Le regole per il rientro a scuola a settembre: mascherina obbligatoria, turni, ingressi e uscite scaglionati

Il Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza coronavirus ha consegnato il documento con le misure per il rientro a settembre

Mascherina obbligatoria per tutti (ad eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 anni). Ingressi ed uscite scaglionate per evitare assembramenti. Distanziamento di almeno un metro nelle aule. Alternanza e turni anche all’interno della stessa classe. Sono queste le principali indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza coronavirus al Ministero dell’Istruzione in vista del rientro a scuola a settembre. Il documento sottolinea come la necessaria ripresa delle attività scolastiche debba essere effettuata in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di contenimento del rischio di contagio, benessere socio emotivo di studenti e lavoratori della scuola, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali all’istruzione e alla salute.

Scarica qui il documento del Comitato Tecnico-scientifico

Dopo una panoramica sulle misure adottate da altri paesi europei (ricordiamo che in alcuni Stati le lezioni sono già riprese da alcune settimane, sia pure con modalità diverse) il paper analizza innanzi tutto le caratteristiche dei nostri edifici scolastici (dei circa 60 mila edifici scolastici presenti in Italia, la metà ha più di 50 anni e il 23% non era inizialmente stato costruito appositamente per uso scolastico).

Da non sottovalutare, ancora, l’impatto sulla mobilità e sull’affollamento dei vari mezzi di trasporto collettivi. Sulla base di questi dati, il Comitato ribadisce, anche per le attività scolastiche, la validità dei principi cardine che hanno caratterizzato la lotta al Covid-19: distanziamento sociale (mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro); rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti. Il distanziamento fisico andrà garantito nelle aule, con una conseguente riorganizzazione della disposizione interna, ad esempio, dei banchi, ma anche nei laboratori, in aula magna, nei teatri scolastici (si passa a due metri per le attività svolte in palestra). Non sarà però necessaria la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso, ma chi avrà più 37,5 gradi dovrà restare a casa.

Per evitare il rischio assembramento, saranno differenziati l’ingresso e l’uscita degli studenti, o attraverso lo scaglionamento orario o rendendo disponibili diverse vie di accesso e di uscita dell’edificio scolastico. Ciascuna realtà scolastica procederà perciò ad una mappatura e riorganizzazione dei propri spazi in rapporto al numero di alunni e alla consistenza del personale, con l’obiettivo di garantire quanto più possibile la didattica in presenza, anche avvalendosi di spazi in più, grazie a collaborazioni con i territori e gli enti locali e con possibili rimodulazioni/riduzioni orarie.

La didattica a distanza

La didattica a distanza attuata nei mesi dell’emergenza ha certamente rappresentato una risposta pronta ed efficace delle scuole e ha determinato un’accelerazione di nuove competenze del personale scolastico e degli studenti; nella prospettiva della riapertura delle attività didattiche in presenza la modalità a distanza potrà rappresentare un momento integrativo e non sostitutivo, diversamente applicato e commisurato alle fasce di età degli studenti, sottolinea il documento.

Ma a leggere la dettagliata analisi del Comitato tecnico, non si può fare a meno di pensare che, ancora per diverso tempo, le diverse modalità di didattica a distanza (sincrona, come le videolezioni su piattaforma, o asincrona, con le mail, i messaggi e le lezioni registrate) dovranno necessariamente affiancare la tradizionale didattica in presenza, quella che era scandita dal suono del campanello, dalle verifiche in classe e le interrogazioni alla lavagna.

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Metodologie e tecnologie per la DaD e l’e-learning

Questo volume vuole essere un supporto per l’intera comunità scolastica nell’attuare la didattica a distanza e nell’effettuare le procedure ad essa connesse. Nel periodo di emergenza COVID-19, molte scuole si sono adoperate per proporre ad alunni e studenti attività di didattica a distanza (DaD).

Superata la fase emergenziale, non è detto che le scuole non possano fare tesoro di questa esperienza per migliorare la propria offerta formativa, per accrescere la propria capacità organizzativa e per fronteggiare difficoltà di singoli alunni, impossibilitati a partecipare alle attività didattiche in presenza, o per affrontare nuove emergenze di carattere generale. Pertanto, questo volume vuole essere uno strumento di lavoro che riassume le esperienze virtuose e le best practices realizzate dalle scuole.

Dal taglio molto operativo, il volume è articolato in Parti: nella prima si analizza il ruolo del Dirigente Scolastico nell’implementazione della DaD, la seconda sintetizza le principali metodologie didattiche da applicare, mentre la terza passa in rassegna i principali software e strumenti per la didattica a distanza sincrona e asincrona. L’ultima parte, infine, raccoglie esempi pratici di attività didattica a distanza per diversi ambiti disciplinari (materie letterarie, matematiche, scientifiche).

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Sono un “libro professionista”: ho cominciato scrivendo su una Olivetti e anche oggi che alla carta si affianca il digitale, continuo a leggere, scrivere, valutare contenuti per il mondo dell’editoria.

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