Autorizzato il bando di concorso nella scuola per 63.712 nuovi docenti

Quali saranno i prossimi passi?

E’ stato firmato lo scorso 24 dicembre il decreto che dà l’avvio al nuovo Concorso a Cattedra 2016, autorizzando la selezione di 63.712 docenti nella scuola.

Il documento che porta la firma del ministro Madia (per conto del presidente Renzi) e del ministro Padoan (Economia e finanze) è stato trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, dopodiché sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

Scarica il decreto

Si tratta di un atto necessario e preliminare rispetto al bando di concorso vero e proprio mediante il quale il Governo motiva ed autorizza l’assunzione di 63.712 nuovi docenti nella scuola.

Come prevede la legge 165/2001, le determinazioni relative all’avvio di procedure di reclutamento sono adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale, con decreto del presidente del consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell’economie e delle finanze.

A tal proposito ricordiamo che con nota del 3 novembre 2015 il ministro dell’istruzione aveva richiesto l’autorizzazione ad avviare le procedure concorsuali e le relative assunzioni per il triennio 2016/2018, richiedendo l’assunzione di 63.712 docenti di cui

  • 52.828 posti comuni
  • 5766 posti per docenti di sostegno
  • 5118 di potenziamento a copertura di posti vacanti

Le disponibilità per il triennio 2016/2018 tengono conto dei posti disponibili derivanti da cessazioni di servizio del triennio, nonché di tutti i posti vacanti residuali rispetto al piano straordinario di assunzioni previsto dalla Legge 107/2015 c.d. Buona Scuola.

A seguito del piano di assunzioni straordinario, infatti, le graduatorie ad esaurimento di alcune classi di concorso nella scuola secondaria di primo e secondo grado risultano esaurite a livello nazionale o presentano un numero di iscritti tale da non consentire la copertura dei posti disponibili nella misura del 50% del fabbisogno (come previsto dall’art. 399 del decreto legislativo n. 297 del 1994).

A ciò si aggiunge la volontà di potenziare l’organico dedicato alle attività di sostegno didattico e l’esigenza di favorire l’inserimento dei docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria esclusi dal piano straordinario.

Quali saranno i prossimi passi?

Com’è noto, prima del bando è attesa la riforma delle classi di concorso, che ha già terminato l’iter di consultazioni, ricevuto i pareri delle commissioni di Camera e Senato ed attende solo l’ultima lettura e l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.

Seguiranno i tre bandi di concorso, differenziati per infanzia e primaria, secondaria di primo e secondo grado, sostegno didattico.

Quali saranno le prove e come prepararsi

Le procedure concorsuali verranno dettagliate nei tre bandi di concorso e non sono dunque ufficiali. Tuttavia da tempo circolano indiscrezioni sulle modalità di selezione. In particolare sembrerebbe ormai certo che:

  • per scuola dell’infanzia e primaria, dato l’elevato numero di candidati attesi, ci sarà una preselezione simile a quella avvenuta nel 2012. Si tratterà di un test a risposta multipla costituito da 60 domande su argomenti di logica (verbale e numerica), comprensione di testi, competenze informatiche e lingua inglese. Seguiranno prova scritta (computer based – domande a risposta chiusa ed a risposta aperta su contenuti disciplinari) ed orale (simulazione di lezione)
  • per la scuola secondaria (di primo e secondo grado), non è prevista una preselezione. Si passerà dunque alle prove scritte (computer based – domande a risposta chiusa ed a risposta aperta su contenuti disciplinari) ed alla prova orale (simulazione di lezione)
  • per il sostegno didattico (il cui accesso è riservato a docenti in possesso di abilitazione specifica e sarà distinto per scuola dell’infanzia e primaria e scuola secondaria) non è ancora chiaro se vi sarà o meno il test preselettivo, tuttavia le prove scritta e orale, saranno della stessa tipologia delle altre due selezioni.

Prove scritte e orali per tutti i candidati saranno di natura disciplinare, ma valuteranno anche la capacità di insegnare, ovvero le abilità nel trasmettere conoscenze, nel creare ambienti favorevoli all’apprendimento, nonché la conoscenza e la capacità di utilizzare appropriati strumenti di mediazione per una didattica individualizzata, partecipativa, significativa.
A tale proposito segnaliamo che nelle prossime settimane inizieremo a pubblicare su questo blog delle unità di apprendimento da utilizzare come canovaccio per la predisposizione di simulazioni di lezioni ed attività d’aula. Si tratterà di spunti e materiali supplementari che si aggiungono alla ricca selezione di u.d.a. presenti nei nostri manuali disciplinari per la preparazione al concorso.

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Lettrice compulsiva, ricercatrice per passione, editrice per mestiere.

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