Riforma delle Classi di Concorso: il regolamento è legge

Cosa è cambiato? Quali sono le nuove classi e cosa prevede il nuovo regolamento?

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Regolamento recante disposizioni per la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento; il provvedimento è in vigore da oggi. Consulta la tabella di corrispondenza tra nuove e vecchie classi di concorso.

Si trattava dell’ultimo tassello mancante per la pubblicazione del prossimo concorso a cattedra, che verrà bandito appunto, sulle nuove classi e su cui il MIUR ha già diffuso indicazioni precise sul numero di posti disponibili per ciascuna classe. Nel comunicato dello scorso 18 febbraio viene confermato che il prossimo concorso nella scuola condurrà a 63.712 nuove assunzioni nel triennio 2016/2018.

Di questi, 57.611 posti comuni (relativi, cioè, alle varie discipline) e 6.101 di sostegno (suddivisi per ordine e grado). Nel dettaglio, i posti a bando verranno così ripartiti:

  • 7.237 posti per la scuola dell’Infanzia (di cui 6.933 comuni e 304 di sostegno)
  • 21.098 posti per la scuola Primaria (di cui 17.299 comuni e 3.799 di sostegno)
  • 16.616 posti per la scuola Secondaria di I grado (di cui 15.641 comuni e 975 di sostegno)
  • 18.255 posti per la scuola Secondaria di II grado (di cui 17.232 comuni e 1.023 di sostegno)
  • 506 posti per la nuova classe A023, relativa all’insegnamento dell’italiano per studenti stranieri (alloglotti) per tutti i gradi di istruzione.

Leggi il comunicato
Consulta la tabella dei posti disponibili

Cosa sono le classi di concorso?

E perché era così importante riformarle prima del prossimo concorso nella scuola? Come indicato nella relazione illustrativa del Regolamento, con l’espressione “classe di concorso” si intende la specificazione “dei requisiti accademici utili per poter accedere all’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado”.

Requisito per partecipare al concorso a cattedra è il possesso da parte degli aspiranti docenti dell’abilitazione all’insegnamento, ovvero di un titolo che abbia valore abilitante per una specifica classe di concorso.

Perché le vecchie classi non erano più adeguate?

Il Nuovo Regolamento riforma le classi di insegnamento, al fine di adeguarle alle attuali esigenze formative delle scuole, abrogando il DPR 30 gennaio 1998. Già quasi sei anni fa il decreto legge 25 giugno 2008 n.112 esplicitava l’inadeguatezza delle classi di concorso e ne richiedeva la razionalizzazione e l’accorpamento per una maggiore flessibilità dell’impiego dei docenti (all’articolo 64 – Disposizioni in materia di organizzazione scolastica). A tale esigenza risponde la legge 107/2015 c.d. La Buona Scuola, specificando che  il nuovo concorso per docenti non potesse essere bandito sulle vecchie classi di concorso, non più coerenti né con gli ordinamenti scolastici, né con gli ordinamenti universitari. Nella Relazione illustrativa che ha accompagnato la presentazione del documento di riforma si legge infatti che, le vecchie classi di concorso:

  • Non sono adeguate agli ordinamenti della cd. Riforma Gelmini e non contemplano alcuni insegnamenti come quelli dei licei musicali e coreutici istituiti con il D.P.R. 15 marzo 2010, n. 89
  • Riferiscono a vecchi ordinamenti universitari i requisiti di accesso ai corrispondenti percorsi abilitanti, precludendo di fatto ad alcune categorie di laureati, l’accesso all’insegnamento
  • Consentono una scarsissima flessibilità nell’impiego di docenti.

Nelle intenzioni del MIUR il Regolamento sulle classi di concorso in vigore dal 23 febbraio 2016 contribuirà a realizzare una maggiore razionalizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali semplificando l’espletamento delle procedure concorsuali e con l’obiettivo finale di una maggiore efficienza del sistema scolastico.

L’eccessivo numero di classi di concorso determina infatti difficoltà nell’assorbimento del precariato e nella fungibilità dei docenti oltre ad una gestione costosa delle procedure concorsuali, tutti svantaggi in parte superabili dal loro accorpamento e razionalizzazione.

Cosa cambia rispetto al passato?

Rispetto alle classi di concorso previste dalla legislazione previgente, il Dpr 14 febbraio 2016, n. 19  prevede:

  • L’aggiornamento delle classi di concorso (al fine di tener conto delle modifiche ordinamentali relative sia agli insegnamenti della scuola secondaria, sia alle lauree che costituiscono titolo di accesso ai percorsi abilitanti per l’insegnamento)
  • L’accorpamento di classi di concorso assimilabili, per un più efficiente collocamento dei docenti (il numero delle classi passa infatti da 168 a 114)
  • L’aggiunta di 11 nuove classi di concorso:
    • A-53 – Storia della musica
    • A-55 – Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado
    • A-57 – Tecnica della danza classica
    • A-58 – Tecnica della danza contemporanea
    • A-59 – Tecniche di accompagnamento alla danza
    • A-63 – Tecnologie musicali
    • A-64 – Teoria, analisi e composizione
    • A-23 – Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)
    • A-35 – Scienze e tecnologie della calzatura e della moda
    • A-36 – Scienze e tecnologia della logistica
    • A-65 – Teoria e tecnica della comunicazione

Le nuove classi di concorso

Le nuove classi di concorso interesseranno principalmente le discipline musicali nonché degli indirizzi di calzature, moda, grafica e comunicazione: si tratta di classi di concorso necessarie per allineare i percorsi di abilitazione alle recenti modifiche ordinamentali, in particolare la nascita dei licei musicali e coreutici. Inoltre di grande interesse la nuova classe A-65 “Teoria e tecnica della comunicazione” considerando la rilevanza che il settore delle comunicazioni, in particolare digitali, ha nel mercato del lavoro in termini di prospettive occupazionali.

Un discorso a parte va fatto per la nuova classe A-23 “Lingua italiana per discenti di lingua straniera”, la cui introduzione non si giustifica per l’esigenza di adeguamento ai nuovi ordinamenti, ma è determinata da ragioni sociali, in particolare dalla presenza sempre più rilevante di alunni stranieri nelle classi.

Le attività di sostegno didattico

Non compare nel regolamento una specifica classe dedicata al sostegno didattico nelle scuole, benché il prossimo concorso destina ben 6.101 posti per l’assunzione di docenti di sostegno suddivisi tra scuola dell’ infanzia, primaria, secondaria di prima e secondo grado.

A tale proposito, è appena il caso di ricordare che la Direttiva ministeriale del 27/12/2012, “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” comprende i disturbi specifici di apprendimento (DSA), ma anche le condizioni di svantaggio psicologico e socio-economico nella disciplina dei Bisogni Educativi Speciali.

Benché non tutti i bisogni educativi speciali necessitino di insegnanti di sostegno dedicati, appare chiaro che vi sia nelle intenzioni del Governo, quella di compiere un passo culturalmente decisivo per l’assunzione di una visione inclusiva, che integri in un unico criterio e in unico diritto all’apprendimento e all’auto-realizzazione personale tutte le situazioni di difficoltà.

L’obiettivo è dunque quello di portare alla selezione di professionalità docenti altamente qualificate, abilitate alla costruzione di piani educativi idonei a rimuovere gli svantaggi di natura fisiologica, biologica, ma anche psicologica, sociale, culturale ed economica che ostacolano il raggiungimento dei risultati di apprendimento.

Cosa prevede il nuovo Regolamento?

Il DPR 14 febbraio 2016 N°19 è costituito da 6 articoli e tre tabelle:

  • L’articolo 1 individua l’oggetto del regolamento, indicando la fonte normativa primaria di attribuzione di tale potere regolamentare (si tratta dell’articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge n. 112 del 2008)
  • L’articolo 2 rimanda alle Tabelle allegate (Tabella A, Tabella B e TABELLA-A1) nelle quali sono individuate le nuove classi di concorso e gli insegnamenti che si ricollegano ad esse
  • L’articolo 3 definisce, per ciascuna classe di concorso, i titoli di accesso ai percorsi abilitanti e le corrispondenze rispetto alle vigenti classi
  • L’articolo 4 in un’ottica di semplificazione delle procedure selettive, prevede la possibilità di predisporre prove comuni tra diverse ma assimilabili classi di concorso
  • Gli articoli 5 e 6 infine contengono norme transitorie e finali e dispongono la possibilità per coloro che risultano iscritti ad uno dei percorsi aventi valore di titoli di accesso alle classi di concorso attualmente vigenti di partecipare alle prove di accesso ai percorsi abilitanti e l’entrata in vigore del regolamento, il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Le tabelle allegate allo schema costituiscono parte integrante del provvedimento. La Tabella A definisce le classi di concorso e di abilitazione per le scuole secondarie di primo e di secondo grado (complessivamente 81 classi contro le attuali 116):

  • La prima colonna contiene il codice identificativo della nuova classe di concorso, nonché la confluenza con la o le precedenti classi di concorso, oppure la dicitura “NUOVA”, se non vi è confluenza;
  • La seconda colonna contiene la denominazione della nuova classe di concorso, seguita dalla denominazione della precedente classe di concorso in essa confluita;
  • La terza, quarta e quinta colonna contengono i requisiti (titoli) di accesso ai percorsi abilitanti suddivisi per ordinamento (rispettivamente: DM 39/1998 – vecchio ordinamento; DM 22/2005 – lauree specialistiche e integrazione vecchio ordinamento; lauree magistrali DM 270/2004 e diplomi accademici di II livello)
  • La sesta colonna elenca ove specificati, per ciascun titolo di accesso, i crediti formativi universitari che occorre eventualmente possedere in aggiunta al titolo
  • La settima colonna individua gli indirizzi di studi assegnati a ciascuna classe di concorso, nonché, ove del caso, una specifica nota che individua la nuova classe di abilitazione che appartenga al medesimo ambito disciplinare ed eventualmente con apposito asterisco, l’insegnamento assegnato in via transitoria ad esaurimento

La Tabella-A1 elenca, limitatamente alle lauree di vecchio ordinamento, l’omogeneità degli esami previsti nei piani di studio. La Tabella B definisce le classi di concorso a posti di insegnante tecnico-pratico (che passano da 52 a 33):

  • La prima colonna elenca il codice della nuova classe di concorso, nonché la confluenza con la o le precedenti classi concorso, oppure la dicitura “NUOVA” se non vi è confluenza
  • La seconda colonna contiene la denominazione della classe di concorso, nonché quella della o delle precedenti classi di concorso, nonché, eventualmente, la dizione “Classe di concorso ad esaurimento”
  • La terza e quarta colonna indicano la corrispondenza con i titoli di accesso previsti dai previgenti ordinamenti.
  • La quinta colonna elenca gli indirizzi di studio e discipline e/o laboratori cui può accedere la classe di concorso

Che impatto avrà la riforma sui “vecchi” abilitati?

Come stabilisce l’art. 3 del Regolamento, nei commi 3 e 4, i docenti titolari di una delle classi di concorso accorpate sono titolari della nuova classe di concorso risultante dall’accorpamento,  mentre i docenti non di ruolo in possesso dell’abilitazione o idoneità per l’accesso ad una delle classi di concorso accorpate,  potranno accedere a  tutti  gli insegnamenti compresi  nella  nuova  classe  di concorso  risultante dall’accorpamento, ai fini delle procedure  concorsuali e di reclutamento.

Materiali scaricabili

Commenta con Facebook

Di più sull'autore

Lettrice compulsiva, ricercatrice per passione, editrice per mestiere.

Potrebbe interessarti:

Tutto sul Concorso Scuola 2016

Sono stati finalmente pubblicati i tanto attesi bandi del concorso scuola per docenti di infanzia e primaria, secondaria di I ...

Concorso a Cattedra 2016: tornano le discipline musicali nella scuola

Dopo oltre vent’anni, torna il Concorso a Cattedra per gli insegnanti di musica. Sono oltre 1700 i posti destinati ad ...

Classe A23 Italiano L2: una scuola inclusiva

La riforma delle classi di concorso risponde all’esigenza di rendere i percorsi di abilitazione all’insegnamento più coerenti agli ordinamenti scolastici ...

COMMENTA

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi