti centrali nello studio del diritto civile sono sostanzialmente quelli indicati nel codice:

  • i soggetti del diritto e la famiglia (persone fisiche, persone giuridiche, rapporti familiari, matrimonio, filiazione),
  • le successioni e le donazioni (le varie tipologie di successione, le vicende del patrimonio),
  • la proprietà e gli altri diritti reali (superficie, enfiteusi, uso, usufrutto, servitù, comunione, possesso),
  • le obbligazioni e i contratti e la tutela dei diritti (trascrizione, prove, privilegi, pegno, ipoteca ecc.).

Come detto restano normalmente fuori dalla trattazione di questa materia le disposizioni del libro V del codice, intitolato del lavoro ma che riguarda sia il lavoro nell’impresa sia la disciplina delle società.

La prova preselettiva e la prova scritta: quesiti a risposta chiusa o aperta

Nei concorsi pubblici la valutazione della conoscenza di una materia è normalmente effettuata tramite prove a quiz, almeno nelle prime fasi del concorso.

Nelle preselezioni la regola è quella dei quesiti a risposta multipla, con la classica domanda corredata da 3 o 4 alternative di risposta. Indicazioni su come prepararsi e su come affrontare al meglio tali prove sono fornite in modo dettagliato in diversi articoli di questo blog a cura del professore Marco Bonora.

Come affrontare le prove a test dei concorsi pubblici:  i consigli del Prof. Bonora sul blog Edises

Nelle prove scritte la scelta ricade normalmente sui quesiti a risposta aperta. Si tratta di una domanda cui deve seguire una breve illustrazione dell’istituto compendiata in poche righe (orientativamente circa 15/20).

Normalmente le domande sono estremamente generiche e in teoria potrebbero avere delle risposta anche di più pagine. Ma bisogna fare molta attenzione perché non si tratta di un tema, ma di quesiti a risposta aperta; la difficoltà è proprio quella di dimostrare di avere un quadro chiaro di tutti gli aspetti dell’istituto senza tuttavia utilizzare intere pagine per spiegarlo.

Ecco un esempio di quesito a risposta aperta tratto dal MiniManuale di diritto civile

Cos’è il testamento e quali sono le forme di testamento previste dalla legge?

Ai sensi dell’articolo 587 del codice civile, il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse.

Il testamento è negozio formale, da stipularsi, a pena di nullità in una delle forme prescritte dal codice civile. Quest’ultimo prevede e disciplina il testamento olografo, il testamento pubblico e il testamento segreto.

Il testamento olografo è quello interamente scritto, sottoscritto e datato di pugno dal testatore. Dopo la morte dell’interessato, deve essere reso pubblico mediante la pubblicazione dello stesso a cura di un notaio. Solo con la pubblicazione può procedersi ad eseguire le disposizioni del defunto.

Il testamento pubblico è redatto da un notaio in presenza di due testimoni e con l’osservanza di una serie di formalità prescritte dal codice civile e dalla legge notarile. Deve essere sottoscritto dal testatore, oltre che dal notaio e dai testimoni presenti all’atto. Garantisce il rispetto della legge evitando possibili cause di nullità o annullabilità; presenta, però, lo svantaggio di essere pubblico e, quindi, di rendere conoscibile da chiunque il suo contenuto anche prima della morte del testatore.

Nel testamento segreto il testatore redige e sottoscrive il testamento che sigilla poi in una busta chiusa. In presenza di due testimoni consegna la busta al notaio che, dopo aver redatto un atto formale di ricevimento di testamento segreto, la conserverà. Dopo la morte del testatore il notaio deve aprire il testamento e pubblicarlo.

Il codice prevede alcune ipotesi di testamenti speciali che possono essere ricevuti da alcune persone (come il Sindaco, il ministro di culto, il comandante di nave o aeromobile, il cappellano militare o un ufficiale) in determinate circostanze (contagiose, calamità pubbliche o infortuni, durante operazioni belliche o di prigionia, durante la navigazione marittima o aerea).

Di seguito potrai scaricare ulteriori esempi di quesiti a risposta chiusa e a risposta aperta.

Esempi di quesiti a risposta chiusa e aperta

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Come prepararsi a questa prova? Sul nostro blog una guida, valida per tutti i concorsi, su come preparare un testo che sia allo stesso tempo esauriente, sintetico e chiaro. Leggi l’approfondimento

La prova orale

Il diritto civile ricompare quasi sempre anche nelle fasi finali di un concorso pubblico, quando si deve sostenere la prova orale. A questo punto più che ripassare di nuovo tutti gli argomenti l’attività più utile che si può fare è quella di “fissare i concetti”, vale a dire tracciare un quadro schematico di tutti i punti fondamentali della materia.

Questa operazione si può fare mentalmente, ma risulta ancora più utile ed efficace se viene fatta su carta, tracciando e organizzando una mappa concettuale.

minimanuale diritto civileNel MiniManuale di diritto civile questo lavoro è stato già fatto per voi. Nelle estensioni online del volume, infatti, sono presenti mappe concettuali (Percorsi riepilogativi) di tutti i capitoli del libro. Una volta stampate si possono “personalizzare” arricchendole di altri punti o di annotazioni per voi particolarmente rilevanti

 

Sfoglia un’anteprima del manuale

 

 

 

Scarica un esempio di Mappa concettuale tratta dal MiniManuale di diritto civile.

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Il primo imperativo di chi vuole scrivere è… leggere. Negli anni di libri ne ho letti molti e ho avuto anche la fortuna di scriverli, di pensarli, costruirli e correggerli.

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