Le prove a test: tecniche di memorizzazione dei quesiti

In questa rubrica, attraverso alcuni articoli, si forniranno una serie di indicazioni per affrontare le prove a test in sede di concorso

8a lezione: Le tecniche di memorizzazione dei quesiti

Il modello di preparazione che abbiamo fin qui proposto si è basato sulla comprensione delle tipologie di test e delle relative tecniche risolutive. Prima della pubblicazione della banca dati ufficiale di un concorso, occorreiniziare a ragionare sulle tecniche di memoria. Per avere la certezza di superare la preselezione è importante aver maturato esperienza nella risoluzione dei test mediante l’esercizio perché probabilmente non tutti hanno la capacità di memorizzare in tempi così limitati una tale mole di informazioni; tuttavia, anche i meno allenati potranno trarre giovamento da una metodologia di memorizzazione consolidata. Ecco che da ora in poi i nostri consigli verteranno sulla memorizzazione.
Una prima rassicurazione: non tutti i quiz presenti nella banca dati devono essere imparati a memoria. Dopo una prima lettura della banca dati, una certa quota di domande apparirà di facile soluzione, intuitiva e dunque facilmente, ovvero naturalmente, memorizzabile; un’altra parte delle domande potrà essere appresa “culturalmente” (per esempio le domande su sinonimi e contrari, i quiz del tipo “trova l’intruso” etc, una volta appreso il significato di un termine, per quanto precedentemente ignoto, difficilmente lo si dimenticherà); un ultimo gruppo di domande resterà invece “ignoto”, ovvero non risolvibile mediante intuizione e non acquisibile culturalmente.

In questa categoria rientrano anche le domande di comprensione del testo per le quali, essendo scarso il tempo a disposizione, sarà opportuno memorizzare direttamente la risposta corretta: su queste ultime categorie entrano in gioco le mnemotecniche.
L’immaginazione o meglio la visualizzazione è il primo elemento da considerare per apprendere le tecniche di memoria. La visualizzazione creativa è l’unione tra immaginazione e sensi. E’ molto più che immaginare un’esperienza: è viverla in prima persona unendo sensazioni uditive e cinestetiche.

La differenza tra il sogno ad occhi aperti e la visualizzazione creativa consiste nel fatto che, laddove nell’atto di fantasticare la persona crea un’immagine o una scena mentale di cui è spettatore dall’esterno, nell’atto della visualizzazione creativa, colui che visualizza è al centro stesso della propria visualizzazione, la sperimenta in prima persona, sforzandosi di percepirla come il più reale possibile attraverso tutti i sensi. Se ad esempio: “si pensa ad una spremuta di limone, al limone spremuto in un bicchiere d’acqua, al bicchiere di acqua e limone che viene bevuto, al gusto del limone…” si percepiscono subito una serie di effetti: si sarà immaginata la scena, forse si sarà ascoltato il rumore del limone spremuto, il tintinnio del bicchiere, il sapore acre del limone.
Questo è un esempio di visualizzazione creativa: usare i sensi e vivere un’esperienza in prima persona.
Se si aggiunge una forte emozione si moltiplica il valore e il ricordo dell’esperienza.Vediamo come applicare le tecniche utilizzando come fondamento la visualizzazione creativa poichè esistono diverse tecniche di memorizzazione.
Alcune tecniche richiedono pochi minuti per la comprensione e l’applicazione, sono meno potenti, ma possono essere utilizzate da tutti senza alcuna preparazione specifica.
Altre tecniche richiedono la costruzione di uno schedario mentale, sono più complete ma necessitano di uno studio teorico e di un periodo propedeutico per apprenderle.Il primo approccio incentrato sul collegamento direttoè più semplice, immediato e comunque molto efficace. Nel caso di un test a risposta multipla con una alternativa corretta questa tecnica diviene ben applicabile. Il segreto consiste nel collegare una parola chiave della domanda con una parola chiave della risposta corretta. Tale tecnica prevede quasi sempre una modifica delle parole in cui può prevalere o l’aspetto di distorsione della parola o l’aspetto di assonanza o entrambe.
Vediamo un’applicazione di logica.
Trovare il sinonimo di Nebulizzare
A. Atomizzare * (risposta corretta)
B. Filtrare
C. Lucidare
D. Oscurare
Tecnica di memoria: si immagina una vivida esplosione atomica con una grande nube che la circonda. Più è intensa e prolungata l’immagine e più diviene efficace il collegamento.Vediamo un’applicazione sulla comprensione di un testo molto breve.
“La restrizione della conoscenza ad un gruppo di èlite distrugge lo spirito della società e conduce al suo impoverimento intellettuale”.
(Albert Einstein)
Questa affermazione di Einstein legittima UNA sola delle considerazioni sotto elencate:
A. non è auspicabile che il sapere resti appannaggio di gruppi ristretti di scienziati, tecnologi o teologi * (risposta corretta)
B. il progresso richiede la sistematica distruzione di ogni èlite intellettualmente chiusa
C. la presenza di una èlite è nociva per un ordinato sviluppo della società
D. il grado di sviluppo intellettuale della società e la consistenza numerica dei gruppi di èlite culturali, che si formano al suo interno, sono inversamente proporzionali.
Tecnica di memoria: si collega una parola del testo, semmai proprio l’autore (Einstein) con una o più parole univoche dell’alternativa corretta. Ad esempio si può immaginare Einstein con gli occhiali appannati (appannaggio) oppure Einstein in una aula con una enorme folla (ristretti) di scienziati e teologi, oppure immaginare cosa avrebbe ordinato Einstein al bar…naturalmente un bel caffè ristretto!
Per rendere efficace la tecnica è importante ripetere l’associazione al termine della sessione di studio giornaliera e nei giorni seguenti. In tal modo l’informazione passerà dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.
Dalle nostre esperienze, lavorando circa 4 ore al giorno per 20 giorni, con la tecnica diretta e “rapida” di memorizzazione delle informazioni si riescono ad apprendere circa 500 quesiti ignoti con una percentuale di successo, cioè di ricordo, del 95%. Con 1000 quesiti, considerando gli stessi tempi di lavoro, la percentuale scende intorno all’80%. In entrambi i casi sono risultati molto positivi perché si considera che si memorizzano solo le domande di cui non si conosce la risposta, ciò significa che delle altre domande si è in grado di ricavare la chiave.Effettuiamo adesso alcune considerazioni statistiche.
Ragioniamo in maniera ipotetica in percentuale, in un caso medio. Supponiamo di memorizzare 1000 quesiti e che tale numero sia il 20% della banca dati. Se consideriamo un test di 50 quesiti, vuol dire che 10 domande in media saranno state apprese in modo mnemonico. Di queste 10 domande, di 8 (cioè l’80%) si ricorderà la risposta e a 2 non si saprà rispondere. In altre parole delle 10 domande che si sarebbero dovute lasciare in bianco per complessità o per non conoscenza si risponderà bene ad 8 di esse.
Cioè si saranno recuperati 8 punti su 50 domande, un grande risultato.La prossima lezione verterà sulla spiegazione delle domande della banca dati e sarà disponibile appena dopo la pubblicazione dell’archivio ufficiale di domande. Seguite i nostri aggiornamenti.

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Di più sull'autore

Direttore didattico del settore formazione di EdiSES, è uno dei massimi esperti nella didattica orientata ai test.

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Commenti

  • Vanni 27 maggio 2013 alle 8:32

    Interessante, ottimo!

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