Abilitazione all’insegnamento: cos’è e cosa cambierà

Come ottenere l'abilitazione all'insegnamento

Dovrebbe concludersi in settimana l’iter del regolamento di riforma delle classi di concorso che contiene tra l’altro novità importanti sul percorso di abilitazione all’insegnamento Entro il prossimo venerdì il testo, rivisto dalla commissione ministeriale, potrebbe passare al consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. L’impianto della riforma sembrerebbe sostanzialmente invariato; oltre alla razionalizzazione e all’accorpamento delle classi, sembrerebbe dunque confermata la riforma dei percorsi di abilitazione all’insegnamento.

Riceviamo quotidianamente tante richieste da parte di giovani laureati che vorrebbero orientarsi nel mondo della scuola e ci chiedono informazioni su come accedere ai concorsi pubblici per docenti. Non tutti sanno infatti che per insegnare nella scuola – come avviene per molte altre professioni – non è sufficiente il titolo di laurea, ma occorre essere in possesso di una apposita abilitazione, che si acquisisce mediante percorsi specifici.

Come ottenere l’abilitazione all’insegnamento e cosa cambierà con la riforma

Vediamo allora come si ottiene oggi l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole e come cambierà in seguito alla riforma.

I percorsi attualmente validi per acquisire l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole sono:

–       per scuola dell’infanzia e scuola primaria il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria (SFP), corso quinquennale a numero chiuso, il cui accesso è subordinato al superamento di un test di accesso.

–       per la scuola secondaria di primo e secondo grado il TFA, Tirocinio Formativo Attivo, un percorso annuale attivato presso le università e successivo alla laurea magistrale. Anche in questo caso, si tratta di percorsi a numero programmato, perché vincolati al fabbisogno del personale docente nelle scuole, il cui accesso è subordinato al superamento di un test di accesso.

Riferimenti normativi del TFA

La materia è attualmente disciplinata dal DM n. 249 del 10 settembre 2010 sulla “Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti che:

–       conferma la validità del percorso di laurea in scienze della formazione primaria come titolo abilitante per l’insegnamento in scuola dell’infanzia e scuola primaria;

–        istituisce il TFA come misura transitoria in attesa dell’istituzione di specifiche lauree magistrali abilitanti; nonostante si trattasse di misura temporanea, il TFA è ancora ad oggi l’unico percorso disponibile per chi desidera accedere alla professione di docente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

I primi due cicli di TFA sono stati attivati rispettivamente nel 2012 e nel 2014 benché la normativa li volesse annuali. A breve dovrebbe partire il terzo ciclo: dichiarazioni non ufficiali del ministro Giannini indicano il mese di gennaio per la pubblicazione del bando, ma i tempi potrebbero allungarsi a causa dello slittamento del concorso a cattedra.

Ad ogni modo, questo dovrebbe essere l’ultimo ciclo di TFA dal momento che, tra le deleghe che la legge 107/2015, c.d. La buona Scuola, affida al Governo, compare anche, ai commi 180 e 181 letterab), quella relativa al riordino del sistema di formazione iniziale e accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria.

I cambiamenti della riforma del TFA

Nelle intenzioni del governo, formazione (abilitazione) e reclutamento (assunzione per concorso) dovrebbero essere connessi in un sistema unitario e coordinato, un quadro di collaborazione strutturata in cui vengano affidati i diversi momenti e percorsi formativi alle università (o alle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica) e alle istituzioni scolastiche statali.

Il percorso, aperto a coloro che sono in possesso di un diploma di laurea magistrale, o di un diploma accademico di secondo livello per le discipline artistiche e musicali, coerente con la classe disciplinare di concorso, prevede che:

–       venga istituito un sistema regolare di concorsi nazionali nella scuola per l’assunzione di docenti con contratto di formazione e apprendistato professionale. Si tratterà di un contratto retribuito a tempo determinato di durata triennale

–       i vincitori siano assegnati ad un’istituzione scolastica o ad una rete tra istituzioni scolastiche presso cui verrà svolto il tirocinio formativo

Diventare docenti a tempo indeterminato

Per essere assunti a tempo indeterminato, al termine dei tre anni del contratto di formazione, il vincitore del concorso dovrà:

– conseguire un diploma di specializzazione all’insegnamentosecondario al termine di un corso annuale istituito dalle Università (o dalle istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale), anche in convenzione con istituzioni scolastiche o loro reti. Il corso si svolge nel primo anno del contratto triennale ed è finalizzato a completare la preparazione degli iscritti nel campo della didattica delle discipline afferenti alla classe concorsuale di appartenenza, della pedagogia, della psicologia e della normativa scolastica

– effettuare, nei due anni successivi al conseguimento del diploma, tirocini formativi presso le scuole anche in sostituzione di docenti assenti

La specializzazione in attività di sostegno

Un discorso a parte merita la specializzazione in attività di sostegno didattico, cui è possibile accedere solo se si è già in possesso di altra abilitazione all’insegnamento.

A tale riguardo, la legge 107/2015 alla lettera c) del comma 181 punti 1 e 2 prevede che nell’ottica della promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sia necessario:

–       ridefinire il ruolo del personale docente di sostegno al fine di favorire l‘inclusione scolastica degli studenti con disabilità, anche attraverso l’istituzione di appositi percorsi di formazione universitaria

–       revisionare i criteri di inserimento nei ruoli per il sostegno didattico, al fine di garantire la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado di istruzione; […]

Proprio nella direzione della continuità didattica per gli studenti con disabilità rientra la volontà del governo di assumere ben 10.900 insegnanti di sostegno nel prossimo, imminente, concorso a cattedre.

Quando entrerà in vigore il nuovo sistema di abilitazione?

Come accennato, questo dovrebbe essere l’ultimo ciclo di TFA dal momento che tra le deleghe che la legge 107/2015, c.d. La buona Scuola, affida al Governo, compare anche la riforma dei percorsi di abilitazione all’insegnamento e di reclutamento dei docenti.

Naturalmente la delega che  affida al Governo il compito di riordinare il sistema di formazione e reclutamento del personale docente dovrà essere convertita in decreti legislativi da emanare, secondo quanto disposto dal comma 180, entro diciotto mesi dalla entrata in vigore della Legge 107/2015 (avvenuta il 16 luglio 2015).
Il meccanismo non potrà riguardare dunque il prossimo concorso (che è imminente), né il prossimo TFA, il cui prossimo ciclo è annunciato per i primi mesi del 2016.

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Lettrice compulsiva, ricercatrice per passione, editrice per mestiere.

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